Il ritratto di Dorian Gray
aprile 18th, 2009 by Sara in Autore, Oscar Wilde, Romanzo
« L’unico modo per sbarazzarsi di una tentazione è cedere ad essa. »
E’ questa una delle frasi più celebri del romanzo di Oscar Wilde, con il quale l’autore oppone atteggiamenti paradossalmente eccentrici ed il disordine come stile di vita al puritanesimo vittoriano del XIX secolo.
“Il Ritratto di Dorian Gray” è senz’altro un’eccellente opera della letteratura inglese, “il classico del decadentismo” in Inghilterra.
Dorian Gray è un giovane bellissimo; quando un suo amico pittore gli mostra il ritratto che gli ha fatto, egli stesso rimane affascinato e turbato dalla propria bellezza e formula un augurio: che la vita e le sue vicende non lascino alcuna impronta sul suo volto, ma vadano a segnare semmai quello del ritratto.
Ed è ciò che succede: Dorian Gray si dà ad una vita di piaceri senza scrupoli e lussuosa e si disfa di tutti coloro che ritiene importuni, come la giovane innamorata Sibilla e l’amico poeta che uccide per il disappunto di sentirsi rimproverato.
Il suo volto continua a restare nel tempo quello di un bellissimo adolescente. Ma sul volto del ritratto, per questa sorta di “patto col diavolo”, si sono impressi i segni della dissolutezza e del male, a dare l’immagine vera e più eloquente dell’anima di Dorian Gray.
Il protagonista non sopporta la vista del quadro, che si sta imbruttendo sempre più, e lo nasconde in soffita; ogni tanto si reca segretamente lassù per controllare e schernire il suo ritratto che invecchia giorno per giorno, e che gli crea anche tanti rimorsi.
Finché un giorno, tormentato da uno dei suoi sensi di colpa, lacera il quadro con lo stesso coltello col quale aveva ucciso anche l’amico pittore.
Distruggendo il ritratto, Dorian Gray colpisce se stesso: morendo egli riacquista la sua vera fisionomia, quella di un uomo vecchio avvizzito dalla dissolutezza ed il quardo torna incontaminato a raffigurare il giovane e bellissimo adolescente.
In questo romanzo Oscar Wilde vuole celebrare il culto della bellezza ed affrontare il tema del rapporto arte – vita, risolto con il prevalere della prima componente: è la vita ad imitare l’arte e non viceversa; la vita ha senso solo se si realizza in forma estetica, in culto della bellezza. La vita diviene prodotto e risultato dell’arte.
“L’artista è il creatore di cose belle…non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male; il vizio e la virtù sono per l’artista materiale di un’arte”: questa è la formulazione dell’edonismo fatta da Wilde, che delinea l’insistente preoccupazione di capovolgere il conformismo vittoriano, il buonsenso e i canoni della morale borghese.
Il culto esclusivo della bellezza e l’edonismo, ossia la ricerca del piacere ad ogni costo, portano alla fine ad uno stile di vita dissoluto e disinibito, che in questo caso si rivela fallimentare: Dorian Gray alla fine diventa vecchio e sul suo volto si scavano le rughe ed i segni della sofferenza.
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