Alice nel paese delle meraviglie
aprile 22nd, 2009 by Diego in Autore, Lewis Carroll
“Qui bisogna correre a più non posso per rimanere fermi.”
“Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” sono insieme dei libri esoterici e dei libri popolari.
I bambini sognano e viaggiano, ridono e piangono mentre Alice vive le sue avventure, e dimenticano per un attimo di essere in una realtà ben diversa da quella descritta da Carroll.
Ma forse è questo il segreto, anzi il mistero del libro, quello che l’autore ci ha tacitamente annunciato: i bambini, proprio in quanto bambini, non sentono di ritrovarsi in un mondo diverso, parallelo!..anzi vivono la fantasia così come gli si presenta, forse neanche riconoscendola come tale.
La fantasia diventa realtà a tutti gli effetti, e come potrebbe essere altrimenti!
E, chiediamoci, se fossero abbastanza previdenti da accorgersene, avrebbero ancora il desiderio di crescere??
Alice è una bimba di sette anni, che nel mezzo di una giornata primaverile vede un Coniglio Bianco correre di fronte a lei, lamentandosi di essere in ritardo.
Alice, incuriosita del comportamento del coniglio, decide di seguirlo fino alla sua tana, che in realtà nasconde nel buio l’ingresso nel paese delle meraviglie. Alice così si ritrova in un mondo pieno di contraddizioni, cui si trova a confronto in ogni momento, che cresce e si rimpicciolisce, incontra un gatto che ride e scompare, gioca a croquet nel giardino di una regina che vuole decapitare tutti, incontra un cappellaio matto per cui è sempre l’ora del thè, viene convocata in tribunale per testimoniare la colpevolezza di un fante di cuori e infine….si sveglia. è stato soltanto un sogno..?
Una favola, soltanto questo?? No ben di più, basta leggere questo libro per rendersi conto che la logica che guida le azioni è capovolta all’inverosimile, fino a perdere la propria identità.
Alice si perde, letteralmente e non, non riesce a riconoscersi, si chiede cosa è, chi, e perchè! Ma non demorde, affronta le sue avventure maturando una crescita impercettibile, e un adattamento che la aiuta a imporsi, alla fine, all’assurdo della meraviglia.
Nella presentazione di un mondo così distintivo, non poteva mancare un linguaggio altrettanto particolare.
Carroll gioca con le parole..anche queste assumono un significato perfettamente nuovo, complementare alla nuova realtà, impeccabile per i personaggi che vivono le pagine del paese delle meraviglie.
E il significato viene moltiplicato, le parole assumono un peso duplice ma ne perdono anche il senso.
Ed ecco che subentriamo noi, adulti, bambini già cresciuti. Questo libro è rivolto soprattutto a noi, che temiamo di non riconoscere, di aver dimenticato come si fa ad essere e a vivere il fantastico. Più di ogni altro destinatario, l’adulto è il primo che Carroll vuole colpire, e credo ci sia riuscito a pieno…
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