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Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

luglio 16th, 2009 by Elisa in Autore, Roy Lewis

roy-lewis «Che cos’è la cultura, papà?» chiese Oswald, con la bocca piena di carne di elefante.
“Ma che bella domanda!” replicò sarcastico papà. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!”.
“Fin dove dobbiamo spingerci, papà?” domandai io. “Pensavo che stessimo già più che bene”.

“Sciocchezze” sbuffò papà. “Stiamo bene? Fra poco avrai il coraggio di affermare che ci siamo perfettamente adattati all’ambiente. È ciò che dicono tutti quelli che si sono stancati di evolvere; sono le ultime parole famose dello specialista, prima che sopraggiunga a mangiarselo uno specialista ancora più specializzato…”

Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1960, è uscito in varie vesti e con diversi titoli, ed è oggi diventato un classico della fantascienza.

Terry Pratchett l’ha definito “uno dei libri più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni” ed in effetti è il racconto comico della scoperta e dell’uso, da parte di una famiglia di uomini primitivi, di alcune delle cose più potenti e importanti che stanno alla base delle nostre vite.

E’ facile da leggere, spesso ironico e sagace, ricco di divertenti scenette familiari ma anche di riflessioni sulle questioni più profonde della vita.

La trama è semplice. Edward è il capo di un gruppo di ominidi che vive in una zona dell’Africa centrale circa 2 milioni di anni fa. E’ un brillante inventore, una sorta di Leonardo da Vinci della sua epoca.

Sotto la sua guida il livello di vita del suo clan migliora in modo impressionante: egli incoraggia gli altri a scendere dagli alberi, a stabilirsi nelle caverne, scopre come procurarsi il fuoco, insiste perché tutti abbiano una corretta posizione eretta, inventa nuove armi e trappole per la caccia, scopre come cuocere i cibi e come accendere il fuoco con l’utilizzo della pietra focaia.

Inoltre, incita i figli a seguire le proprie inclinazioni e interessi e li obbliga a sposare donne che appartengono ad un altro clan, in modo di rafforzare i geni dell’orda. Edward è generoso e animato dal desiderio di diffondere le sue scoperte tra gli altri ominidi, ma per questo incontra la contrapposizione dei figli, che non vogliono perdere la supremazia del loro branco sugli altri.

Tra i personaggi, veramente tanti e ben caratterizzati (Zio Ian il viaggiatore, Alexander l’artista, William l’allevatore di animali, Griselda la ragazza intrigante e vanitosa, e molti altri ancora) rimane impresso lo Zio Vania, fratello maggiore di Edward: uno scorbutico ominide arboricolo contrario ad ogni forma di evoluzione che si rifiuta per orgoglio di accettare le scoperte fatte da Edward, anche se non disdegna in inverno di scaldarsi davanti al fuoco…

C’è una morale un pò amara in questo libro: il progresso porta al potere e al desiderio di dominare con esso gli altri uomini. Quando c’è una nuova scoperta il mondo si divide sempre fra chi vuole estendere a tutti le conoscenze utili e chi invece vuole farne un privilegio.

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