La Compagnia dei Celestini
agosto 18th, 2009 by Blanche in Autore, Genere, Satirico, Stefano Benni
Giornalista collaboratore con l’Espresso e Panorama o ancora con la Repubblica e il Manifesto, Stefano Benni è anche e soprattutto conosciuto per la sua vasta opera di scrittore iniziata negli anni ‘70.
Ha scritto vari romanzi e antologie di racconti di successo tra cui “La Compagnia dei Celestini” edito nel 1992 e da cui è stata liberamente tratta una serie di cartoni animati italiana (Street Football-la Compagnia dei Celestini).
Siamo alla fine del XX secolo e sui muri di un vecchio orfanotrofio appaiono delle misteriose parole scritte in latino: si tratta della misteriosa profezia di Santa Celestina che molti tentano di interpretare fornendone letture opposte e contraddittorie.
Tre bambini del piccolo e sudicio orfanotrofio hanno fondato la banda di orfani più ribelle e scaltra dell’orfanotrofio appunto chiamata la Compagnia dei Celestini e decidono di participare al torneo mondiale di Pallastrada (ritroviamo la passione per il calcio di Benni), un campionato fuori dalle luci dei riflettori, che si contrappone per la sua semplicità allo squallido miliardario mondo del calcio professionistico.
Da ogni parte del mondo cominciano a giungere strane bande di orfani, diretti verso un’unica meta, quella del torneo. Ma quando i protagonisti arrivano sul luogo dell’evento, il presidente di Gladonia (la nazione dove è ambientato il racconto) e un generale passato alla mafia di nome Buonuomo attaccano l’area di gioco per cercare di guadagnare soldi in interviste, gadget, squadre, ecc.
Durante l’attacco alcuni bambini vengono uccisi dalle truppe di Buonuomo e quindi si decide di sterminare tutti quanti. Il libro finisce con la totale distruzione dello stato di Gladonia da parte delle fiamme e l’entrata in paradiso di tutte le anime. In poche parole, muoiono tutti…
La parte più interesante del libro è senz’altro rappresentata dalla moltitudine di incontri e di avventure dei bambini, che illustrano una folta galleria di personaggi e situazioni dell’Italia degli Anni Novanta.
Da notare il richiamo al famoso monologo del replicante di “Blade Runner” con il celebre insistere sulla frase “Ho visto…” che mette in evidenza il lacerante senso di inutilità delle parole di fronte alla distruzione inarrestabile che avanza ormai inesorabile, preparata da lunghi anni di decadenza morale e politica.
Il libro è in effetti un viaggio attraverso la mentalità diffusa oggi sugli ideali traditi del Sessantotto, nel quale solo i bambini possono considerarsi ancora privi di responsabilità, e salvarsi dalle conseguenze dell’irrazionalità del tempo in cui vivono.
Come altri romanzi di Benni, tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, La Compagnia dei Celistini contiene una forte satira della società italiana degli ultimi decenni. Inimitabile il suo stile di scrittura, che fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili litterari.
Da notare che la Pallastrada, il gioco descritto nel libro, viene realmente praticato in alcune parti del mondo.
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