Contro il fanatismo
agosto 30th, 2009 by Blanche in Amos Oz, Autore, Genere, Saggio
Scrittore israeliano di romanzi e saggi, Amos Oz o Amos Klausner (il suo vero nome) è anche giornalista e docente di letteratura all’Università Ben Gurion del Negev.
Nato a Gerusalemme, Oz è figlio di immigrati sionisti dell’Europa orientale.
Nella prima parte della sua vita, è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando aveva 12 anni: l’elaborazione del dolore lo portò presto a scontrarsi con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica.
Il contrasto padre-figlio portò il ragazzo alla decisione di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario Klausner in Oz, che in ebraico significa “forza”.
Sin dal 1967 è un autorevole sostenitore della soluzione del conflitto arabo-israeliano tra i due stati, si è opposto all’attività colonizzatrice sin dall’inizio ed è stato tra i primi a sostenere gli Accordi di Oslo e le trattative con l’OLP.
Esprime regolarmente le sue opinioni pubblicando saggi di politica, di letteratura e sulla pace.
Così scrive nel 2004 il saggio “Contro il fanatismo” (in seguito titolo di una collezione di saggi pubblicata nel 2006), in cui sostiene che il conflitto israelo-palestinese non è una guerra di religione o di culture, ma piuttosto un controversia possessoria – una controversia che non si risolverà con una maggiore comprensione ma con un compromesso doloroso.
Il tema del saggio è il fanatismo e Amos Oz si chiede come curarlo proponendo come soluzione l’esercizio salutare del compromesso. Non è la prima volta che lo scrittore parla di tematiche come la contraddizione, il dolore, la ferocia del conflitto israelo-palestinese, ma in questo libro affronta di petto quella del fanatismo e impartisce una memorabile lezione di lucidità, passione, cultura e buon senso. Il saggio è tratto da tre interventi dello scrittore all’Universtà di Tubinga in Germania.
Ecco come si esprime: “Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte”.
E’ un libro che dovrebbe far parte del corredo delle letture scolastiche, e, più in generale, essere patrimonio comune di lettori che abbiano a cuore la civiltà del vivere contro la “cultura della morte”.
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