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Il diario di Adamo ed Eva

settembre 10th, 2009 by Elisa in Autore, Genere, Mark Twain, Racconto

ildiariodiadamoedevaMark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens) trascorse i primi anni di vita sulle rive del Mississipi (luoghi che ricorreranno nelle sue opere).

Appena dodicenne lavorò come litografo e più tardi come pilota fluviale; partecipò alla guerra civile.

Seguì un periodo di viaggi con il fratello Orion, durante il quale intraprese una fortunatissima carriera di conferenziere.

Conclusa la successiva avventura di minatore e cercatore d’oro in Nevada, iniziò la carriera giornalistica, che lo vide collaborare a diversi quotidiani e lo portò, come inviato, da un continente all’altro.

Dal 1865 i suoi racconti, apparsi prima su riviste e poi raccolti in volume, ottennero un crescente successo, rivelando le sue qualità di caricaturista sottile.

Con i fortunatissimi romanzi “Le avventure di Tom Sawyer” (1876), “Vita sul Mississippi” (1883) e “Le avventure di Huckleberry Finn” (1884) creò un’epopea americana con tratti umoristici e picareschi.

In questo piacevole libro Mark Twain rivisita in chiave satirica il racconto biblico di Adamo ed Eva, immaginando l’evolversi della loro storia d’amore, dal primo incontro fino ai figli avuti insieme.

Essendo gli antenati di tutti gli esseri umani, i due vengono caricati degli stereotipi universali sui due sessi: Eva è vanitosa, ingenua, sensibile, romantica e affascinata da tutto ciò che la circonda, mentre Adamo è rozzo, solitario e all’apparenza un pò ottuso. Eppure, con tutti i disagi che l’unione tra Adamo ed Eva comporta ad entrambi, il paradosso è che l’uomo e la donna si amano comunque.

La lettura del racconto, scritto sotto forma di “doppio diario” è scorrevole e divertente, soprattutto perché offrendo due diverse e spesso opposte chiavi di lettura degli eventi vissuti, mostra quanto sia difficile capirsi e comunicare specialmente all’inizio di una nuova relazione d’amore.

Dal diario di Eva: “Il Giardino è perduto, ma io ho trovato lui e sono contenta. Mi ama con tutto l’amore di cui è capace, e io lo amo con tutta la forza della mia natura appassionata, e questo, credo, è conforme alla mia giovinezza e al mio sesso. Se chiedo a me stessa perché lo amo, non so dare una risposta, ma in realtà non mi importa tanto di saperlo; sicché penso che questo genere di amore non sia un prodotto del ragionamento e delle statistiche, come l’amore che si prova per gli altri rettili e animali. (…)  Si. Credo di amarlo unicamente perché è mio ed è un uomo. Non c’è altra ragione suppongo. (…) Così credo. Ma io sono soltanto una ragazza, e la prima che ha preso in esame la questione, e può anche essere che nella mia ignoranza e nella mia inesperienza non abbia visto giusto”

Sulla tomba di Eva: “Dovunque era lei, là era l’Eden. Adamo”

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