Elianto
settembre 29th, 2009 by Diego in Genere, Romanzo, Stefano Benni
“Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.”
Elianto è un termine la cui etimologia deriva dal greco “elianthus”, parola composta da “Elios” (sole) e “Anthus” (fiore). In botanica Elianto è il nome scientifico della pianta che volgarmente chiamiamo girasole.
Elianto è il libro in cui Stefano Benni dà libero sfogo alla sua smisurata fantasia.
Nel mondo di quelle pagine troviamo la sensazione di volare, di andare, provare, seguire e cercare.
Siamo come sballottati da un mondo ad un altro, nell’immenso labirinto di un universo senza confini.
Il tutto farcito di una sottile ironia, merito della parodia dell’Italia su cui si basa l’intero libro.
Il paese di Tristalia, come si intuisce dal nome, è ispirato all’Italia ed alla tristezza. Chiamato anche Nova Repubblica (in riferimento alla cosiddetta Seconda Repubblica), in teoria è governato da ben venti presidenti (tutte parodie di noti personaggi italiani della politica e dello spettacolo), ma il vero potere è esercitato da Zentrum, un supercomputer situato in un grattecielo oscillante a forma di chiodo (detto “grattasmog” perché Tristalia è talmente inquinata che si vede solo smog, mai il cielo).
L’unica speranza di una vita migliore per le Contee è affrancarsi dal Governo centrale, e per farlo è necessario vincere una “sfida” tra un campione scelto dalla Contea e uno scelto dal Governo.
La Contea Otto (dove vivono i protagonisti della storia) dovrà affrontare un quiz, ma lo sfidante prescelto, il tredicenne e intelligentissimo Elianto, si è gravemente ammalato del misterioso “morbo dolce” (qualcosa di simile alla depressione) ed è “recluso” in una clinica privata dal poco rassicurante nome di Villa Bacilla.
Il suo amico infermiere, Talete Fuschini, lo intrattiene raccontandogli le strane teorie di M.C. Noon, un immaginario scienziato-filosofo del XIX secolo: tra esse spicca quella della mappa nootica, che permette di viaggiare in dimensioni parallele chiamate Mondi Alterei. Una notte la luce della luna, attraversando i rami di un castagno, proietta sul muro della camera di Elianto proprio una mappa nootica: su di essa il ragazzo segue le avventure di tre distinti gruppi di personaggi…
La terra è il mondo da cui parte il viaggio dei nostri protagonisti. E come è consuetudine di Benni, viene raccontata con l’immancabile presenza della satira.
La terra è un mondo completamente differente dagli altri, puri e caratteristici, in cui le leggi naturali e divine regnano incontrastate senza giochi di potere. Il nostro pianeta viene descritto sotto il parziale controllo di un governo simil-totalitario, che vuole mantenere un “livello di paura” adeguato per reprimere ogni forma di libertà.
Un mondo fondato sui pilastri della televisione e dei leccapiedi, e in minima misura, sulla presenza di pochi personaggi che vogliono dichiarare la propria indipendenza sotto le regole del governo stesso.
Sembra quasi che il racconto non abbia uno schema preciso, invece no. Tutto, dalle battute alle citazioni, dalle parodie alle descrizioni è costruito secondo schemi fissi e immutabili. Benni si prende gioco dell’Italia e dei suoi padroni costruendo, attraverso l’arte magica della fantasia, un mondo parallelo al reale con personaggi più inventati e al contempo reali di quanto si possa immaginare.
Un consiglio sulla lettura: Quando iniziate il libro Elianto, esercitatevi ad immaginare ad occhi chiusi, mentre leggete, le scene. Provate a inventarvi nella vostra testa quei mondi, e gli episodi che vivono i protagonisti. Poi alzate il capo e accendete la tv e guardate il primo telegiornale che capita…
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