Opplero, storia di un salto
ottobre 1st, 2009 by Diego in Alessandro Bergonzoni, Autore, Genere, Romanzo, Satirico
“Morire (non) ne vale la pena.”
Zadia è il direttore di un circo. Un circo fantastico in cui ad esibirsi sono Shabirah la contatrice di peli simultanea, Cirra la spostatrice di nuvole, il Grembo, la scimmia balsamica.
Zadia comincia a porsi tantissime domande sul non senso della vita, e sul senso del senso fino ad arrivare alla pazzia, una sana pazzia. Così sale su un campanile e, scampanato, minaccia di buttarsi giù.
Don Dolio, prete campanaro, cerca di fermarlo ad ogni modo. Zadia però si butta.
A causa del suo suicidio viene arrestato e giudicato dal tribunale del Gran Morì che gli assegnerà la più perversa delle condanne a vita.
Alessandro Bergonzoni è un artista teatrale di crescente successo. La sua opera di scrittore non è scissa dallo sfrenato bagliore dei suoi spettacoli. Autore di opere come “Le balene restino sedute”, o “E’ già mercoledì e io no” Alessandro si è fatto strada nel panorama teatrale e letterario italiano come una nuova forza, una nuova forma di comunicazione.
Si erge a umile difensore della lingua italiana, e contemporaneamente a suo schiavo devoto. Secondo l’artista non è l’uomo a guidare e controllare le parole, ma sono loro a controllare lui. E così ogni parola, ogni frase ha più di un significato. Gli altri significati si discostano da quello canonico semplicemente perchè ne siamo abituati, soltanto perchè non riusciamo più a vederlo.
Ecco, Bergonzoni lo mostra a noi, direttamente, con tutta la sua comicità drammatica. Autodefinendosi “collaudatore d’attimi”, riesce a catturare il momento spogliandolo della sua veste sociale, del suo significato prestabilito.
Dunque l’invenzione e la fantasia prendono il sopravvento sulla realtà. Il pensiero è infinito, riesce ad arrivare ai limiti universali e superarli se viene compiuto il salto dalla ragione alla fantasia. Tuttavia la ragione non assume un carattere negativo, anzi è l’unico modo che l’uomo ha per afferrare i sensi di ogni cosa.
Come citato nel libro: “Qualcuno di voi potrà dirmi perchè non finiscono le frasi. E’ semplice: non finiscono le frasi perchè sono loro per prime che non finiscono. Le frasi non finiranno mai. E se finissero… io però sono nato per non farle finire mai…”
Alessandro che dice di essere nato all’età di 7 anni, e che quando dorme fa scorrere la registrazione delle parole dette durante il giorno perchè non smetta mai di ascoltare “il Bruce Springsteen” del pensiero, così da non dormire mai. Da un genio così, da un personaggio unico nella comunità degli artisti un suo libro non passerà di certo inosservato.
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