Il mondo deve sapere
ottobre 28th, 2009 by Carla in Autore, Genere, Michela Murgia, Romanzo
L’ironia è l’arma con la quale si affrontano i mali del mondo, quasi l’arte del savoir vivre, si potrebbe dire.
Michela Murgia, nel suo “Il mondo deve sapere” è stata maestra di questa arte.
Il suo “romanzo tragicomico di una telefonista precaria” racconta, nella forma del diario, un periodo della sua vita trascorso all’interno di un call center come telefonista, durante il quale la giovane ragazza ha potuto osservare in diretta le tecniche del nuovo marketing, la vita nel mondo del precariato, le relazioni umane che scaturiscono da tali ambienti lavorativi.
Tutto viene raccontato con una disarmante ironia, un’attenzione per le sfumature di quel mondo ed una capacità notevole di saper cogliere il nocciolo delle vicende vissute.
L’azienda nella quale la storia ha luogo cura la promozione commerciale e la vendita di una marca di aspirapolvere, attraverso la pubblicità diretta alle casalinghe ed altri target minori.
Le telefoniste hanno il compito di fissare un alto numero di appuntamenti, al fine di permettere ai rappresentanti di presentarsi a casa dei potenziali clienti per mostrare il prodotto. Fino a qui niente di nuovo, niente di strano. Apparentemente un banalissimo lavoro di vendita a domicilio, come spesso ci è capitato di vedere anche nelle nostre case.
Il dietro le quinte, però, rimane ignoto ai più. Cosa accade veramente all’interno delle mura dei call center lo può vedere chi è lì dentro per lavorare, ma badate bene, non tutti coloro che lo popolano hanno un’attenzione che va oltre i vetri della propria postazione.
L’autrice, che vive l’esperienza in qualità di telefonista, è in realtà un’osservatrice partecipante del micro-mondo in cui è immersa e descrive le sue dinamiche con lo spirito di chi è spinto da curiosità e voglia di ammettere che il re non ha nessun vestito su di sé.
Michela Murgia smaschera un intero meccanismo, un gioco di premi/punizioni, incentivi/deterrenti, astuzie e giochi pseudo-psicologici nel quale l’attività delle telefoniste viene regolata, inquadrata in un sistema in cui le relazioni umane sono appiattite e strumentali al raggiungimento di obiettivi imposti dall’alto secondo logiche perverse, che contengono in sé una comica tragicità.
Lo stile utilizzato, una sorta di work in progress come l’autrice stessa lo definisce, che in realtà è un vero lavoro compiuto giorno per giorno essendo nato dalla cura di un blog, per poi essere ricompreso in un testo unico, permette al lettore di vivere passo dopo passo i momenti descritti, come se fosse egli stesso presente all’interno del call center e scoprisse insieme alla giovane telefonista i segreti del mestiere.
L’umorismo col quale viene presentata la storia ed i neologismi che popolano la scrittura dell’autrice sarda, rendono la lettura un divertentissimo spunto di riflessione, come una sorte di j’accuse dei giorni nostri, nei confronti di un sistema lavorativo tendenzialmente schiavizzante, al quale è necessario opporsi capendone i tranelli. Questo è anche il senso del titolo, una dichiarazione dell’intenzione di raccontare al mondo la verità.
Il libro ha ispirato anche un progetto teatrale voluto da Teresa Saponangelo, che ha adattato i testi in collaborazione con Gianluca Greco e David Emmer.
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2 commenti all'articolo “Il mondo deve sapere”
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ottobre 28th, 2009
mi pare che questo libro abbia ispirato pure il film di virzì, tutta la vita davanti.
ottobre 29th, 2009
cara sandra, hai ragione. Il libro ha ispirato il film “Tutta la vita davanti” del regista livornese Paolo Virzì, per il quale l’autrice ha collaborato nella stesura del soggetto e della scenografia. Grazie per il tuo suggerimento!
Per chi fosse interessato, segnalo il sito di Michela Murgia :http://michelamurgia.altervista.org e quello dello spettacolo teatrale:http://ilmondodevesapere.wordpress.com
A presto e buona lettura!