Le particelle elementari
ottobre 29th, 2009 by Gwenn in Autore, Michel Houellebecq, Romanzo, Saggio
Pubblicato in Francia nel 1998 Le particelle elementari segna una svolta nella carriera di Michel Houellebecq per la controversia che ha sollevato e per il premio che ha ricevuto (il premio Novembre conosciuto per le sue scelte radicali rispetto al più conservatore premio Goncourt).
Ne sono state vendute oltre 250.000 copie, accompagnate da una pioggia di polemiche.
Uno stile volutamente cerebrale, gelido e spietato per esprimere un contenuto forte e urtante, che se da una parte racconta la storia di due protagonisti (i fratelli Michel e Bruno), dall’altra propone al lettore considerazioni di storia, filosofia, sociologia, biologia o ancora fisica.
Il fatto di giocare a combinare romanzo e saggio non è nuovo per Houellebecq, in quanto era già stato utilizzato nel suo primo romanzo Estensione del dominio della lotta.
Michel Djerzinski – il fratello minore – è un biologo molecolare, che sin dall’adolescenza si è confinato in un’esistenza separata e consacrata alla conoscenza. Egli studia le particelle elementari per trovare un senso di vita che gli sfugge, che non riesce a sentire né toccare, ma che riesce a spiegare scientificamente.
Sorvola i sentimenti e le sofferenze e ne è consapevole. Il suo unico scopo di vita è ricostruire “in studio” geni, neuroni, sinapsi, per dare al mondo una generazione di immortali affrancata dalla riproduzione sessuale e dalla morte.
Bruno Clément – il fratello maggiore – è un insegnante, attirato dal sesso in modo morboso, costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. All’origine di una serie di accuse (pornografia) sta il fatto che le vicende di Bruno sono letteralmente infarcite da tutta una serie di descrizioni esplicite e dettagliate di atti sessuali.
Altre critiche invece riguardano il ritratto che egli fa dei movimenti di contestazione. In effetti la vicenda di Bruno ha come sfondo il periodo che va dalla liberalizzazione sessuale degli anni sessanta alla New Age degli anni novanta.
E, nel suo libro, Houellebecq descrive il Sessantotto come il trionfo dell’industria del divertimento e del tempo libero, mentre la liberalizzazione sessuale viene descritta come uno strumento del sistema capitalistico per indurre modelli massificati di comportamento e di consumo.
I due fratelli Bruno e Michel sono due particelle elementari, simili e diverse. Sono nati dalla stessa madre che entrambi odiano, cresciuti entrambi con lo stesso rapporto patologico col sesso. Sentono la necessità della felicità: Bruno la cercherà nella moltiplicazione degli incontri sessuali, con un misto di istinti repressi e bestialità, Michel invece nell’azzeramento delle pulsioni.
Due destini diversi ma ugualmente disperati e rappresentativi della società di fine millennio, una società in crisi, specchio di un’umanità degradata. Mentre Bruno cerca una soluzione nel litio per dimentare il desiderio sessuale, Michel si dedica ai suoi studi e individua nella genetica una soluzione all’infelicità: infatti grazie ai suoi studi messi in pratica anni dopo una razza umana si riproduce in modo asessuato e vive felice e immortale.
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