Strane creature
dicembre 27th, 2009 by Blanche in Autore, Genere, Romanzo, Tracy Chevalier
Torna Tracy Chevalier insieme al suo universo femminile nel suo ultimo romanzo intitolato Strane creature.
Questa volta non siamo in Olanda come in La ragazza con l’orecchino di perla il romanzo che le ha regalato la fama mondiale (divenendo anche un film per la regia di Peter Webber, con Scarlett Johansson e Colin Firth), ma in Inghilterra, il paese d’adozione dell’autrice americana.
E più precisamente a a Lyme, un piccolo villaggio affacciato sulla Manica, nell’anno 1811. E’ lì che le tre sorelle Philpot decidono di andare ad abitare, dovendo lasciare la casa londinese al fratello John, in procinto di sposarsi.
Sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. E soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un’eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni.
Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l’età che ha e l’aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini.
In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell’ebanista, una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.
Per scrivere il suo romanzo, l’autrice si è ispirata dalla storia vera di Mary Anning, che all’età di 12 anni trovò il primo esemplare completo di ittiosauro al mondo.
Tracy Chevalier è nuovamente riuscita a compiere quel piccolo miracolo che solo uno scrittore può fare e che ci aveva incantato nel suo primo romanzo, La ragazza con l’orecchino di perla : dare vita a un personaggio marginale che ha vissuto un momento importante nella storia della cultura dell’umanità, restituire a quel personaggio la sua pienezza, riconoscendogli il ruolo che ha avuto e che è stato dimenticato, oscurato da protagonisti di maggior rilievo.
Tracy Chevalier fa recitare due personaggi sul palcoscenico del suo romanzo, alternando capitoli in cui dà la parola a Mary Anning e quelli in cui è Elizabeth Philpot a parlare. Tra le due nasce un’amicizia sincera, basata su un’affinità di passioni e sentimenti, in cui l’intuizione della ragazzina viene completata dalla passione e la cultura in geologia di Elizabeth.
Ma la loro amicizia dovrà confrontarsi con innumerevoli ostacoli e difficoltà. Innanzi tutto la diffidenza degli uomini e dei benpensanti, che vedono in quell’ostinato scavare tra la sabbia in cerca di strane pietre solo un passatempo stravagante, sudicio e poco adatto a una signora.
Strane creature conferma la capacità di Tracy Chevalier di raccontare il mondo femminile e la sua psicologia con stile ed eleganza. I personaggi descritti con grande realismo coinvolgono i lettori nella loro storia di coraggio e sacrificio, determinazione e volontà di emancipazione, che supera i confini del tempo per divenire quanto mai attuale.
In più, la scrittrice inglese ha un tocco particolarmente felice nelle descrizioni del paesaggio – il ritmo delle maree, i marosi che provocano frane e un continuo alterarsi della costa – a tal punto che delle sue descrizioni sembra uscire un quadro, una miniatura a punta fine.
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