Anna Karenina
gennaio 31st, 2010 by Blanche in Autore, Genere, Lev Nikolaevic Tolstoj, Romanzo
Anna Karenina, scritto da Lev Nikolaevic Tolstoj successivamente a Guerra e Pace, fu pubblicato per la prima volta nel 1877, inizialmente a puntate nel periodico Il Messaggero Russo.
Tolstoj vedeva in questo libro, considerato un capolavoro del realismo, il suo primo vero romanzo. Si tratta di un’opera aggressiva e polemica, che affronta gran parte dei problemi sociali di quegli anni.
L’azione del romanzo si svolge in un ambiente che Tolstoj conosceva perfettamente: l’alta società russa. Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo “un romanzo frivolo dell’alta società”, secondo Dostoevskij era “impeccabile come un’opera d’arte”. La sua opinione fu condivisa da Nabokov, che ne ammirò in particolare “l’impeccabile magia dello stile di Tolstoj”.
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna (sposata senza amore a un alto funzionario) per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallela a questo amore infelice è la relazione solida e onesta di Kitty per Levin che, si pone continuamente in contrasto con quella di Anna e Vronsky.
Ma l’autore si concentra maggiormente sul personaggio di Anna Karenina; quest’ultima è una donna che ha sfidato le regole, i precetti, le abitudini del suo tempo; è … continua
tags alta società, Anna Karenina, conflitto, ipocrisia, onestà, Russia, suicidio, Tolstoj, Vronskij
Manituana
gennaio 30th, 2010 by Diego in Autore, Genere, Romanzo, Wu Ming
“I signori della confederazione… saranno sempre consiglieri del popolo.
La loro pelle sarà spessa sette spanne, ovvero saranno impenetrabili alla collera, all’agire offensivo e alle reprimende. I loro cuori saranno pieni di pace e buona volontà e le loro menti protese verso il bene delle genti della Confederazione.
Con infinita pazienza compiranno il loro dovere e la loro fermezza sarà temperata dall’affetto verso il popolo.
Né l’ira né il furore troveranno alloggio nelle loro menti e le loro parole o azioni saranno dettate da calma deliberazione.”
“Al mattino poteva sentire la terra respirare.
A mezzogiorno poteva sentire l’erba crescere.
La sera, poteva vedere dove i venti andavano a riposare.
Molte cose invisibili erano limpide per Molly Brant…”
1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta. Nella colonia di New York le Sei Nazioni – o “Confederazione della Grande Pace” – devono scegliere se combattere, e con chi.
Nella valle del fiume Mohawk vive un mondo meticcio. E’ una grande comunità di indiani, irlandesi e scozzesi, fondata da Sir William Johnson, Sovrintendente agli Affari … continua
tags Irochirlanda, joseph brant, manituana, thayendanega, Wu Ming
Il mio letto è una nave
gennaio 30th, 2010 by Diego in Autore, Genere, Poesia, Robert Louis Stevenson
“Il mio letto è come un veliero
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.
Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto,
non vedo non sento più, navigo solo.
E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.
Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato”
“Il mio letto è una nave – Poesie per grandi incanti e piccoli lettori” è una raccolta di poesie che Stevenson regala a tutti, senza distinzione tra adulti e bambini, senza limiti di età.
La cosa che più lo colpiva, fin dall’infanzia, era l’elementare conflitto tra la luce e il buio. Si stupiva di dover andare a letto, d’estate, quando era ancora giorno e … continua
L’isola del tesoro
gennaio 30th, 2010 by Diego in Autore, Genere, Robert Louis Stevenson, Romanzo
“Quindici uomini sulla cassa del morto, yo ho ho! E una bottiglia di rum per conforto”
“L’isola del tesoro” fu pubblicato per la prima volta a puntate nella rivista per ragazzi Young Folks negli anni 1881-1882, con il titolo Sea Cook, or Treasure Island (”Il cuoco del mare, ovvero l’isola del tesoro”).
Stevenson ebbe l’idea del libro quando si trovava in un cottage di famiglia a Braemar, nelle Highlands scozzesi. Il figliastro Lloyd Osbourne era intento a disegnare ad acquerello la mappa di un’isola.
Stevenson, incuriosito dal disegno, cominciò a immaginare i nomi delle aree dell’isola, attribuendo ad ognuna un particolare significato. L’idea di Stevenson fu supportata dall’entusiasmo di Lloyd che disse quanto sarebbe stato bello se quest’isola avesse avuto delle storie da raccontare.
Robert Louis, dopo aver completato il disegno della mappa, iniziò a scrivere i primi capitoli di quello che sarebbe diventato il suo romanzo più celebre, ignaro del fatto che sarebbe stato innalzato sul podio dei più grandi scrittori di tutti i tempi.
La storia del libro è travagliata, perchè travagliata fu la vita di Stevenson durante la stesura. Costretto ad allontanarsi da Londra per via di un malessere fisico ai bronchi andò a Davos, in Svizzera, dove l’aria di montagna dava un po’ di sollievo allo scrittore. Da lì, fu possibile interrompere le brusche frenate della scrittura, che lo avevano tormentato … continua
Novecento
gennaio 28th, 2010 by Diego in Alessandro Baricco, Autore, Genere, Monologo
Nella prima pagina Alessandro Baricco dice di aver scritto questo testo per l’attore Eugenio Allegri e il regista Gabriele Vacis. Loro lo hanno reso un monologo, presentato al festival di Asti come spettacolo nel luglio 1994.
“ Adesso che lo vedo in forma di libro, mi sembra piuttosto un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere al alta voce. [...] A me sembra una bella storia, che valeva la pena di raccontare. E mi piace pensare che qualcuno la leggerà.”
Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, per tutti Novecento, è il bambino nato sul piroscafo Virginian e abbandonato quando era ancora in fasce. Fu trovato da Danny Boodman, un macchinista del piroscafo che gli assegnò il nome completo T.D. Lemon (dalla cassetta di limoni che recava quella scritta in cui fu ritrovato) e Novecento (dal nome del secolo in corso).
Danny Boodman lo crebbe come se fosse suo figlio, nel buio della sala macchine, nel continuo martellare dei motori e dei pilastri d’acciaio. Alla morte del padre, Novecento sparì, si nascose perchè il capitano aveva deciso di farlo scendere dalla nave.
Ma una notte si sentirono delle note provenire dalla sala principale del Virginian, era Novecento che suonava il pianoforte intonando una dolce e malinconica melodia. … continua
Achille Piè Veloce
gennaio 28th, 2010 by Diego in Autore, Genere, Romanzo, Satirico, Stefano Benni
“Hai un nome a cui rispondi, il nome con cui ti chiamano gli uomini. Ma qual è il nome del tuo mistero, il nome a cui rispondono i tuoi ricordi, le tue paure, la tua ispirazione?
Credi che ci sia una parola che può descrivere tutto questo? Non c’è: se ci fosse, sarebbe il nome del tuo buio.. Quanti libri nascosti nel silenzio di chi vive immobile, muto, cieco. Avresti mai detto che dietro una brutta copertina, in una testa così mal costruita ci fosse l’ordine e il disordine di una storia?
Non ci accorgiamo mai che c’è una pagina nel libro che non riusciamo a capire, la più bianca, la più inutile, che è invece quella per cui tutto è stato scritto. Perché non riusciamo a vederla?”
E’ il racconto di un’amicizia. Insolita nella sua irrealtà. Stefano Benni immagina l’amicizia anacronistica di due eroi omerici che si incontrano nel presente.
Per fortuna quei due eroi non sono più i paladini che affrontarono Troia nell’Iliade, e non conservano neanche l’antica nobiltà insita dei guerrieri achei, nè l’attaccamento all’onore che distingueva i personaggi di Omero. Conservano soltanto il nome: Ulisse e Achille.
Ulisse è un giovane scrittore, di una piccola casa editrice che sopporta il peso dell’incessante avanzata delle grandi case editrici, come una di queste, la Mondial, il cui padrone è il Duce (così come viene chiamato) possidente di una squadra di calcio, di alcune … continua
Saltatempo
gennaio 28th, 2010 by Diego in Autore, Genere, Romanzo, Satirico, Stefano Benni
“Ma la memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo. Basta mollare un attimo e tutto va in rovina”.
Baruch scrutò verso i monti, come se cercasse le orme dei suoi passi, e di quelle dei suoi compagni.
“Torneranno” disse tristemente “tra vent’anni o trenta ma torneranno. Non vedremo cingolati entrare in paese, non parleranno tedesco. Sorrideranno e avranno delle belle auto ammirate da tutti. Vestiranno giacche di sartoria invece della divisa di ordinanza. Non gireranno le squadracce, ma si sparirà in silenzio, cancellati in qualche nuovo modo elegante. Così sarà [...]“
… “Se mi vuoi lasciare dimmi almeno perché” canticchia Lupetto mentre cammina verso le scuole elementari del suo paese. Intento a rubare un grappolo di Schizzozibibbo incontra un uomo, alto e con una barba bianca e lunga, una specie di barbone, un Dio, che mostrava un’invisibile eleganza probabilmente dovuta al vecchio cane al suo fianco.
“Questa è vita” dice mentre si divora un fungo boledro, e cattura l’attenzione di Lupetto che entra in conversazione con lui. Qui, il Dio-barbone dona a Lupetto un orologio, ma non un orologio da polso, nè un orologio da stanza, nè un orologio da … continua
La prima mano
gennaio 26th, 2010 by Blanche in Autobiografico, Autore, Genere, Rosetta Loy
La prima mano è sostanzialmente la storia dell’infanzia dalla scrittrice romana Rosetta Loy. E’ infatti ambientato nella sua città natale, Roma, prima e durante la seconda guerra mondiale.
Si tratta dell’ultimo lavoro della Loy, pubblicato originariamente in francese nel 2007, e pensato appositamente per il pubblico transalpino, su invito di Colette Fellous, che dirige la collana Traits et portraits per l’editore Mercure de France.
Il libro è stato accolto dalla critica come un capolavoro ed è stato acclamato con grande entusiasmo dal pubblico. In Italia è stato pubblicato nel 2009 da Rizzoli.
La storia è incentrata sulla sua infanzia con particolare attenzione alla storia del padre, amato profondamente dalla narratrice; infatti è la sua la mano a cui il titolo fa riferimento.
La narrazione parte con il fidanzamento del padre, un ingegnere piemontese, con la sua giovane impiegata; un fidanzamento fortemente contrastato dalla madre di lui, ma che alla fine porterà i due protagonisti fino al matrimonio, dalla cui … continua
Notturno indiano
gennaio 26th, 2010 by Blanche in Antonio Tabucchi, Autore, Genere, Romanzo
«Questo libro, oltre che un’insonnia, è un viaggio. L’insonnia appartiene a chi ha scritto il libro, il viaggio a chi lo fece».
Antonio Tabucchi, oltre ad essere il maggiore conoscitore, critico e traduttore dell’opera dello scrittore Fernando Pessoa dal quale ha attinto i concetti della saudade, della finzione e degli eteronimi, è anche uno dei scrittori italiani più noti al mondo.
La sua opera Notturno indiano ha ottenuto nel 1987 il premio francese “Médicis étranger”.
Si presenta al lettore sotto la cifra del viaggio, dell’esotismo, del mistero: l’ambientazione indiana, rigorosa e quasi documentaria, e lo sfondo, a tratti inquietante a tratti fuggente, di una vicenda che utilizza i canoni di più generi letterari fondendoli in un pastiche di indubbio fascino.
Roux, il protagonista, è alla ricerca dell’amico Xavier, disperso in India da tempo. Gli spostamenti di Roux, di volta in volta misteriosi o coerenti, avventurosi o banali, sono popolati da incontri (il medico, l’indovino deforme), sogni allucinazioni, brandelli di … continua
Storia di una vita
gennaio 13th, 2010 by Blanche in Aharon Appelfeld, Autobiografico, Autore, Genere
”Queste pagine - scrive Appelfeld – sono frammenti di memoria e riflessione. La nostra memoria è fuggevole e selettiva, custodisce ciò che sceglie di custodire. Non intendo dire che essa custodisce solo il bello e il piacevole. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato.”
Tutto il male è affondato nella memoria, vi si è depositato. E insieme al male anche la solitudine, il senso di isolamento linguistico e di sradicamento culturale, la crudeltà indescrivibile degli aguzzini.
Ecco perché Aharon Appelfeld, ebreo deportato da bambino e sfuggito per miracolo all’inferno del lager, si è rifiutato per tanto tempo di ricordare e di parlare.
Poi, in questo libro autobiografico, ha accettato infine il confronto con la propria memoria; impresa dolorosa che scortica l’anima perché la sua memoria nasconde l’esperienza di un’infanzia spezzata dall’orrore della Storia.
Aharon Appelfeld è nato nel 1932 in Bucovina del Nord, allora in Romania. Un ragazzo ebreo come tanti altri, ha vissuto esperienze dolorose e indimenticabili.
Ha subito la discriminazione razziale, la deportazione e la segregazione, con il padre e molti altri parenti, durante gli anni bui della guerra, è stato deportato in un campo di … continua
tags Aharon Appelfeld, Israele, lager, Shoa, Storia di una vita
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