La pazienza del ragno
gennaio 11th, 2010 by Blanche in Andrea Camilleri, Autore, Genere, Giallo
Nel 2004, in un’intervista sul giornale La Reppublica, Camilleri parlava in questi termini del suo libro “La pazienza del ragno”:“Stavo scrivendo un racconto, intitolato, appunto, “La pazienza del ragno”, che si attaccava esattamente nel momento in cui Montalbano veniva ricoverato in ospedale, nel “Giro di boa”. Questo racconto cominciava a starmi stretto, e allora lo portai a termine come romanzo.”
Ecco dunque il racconto della continuazione della crisi del commissario… L’avventura del nuovo romanzo di Andrea Camilleri prende inizio con un Commissario Montalbano malinconico, depresso e tormentato dalla crisi esistenziale, convalescente nel letto della sua casa di Marinella ed accudito dall’amata e premurosa fidanzata Livia.
Ma il nostro protagonista preferito sente in quest’avventura il peso degli anni, della solitudine e quello delle domande scomode: “Può un omo, arrivato oramà alla fine della sò carriera, arribbillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri? E megliu essiri d’accordo con la giustizia, quella scritta supra i libri, o con la propria coscienza? ”
La sua valvola di salvezza ora per uscire dai pensieri tinti (cattivi) è dedicarsi al suo lavoro. L’occasione gli si presenta quando, ancora in convalescenza in casa, gli arriva la solita telefonata di Catarella, il piantone al centralino del commissariato, che lo avverte, nel suo modo strampalato di esprimersi, che è stato sequestrato un motorino.
Montalbano non capisce perché lo disturbino per una sciocchezza del genere: chiamando al cellulare l’ispettore Fazio, questi gli chiarisce che non è il motorino ad essere stato sequestrato ma la ragazza che lo guidava, una bella studentessa universitaria di Vigàta, Susanna Mistretta. Il padre della ragazza ha subito denunciato il rapimento che invece non convince Montalbano, convinto che la verità sia molto più complessa…
Si tratta qui di un giallo insolito senza delitto e spargimenti di sangue. O meglio, dove il delitto è metaforicamente rappresentato dalle vite sprecate nell’odio, capace di tessere una ragnatela a cui è difficile sfuggire.
Un nuovo intricato caso per il Commissario Montalbano che saprà troverà il filo della tela del ragno che è stata intessuta con pazienza e crudeltà…
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