Storia di una vita
gennaio 13th, 2010 by Blanche in Aharon Appelfeld, Autobiografico, Autore, Genere
”Queste pagine - scrive Appelfeld – sono frammenti di memoria e riflessione. La nostra memoria è fuggevole e selettiva, custodisce ciò che sceglie di custodire. Non intendo dire che essa custodisce solo il bello e il piacevole. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato.”
Tutto il male è affondato nella memoria, vi si è depositato. E insieme al male anche la solitudine, il senso di isolamento linguistico e di sradicamento culturale, la crudeltà indescrivibile degli aguzzini.
Ecco perché Aharon Appelfeld, ebreo deportato da bambino e sfuggito per miracolo all’inferno del lager, si è rifiutato per tanto tempo di ricordare e di parlare.
Poi, in questo libro autobiografico, ha accettato infine il confronto con la propria memoria; impresa dolorosa che scortica l’anima perché la sua memoria nasconde l’esperienza di un’infanzia spezzata dall’orrore della Storia.
Aharon Appelfeld è nato nel 1932 in Bucovina del Nord, allora in Romania. Un ragazzo ebreo come tanti altri, ha vissuto esperienze dolorose e indimenticabili.
Ha subito la discriminazione razziale, la deportazione e la segregazione, con il padre e molti altri parenti, durante gli anni bui della guerra, è stato deportato in un campo di concentramento. Rimasto orfano, è riuscito a scappare dal lager sopravvivendo per tre lunghi anni, come un piccolo animale braccato, nei boschi dell’Ucraina con l’incubo di essere riconosciuto.
E’ una storia incredibile, che emerge in nitidi e sofferti segmenti, fino all’approdo nella Terra promessa, Israele, e alle difficoltà che anche lì attendono un giovane solo e spaesato come lui, incapace di vivere appieno la religione e ancora legato a una lingua, il tedesco, che per lui è quella della madre, mentre per il suo nuovo paese è il terribile idioma dei persecutori.
Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.
Così si esprime Philip Roth a suo proposito: ”L’arduo viaggio che nel 1946 portò Appelfeld ad approdare sulle spiagge di Tel Aviv -spiega- sembra avere sviluppato in lui un’inesorabile attrazione per tutte le anime sradicate. Uno scrittore che ha fatto del distacco e del disorientamento un tema unicamente suo”.
Per noi lettori, leggere Appelfeld significa, inevitabilmente, confrontarsi con la memoria collettiva di tutti noi europei e fare i conti con quella memoria, con quel dolore mai del tutto sanato.
Nessun articolo relativo.
Nessun commento all'articolo “Storia di una vita”
Cerca su Okprezzi.it
il sito di comparazione prezziLibri recenti
- Le cose che non ho detto
- Come pioggia sulle dune
- La doppia vita di Anna Song
- L’ultimo quaderno
- Auguri
- Il ristorante dell’amore ritrovato
- Aveva il viso di pietra scolpita – Cinque saggi sull’opera di Cesare Pavese
- Il porto degli spiriti
- Le strade che non portano a Roma – Riflessioni e massime d’un libertario
- Uomini e topi
I tags più popolari
-
Adamsberg
Alice
amore
Andrea Camilleri
animali
asimov
autobiografia
biografia
blog
Ciclo dell'impero
Cile
cultura
diario
donne
elijah baley
etologia
fantascienza
felicità
Fred Vargas
Giallo
Giappone
India
Isaac Asimov
Italia
Konrad Lorenz
libertà
Londra
lyra
mafia
passato
Philip Pullman
Pirandello
premio Goncourt
Premio Nobel
rallentare
Romanzo
Saggio
seconda fondazione
Sicilia
Stefano Benni
storia
terra
trantor
viaggio
vita










lusso.com
viaggi.net
ricette.com
ambiente.com
racconti.com
cinema.com
adv.net