La bussola d’oro
febbraio 3rd, 2010 by Diego in Autore, Fantasy, Genere, Philip Pullman
“Quella luce, chiese il Cappellano, sale dal basso o scende dall’alto?
Scende, disse Lord Asriel, ma non è luce. E’ Polvere.
Qualcosa nel modo in cui lo disse fece venire in mente a Lyra “Polvere” con l’iniziale maiuscola, come se non si trattasse della solita polvere”.
“La bussola d’oro” è il primo romanzo della trilogia “Queste oscure materie”, pubblicato nel 1995.
Il titolo si riferisce ad un oggetto, una bussola, che è in grado di rispondere alle domande poste mentalmente da chi la usa. La bussola viene anche chiamata aletiometro (dal greco aleteia=verità), ed è composto da tre lancette, un ago e trentasei simboli, ciascuno dei quali rappresenta infiniti livelli di significato.
Quando viene posta una domanda attraverso il pensiero, le lancette dell’aletiometro oscillano posizionandosi per brevi secondi sui simboli giusti. Chiunque può utilizzare la bussola ma solo in pochi riescono ad interpretare il suo messaggio, e non in poco tempo.
Lyra Belacqua, una ragazzina di 11 anni, ha l’abilità di leggerlo senza l’ausilio di grossi volumi enciclopedici, soltanto con l’intuito.
Lyra Belacqua vive in un mondo diverso dal nostro. Un mondo parallelo. La grande differenza è la presenza dei daimon, compagni di vita degli esseri umani. Il daimon è inteso come l’anima stessa della persona, quella vocina interiore che, qui, è materializzata.
Il daimon ha le sembianze di un animale, ed è di sesso opposto all’essere umano. Da piccoli i daimon non hanno ancora acquisito una forma definitiva e possono adottare le forme di altri animali ma, quando la personalità della persona si stabilizza alla fine della pubertà, il suo daimon acquista una forma definitiva in sintonia con la personalità dell’individuo.
La gente del mondo di Lyra non conosce la solitudine, e, se vengono separati dal loro daimon, perdono la coscienza di sè, come se si trovassero in uno stato catatonico, per sempre.
Lyra vive al Jordan College, un prestigioso College di Oxford. Lord Asriel l’ha affidata al Jordan dopo la morte dei suoi genitori, ma Lyra è una ragazzina esuberante e vivace, la causa di molti grattacapi per gli accademici che vivono nel College. Lyra è contenta al Jordan, gioca con il suo amico Roger, scorazza per i tetti, partecipa alle scorribande dei monelli di strada.
Un giorno assiste di nascosto ad una riunione tra Lord Asriel e gli accademici nel salotto privato del gran maestro del Jordan College. Lord Asriel parla di una polvere che viene attirata dagli adulti e non dai bambini, e che sembra provenire da un altro mondo. Lo zio di Lyra riesce a convincere gli accademici e il gran maestro a finanziare la sua spedizione al Nord e scoprire l’origine della polvere.
C’è un’altra cosa da aggiungere sul mondo in cui vive Lyra: ogni cosa è dominata da un opprimente autorità ecclesiastica, Il Magisterium, che ha assoggettato qualsiasi pensiero indipendente al suo. La scienza viene chiamata “teologia sperimentale”, ed è come un’arma per reprimere ogni forma di elevazione individuale.
Ad Oxford arrivano gli Ingoiatori. I bambini, quelli più malconci e poveri, cominciano a sparire. E così accade anche all’amico di Lyra, Roger. Lyra viene scossa da una simile scomparsa. In quel momento era arrivata al College la signora Coulter, una donna bellissima il cui daimon è uno scimmiotto dalla folta pelliccia dorata, e che unisce il sapere di un’Accademica al fascino di una dama dell’alta società e all’aura di avventura di un’esploratrice. Vuole prendere Lyra e portarla con sè, e Lyra entusiasta accetta…
Il Gran maestro del Jordan, prima che lei parta, le affida una bussola d’oro, l’aletiometro, con la promessa che non ne faccia menzione a nessuno, neanche alla signora Coulter…
“E’ un romanzo che invita a una profonda riflessione morale. Scritto magnificamente, è un libro che sconvolge, commuove, diverte con meravigliose invenzioni. I molti livelli di lettura sono lì per chi sa coglierli, ma nessuno rimane a bocca asciutta. E letto anche solo al livello più semplice, è veramente una grande storia.” The Times
“Un racconto straordinario che inizia con una promessa e dona un intero universo.” Kirkus Reviews
Philip Pullmann ha inventato un intero universo sullo stralcio del nostro. Durante la lettura non sembra di vivere in un mondo differente, ma soltanto molto molto più colorato. I daimon non sono distanti da noi, anzi se sappiamo vedere bene, possiamo riuscire a vederli anche noi. La fantasia di Pullman è l’ennesima dimostrazione che l’immaginazione ha radici umane. Anche se ha potere universale. Buona lettura…
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