La lama sottile
febbraio 3rd, 2010 by Diego in Autore, Fantasy, Genere, Philip Pullman
“Will si alzò lentamente in piedi.
- E tu chi sei?
- Lyra Linguargentina, disse lei.
- Abiti qui?
- No, disse lei con veemenza.
- E allora che posto è questo? Questa città?
- Non lo so.
- Da dove vieni?
- Dal mio mondo. E’ collegato a questo. Dov’è il tuo daimon?
Lui spalancò gli occhi. Poi vide che al gatto accadeva una cosa straordinaria: era balzato in braccio alla ragazze, ma nel farlo aveva mutato forma. Adesso era un ermellino, non bianco, ma con la livrea estiva di colore marrone rossiccio e la gola e il ventre color panna, e lo fissava con ferocia pari a quella della ragazza. Ma poi ebbe luogo anche un altro cambiamento della situazione, perchè lui si rese conto che quei due, la ragazza come l’ermellino, erano profondamente atterriti da lui, proprio come se avessero avuto di fronte un fantasma”.
“La lama sottile” è il secondo libro della trilogia “Queste oscure materie”, scritto da Philip Pullman nel 1997. La protagonista è sempre Lyra che approda attraverso il ponte di luce in un nuovo mondo, il nostro. Ma Lyra non è più sola. Sicuro, il suo daimon, è sempre con lei. Ma, nel nuovo mondo, Lyra incontra un altro ragazzino, come lei, William Parry. William Parry ha qualcosa di strano…
Will vive ad Oxford con la mamma che soffre di disturbi mentali. Il padre è scomparso 12 anni prima, quando Will aveva soltanto un anno, durante una spedizione nelle terre del Nord. Will si prende cura della sua restante famiglia, badando a tutto.
Un giorno entrano in casa sua dei loschi individui che cercano una cartella di cuoio appartenente al padre di Will e che probabilmente conteneva le sue ultime lettere. Will, dopo aver messo al sicuro la madre, riesce a trovare la cartella prima degli uomini e, nella fuga, accidentalmente ne uccide uno.
In fuga per le strade di Oxford, Will si accorge di una porticina che taglia in due l’aria, una finestra che si affaccia su un altro mondo, un paesaggio silenzioso e tranquillo, Cittagazze. Lì incontra Lyra, stanca ed affamata.
Lyra è terrorizzata alla vista di Will. Lui non ha un daimon. Questo è inconcepibile nel mondo di Lyra. Non avere un daimon equivale a non avere un’anima. Ma Will sta bene, e non sembra in quello stato fisico comune a chi non possiede un daimon. Lyra conclude che Will potrebbe averlo dentro di sè il suo daimon.
I due mondi si confrontano. La fisica è qualcosa di simile alla teologia sperimentale, la corrente elettrica somiglia alla corrente ambarica… Lyra è stupefatta. L’incontro con Will le ha fatto recuperare le forze e, determinata, vuole dirigersi dagli accademici della nuova Oxford per chiedere loro cosa sanno della magica Polvere. Will vorrebbe, invece, andare alla ricerca di suo padre.
Intanto Serafina Pekkala, la regina delle strega, sventa all’ultimo secondo la rivelazione, da parte di una sua compagna al Magisterium, della profezia riguardante Lyra. Serafina Pekkala scopre da Thorold, il fedele servitore di Lord Asriel, che l’obiettivo finale di Lord Asriel è l’Autorità.
Al consiglio di tutte le streghe partecipa anche Lee Scoresby, un’areonauta che ha conosciuto Lyra e vuole assolutamente aiutarla. L’aeronauta sospetta che l’esploratore Stanislaus Grumman, disperso e creduto morto, sia ancora vivo, e decide di cercarlo, perché sa che egli conosce un oggetto che protegge chiunque lo possieda. Così il consiglio decide di aiutare Lyra e di scoprire le vere intenzioni di Lord Asriel.
A Cittagazze i bambini raccontano a Will e a Lyra che nella città ci sono gli spettri…
Il secondo capitolo della trilogia è commovente, e ancora più straordinario del primo, La bussola d’oro. Questa volta l’oggetto che compare nel titolo è una lama, che ha il potere di aprire le finestre per mondi paralleli. L’unica persona in grado di utilizzarlo è Will. I personaggi definiscono le loro posizioni, solo Lord Asriel si cela ancora sotto un’ombra di mistero. Will e Lyra hanno proseguono la strada verso il vero…
“Il mondo che popola le visioni di Pullman non è utopia, un luogo, un universo alternativo e desiderato, ma è semplicemente un gioco affettuoso della fantasia. Fantasia non come immaginazione gratuita, ma come costruzione mirata, persino morale”. La stampa
“Philip Pullman ha creato un universo di una intensità e di una bellezza che lasciano senza fiato. Telegraph
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