Va’ dove ti porta il cuore
febbraio 10th, 2010 by Blanche in Autore, Genere, Romanzo, Susanna Tamaro
“Perché ti scrivo tutto questo? Cosa significano queste confessioni lunghe e troppo intime? A questo punto forse ti sarai stufata, sbuffando avrai sfogliato una pagina dopo l’altra.
Dove vuole andare, ti sarai chiesta, dove mi porta? È vero, nel discorso divago, invece di prendere la via principale e spesso e volentieri imbocco umili sentieri.
Do l’impressione di essermi persa e forse non è un’impressione: mi sono persa davvero. Ma è questo il cammino che richiede quello che tu tanto cerchi, il centro.”
Va’ dove ti porta il cuore è un romanzo scritto da Susanna Tamaro nel 1994, che ha incontrato un tale successo presso il pubblico da diventare un vero e proprio “caso” letterario: il libro racconta una storia forte e umanissima in forma di lunga lettera scandita come un diario di una donna anziana alla giovane nipote lontana.
È una lettera d’amore e allo stesso tempo una pacata ma appassionata confessione a cuore aperto di un’intera vita che, nel gesto della scrittura, ritrova finalmente il senso della propria esperienza e della propria identità.
Ecco dunque la storia del destino di tre donne, diverse eppure simili che appartengono ciascuna a tre generazioni diverse. Tra la più anziana e la più giovane una serie di lettere che ha inizio il 16 novembre e termina il 22 dicembre, lettere che Olga (l’anziana), ritenendo di non avere più abbastanza da vivere per rivedere la sua nipote partita in America, decide di lasciare alla sua nipote.
E’ un dialogo a senso unico, per cui quel che risulta è più che altro un diario, quasi un testamento. «Queste righe non prenderanno mai il volo per raggiungerti in America. Se non ci sarò più io al tuo ritorno, ci saranno loro qui ad aspettarti» scrive Olga.
Attraverso la scrittura, la donna ripercorre una vita, la sua, che è anche quella di una figlia problematica e di una nipote, giovane e intraprendente, nel difficile passaggio tra adolescenza e maturità: pronta a svelare ogni segreto della sua famiglia, il suo lungo monologo diventa confessione di un cuore ancora pieno d’amore e non ci sono né dolore né rimpianto nelle sue parole, bensì la consapevolezza di aver vissuto e di avere imparato che la vita è un cammino tutt’altro che lineare.
La giovane donna di un tempo, maturata e consapevole, parla alla giovane donna di adesso, alla nipote, e quello che in sostanza, attraverso il racconto di sé, vuole comunicarle sono parole che vanno a toccare ognuno di noi al più profondo: «… quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta».
Le parole della Tamaro toccano corde semplici e a volte sembrano sfiorare l’ingenuità, ma non sono mai superficiali ed è proprio per questo, per questa limpida profondità, che le pagine si lasciano leggere facilmente e altrettanto facilmente commuovono.
Nonostante il successo, il romanzo è stato giudicato negativamente da una parte della critica letteraria, che lo ha accusato di sentimentalismo; d’altra parte il romanzo è stato anche spesso giudicato pieno di sentimenti veri, quasi spietati, critica alla quale la Tamaro risponde affermando «Personalmente ricerco sempre due cose: la semplicità e la verità».
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