Persepolis
marzo 10th, 2010 by Blanche in Autore, Fumetto, Genere, Marjane Satrapi
Persepolis è il primo fumetto iraniano mai realizzato, che nasce dalle matite di Marjane Satrapi nel 2000.
L’opera viene pubblicata per la prima volta in Francia proprio nel 2000, divisa in 4 volumi.
Grazie a Persepolis, Marjane Satrapi vince il celebre premio Alph’Art du coup-de-cour al Festival di Angoulême del 2001, premio che trasforma l’opera (e la sua autrice) in un vero e proprio caso letterario a livello internazionale.
In Italia Persepolis è stato pubblicato per la prima volta da Lizard Edizioni in 4 volumi, usciti tra il 2002 e il 2003 e presto esauriti. Nel maggio 2007 la Lizard decise di fare uscire l’edizione integrale dell’opera in un unico volume.
L’autrice Marianne Satrapi è nata nel 1969 a Rasht, in Iran.
Nel 1984, spinta dai suoi genitori ad allontanarsi dal proprio paese per tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, si trasferisce in Austria per frequentare il liceo francese di Vienna, poi da lì si reca in Francia, dove inizia la carriera di fumettista e illustratrice.
L’opera è un’autobiografia dell’autrice raccontata in un bianco e nero sobrio e puro, resa affascinante dall’umorismo di fondo e dal tono leggero dovuto alla distanza che l’autrice prende dalla vicenda, malgrado la gravità e la tragicità degli eventi narrati.
Racconta in prima persona la sua infanzia in Iran all’epoca della Rivoluzione Culturale, la sua adolescenza in Europa e il ritorno, piuttosto traumatico, in un Iran estremamente diverso da quello che ricordava.
In questo viaggio, Marjane presenta le figure chiave della sua vita, ovvero in primis i suoi genitori, ma anche sua nonna, i parenti progressisti, gli amici iraniani ed europei e il marito (da cui divorzierà prima di trasferirsi definitivamente in Europa, a Parigi).
Tuttavia, per ammissione della stessa Satrapi, il tutto è stato pensato e raccontato in funzione dei lettori: “Persepolis è nato come fumetto per gli occidentali: ci sono moltissime spiegazioni sulla vita quotidiana che sono superflue per un lettore iraniano.”
Ne risulta un’opera intensa, che approfondisce temi politici e sociali, mescolandoli alla quotidianità, ma che soprattutto restituisce all’Occidente una visione dell’Iran troppo spesso ignorata: quello di una nazione densa e ricca di problemi, ma in fondo non troppo differente da un qualsiasi altro stato europeo.
L’autrice si è buttata nel fumetto senza conoscerne le tecniche. In un’intervista, Marjane Satrapi spiega il motivo di questa scelta: “Non sono stata io a cercare il fumetto, è lui che è venuto a me. In maniera banale per di più: Christophe Blain era l’uomo della mia migliore amica a Parigi, cosi sono stata introdotta all’atelier des Vosges, dove si faceva fumetto [...] Volevo mettere per iscritto la mia storia, una volta per tutte, per ribattere ai pregiudizi sul mio Paese senza essere interrotta, così spinta dai miei amici ho appreso a fare fumetti per trovare il modo di esprimermi”.
Questo fatto spiega anche l’incertezza delle prime tavole di Persepolis e la staticità del primo tomo o la caratteristica di Marjane di rappresentare piramidalmente la figura umana.
Consapevole di aver prodotto il primo fumetto iraniano mai realizzato, l’autrice racconta che non c’erano dunque modelli cui ispirarsi prima, e che in più lei non conosceva il fumetto in generale né, malauguratamente, i principi basilari dell’anatomia, dal momento che a Teheran i modelli per gli studenti d’arte erano coperti interamente dal chador.
Malgrado le difficoltà degli inizi, riconosce di aver trovato i modi narrativi migliori per esporre il suo punto di vista, nonché un mezzo espressivo che ha un’universalità che altri non hanno.
Nel 2007 è stato distribuito il film d’animazione Persepolis, scritto e diretto dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud, che è stato presentato, in italiano, nel 2008.
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