I robot e l’impero
marzo 20th, 2010 by Diego in Autore, Fastascienza, Genere, Isaac Asimov
“Gladia tastò il divano del prato per accertarsi che non fosse troppo umido, e si sedette. Sfiorando il controllo lo regolò in modo tale da assumere una posizione semisdraiata e attivò il campo diamagnetico che, come sempre, le dava una sensazione di rilassatezza totale. Comprensibile, del resto… visto che in effetti lei fluttuava a un centimetro dal tessuto.
Era una notte calda e piacevole, il tipo di notte in cui il pianeta Aurora offriva il meglio di sé, fragrante e illuminato da miriadi di stelle.”
“I robot e l’impero” è un libro di Isaac Asimov pubblicato nel 1985. Rappresenta il quarto e ultimo capitolo del Ciclo dei Robot, ed è l’ anello di congiunzione con il Ciclo dell’ Impero. In questo libro manca la figura di Elijah Baley, il detective della Terra protagonista dei libri precedenti.
- Sono passati 200 anni dalla morte di Elijah Baley. Aurora ha approvato da tempo la richiesta da parte della Terra per la colonizzazione di nuovi mondi, e il conteggio dei pianeti è arrivato a 26. Gli Spaziali, isolati nella loro agiatezza, non hanno opposto il minimo contrasto.
Daneel Olivaw e R. Giskard accompagnano Lady Gladia, ancora viva, fra alcuni pianeti insieme ad un discendente diretto di Elijah Baley, Daneel Giskard Baley. Lady Gladia ha intuito che qualcosa minaccia il pianeta Terra e deve attraversare diversi mondi per scoprire di cosa si tratta. Alla fine si scopre che Kelden Amadiro, capo dell’ istituto di robotica, e il suo aiutante Levular Mandanus hanno intenzione di distruggere la Terra. Il piano consiste nell’ aumentare le radiazioni di Uranio e Torio per rendere completamente inabitabile la Terra in due secoli.
Daneel e Giskard, svelato il mistero, si ostacolano con tutte le loro forze alla realizzazione del piano di Kelden. Tuttavia, essendo robot, è difficile agire senza disobbedire a una delle Tre leggi della robotica. Allora Daneel formula una nuova legge della robotica, la legge zero: un robot non può causare danno all’umanità o permettere che a causa della sua inazione l’umanità subisca danno. Questa legge leggittima i due robot ad agire in completa libertà.
Il finale, però, non è come tutti si aspettano. La Terra viene colpita dalle radiazioni e sarà instabile entro pochi secoli. Daneel e Giskard lo avevano previsto. In particolare Giskard interviene affinchè il meccanismo che renderà la Terra radioattiva non venga innescato alla massima potenza. Il robot ha dedotto che questo intervento avrebbe dato agli abitanti della Terra il tempo necessario ad abbandonare il pianeta, e rifugiarsi su nuovi mondi. Nonostante ciò e nonostante la formulazione della Legge Zero, Giskard si blocca. Il suo cervello positronico non ha sopportato il peso del pensiero di migliaia di terrestri che moriranno a spese dell’umanità.
Prima di disattivarsi Giskard dona i suoi poteri telepatici a Daneel, incaricandolo di proteggere l’umanità.-
Isaac Asimov chiude così il Ciclo dei Robot, a mio parere, il più bel Ciclo dopo quello delle Fondazioni. Il ciclo dei robot, inoltre, è la base da cui tutto ha inizio, Elijah Baley. Golan Trevize (Fondazione e Terra) è una figura che si avvicina molto a Elijah, e si può pensare che Asimov abbia epilogato con lo stesso personaggio con cui ha iniziato la saga. Elijah e Golan si somigliano moltissimo, e R. Daneel Olivaw è il loro mezzo di giunzione.
Un elemento importante è il caso. Questo sembra svolgere un ruolo principale sugli eventi. Quando leggi il ciclo dei robot o il ciclo delle Fondazioni sembra che i colpi di scena, l’ intricarsi delle azioni siano casuali, obbedienti alle leggi e motivazioni del presente. Ma è soltanto un illusione. Dopo aver letto “I robot e l’ impero” hai l’idea universale di come gli eventi siano stati calibrati alla perfezione, di come niente è in mano al caso.
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