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"Non esiste vascello che come un libro ci sa portare in terre lontane. Né corsiero come una pagina di scalpitante poesia. È un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio. Quanto è frugale la carrozza che trasporta l'anima dell'Uomo." Emily Dickinson

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Il libro di legno

maggio 10th, 2010 by Blanche in Autore, Genere, Giallo, Gian Mauro Costa

Il_libro_di_legno.jpeg A distanza di nove anni dalla pubblicazione del libro Yesterday, ritorna il giallista palermitano Gian Mauro Costa, ex giornalista de “L’Ora”, attualmente in servizio alla Rai di Palermo.

Se il primo era un romanzo di formazione, incentrato sulla figura di Pietro, alter ego dell’autore, che trovava cadaveri e bigliettini delle canzoni dei Beatles, in questo secondo romanzo l’autore dà vita ad una struttura narrativa certamente più complessa ed articolata, sapientemente costruita, corale, di ampio respiro.

Ci troviamo a Palermo, dove muore il professor Mirabella, uno stimato docente universitario, lasciando, fra le altre cose, una biblioteca ricchissima di volumi.

Questa biblioteca, ornamento della grande casa e ricordo per gli eredi, ha una piccolissima pecca: ci sono libri mancanti, dati in prestito a persone diverse.

Il metodico studioso li aveva rimpiazzati temporaneamente, colmando gli spazi vuoti con dei sostituti di legno, etichettati con titolo, data del prestito e destinatario.

Cristina, la figlia bella e attraente del professore, si rivolge ad un ex alunno del padre, il cinquantenne Enzo Baiamonte, single, un uomo modesto che per vivere fa il radiotecnico in una piccola bottega e che, per arrotondare il salario, svolge delle indagini, soprattutto su adulteri, per conto dell’avvocato Marziano.

Un tipo preciso, meticoloso, che si aggira per Palermo a bordo di una Fiat Punto che porta spesso in officina, che frequenta poche persone, che non ha una storia sentimentale. Un uomo tranquillo, che si accontenta di piccole cose: Cristina, che gli ricorda la soubrette Tiziana Pini, dallo stesso tanto amata, fa accettare ad Enzo l’incarico di recuperare i cinque volumi.

L’indagine parte da sé, sospinta dal puro desiderio di immaginarsi in una vita meno monotona, e scivola dentro al labirinto di specchi in cui il privilegio si incontra con il crimine organizzato.

Enzo trova ciò che cercava veramente, ossia l’avventura, in una serie di ineluttabili peripezie, in una selva di personaggi ciascuno scolpito con rilievo sociologico millimetrico, in una geometria di impercettibili spostamenti che avvitano un’investigazione inesistente, quale il recupero di un libro di legno.

Gian Mauro Costa, tramite il personaggio di Enzo, ci fa “entrare” in una Palermo molto diversa da quella descritta in Yesterday, analizzando un contesto socio-politico animato da personaggi senza scrupoli, desiderosi di potere e di successo che lo scrittore contrappone ad Enzo, un uomo, seppur bravo a scuola, che non ha avuto fortuna, un uomo che non ha conosciuto il potere ma che sarà colui che scoprirà una serie di meccanismi, fino a trovarsi invischiato in un gioco più grande di lui.

Il finale sorprendente riflette la scelta dell’autore di lanciare un messaggio di speranza, contro la mafia e i soprusi, subiti storicamente dai siciliani.

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