Adesso basta – Lasciare il lavoro e cambiare vita
giugno 25th, 2010 by Blanche in Autobiografico, Autore, Genere, Saggio, Simone Perotti
“Non si nasce liberi, lo si diventa. Non basta sperare, è necessario osservare una certa disciplina per realizzare i propri sogni.” Bjorn Larsson
E’ quello che ci racconta Simone Perotti nel suo libro Adesso basta: dopo aver fatto il manager per diciannove anni, ha lasciato tutto e oggi si dedica interamente a scrivere e a navigare, le sue passioni.
Partendo dall’idea condivisa da tante persone secondo cui lavorare per consumare non rende felici, che lo sappiamo tutti, ma che cambiare vita da soli ci sembra spesso una scelta troppo faticosa, per non dire addirittura impossibile, l’autore propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo.
Il cambiamento è possibile, ma deve partire da noi: non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero, ma anche di riprendere la nostra vita per essere finalmente liberi.
Ed ecco che si parla del “downshifting” (“scalare marcia, rallentare il ritmo”), un fenomeno che interessa sempre più persone nel mondo economicamente avanzato: gente che spesso sta bene, ha un lavoro, potrebbe aspirare a crescere, ad avere molte cose, ma che decide che il prezzo è troppo alto e vuole rallentare ritmo e responsabilità.
Sono 16 milioni nel mondo, 300 mila solo in Inghilterra l’anno scorso. La scelta di Perotti è stata radicale, ma il downshifting è quello che molti fanno da anni, scegliendo di avere meno cose ma più libertà e più tempo per sé e per la propria famiglia.
Ci spiega l’autore: “Il punto non è accumulare auto, soldi, telefonini, ma avere un sogno, il proprio sogno, non quello dettato dei media. Poi bisogna mettersi in cammino per realizzarlo, senza paura, avendo il coraggio di rallentare, di scalare una marcia.”
Ma è indispensabile, per fare downshifting, mettere in discussione la gerarchia dei propri valori, sapere se siamo pronti a rinunciare all’ultimo modello di telefonino o di macchina… Perché, secondo l’autore, vivere in libertà significa vivere con meno bisogni, bisogno di soldi, di oggetti, di luoghi, così che lo spazio liberato dai bisogni possa lasciare spazio al desiderio.
A chi gli chiede come sia possibile conciliare l’esigenza della libertà con le difficoltà economiche che lasciare un lavoro comportano, Simone Perotti risponde: “la vita, se non si spreca denaro, non è così cara. Se il denaro lo si butta via a palate come facciamo noi è carissima. Quindi il punto non è guadagnare meno, è non spendere. Se i soldi non producono benessere perché affannarsi per farli?”
In questo libro, l’autore ci racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Ed è evidente che il suo successo deriva del fatto che non racconta cose per sentito dire ma vissute personalmente e che ci racconta di una scelta che tutti un giorno o l’altro abbiamo, almeno, sognato di fare…
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