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	<title>Ok Libri . com &#187; Autore</title>
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		<title>Le cose che non ho detto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 12:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
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		<category><![CDATA[Azar Nafisi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Molto prima di scoprire come un regime dispotico possa imporre una nuova immagine all&#8217;individuo e rubargli la sua vera identità, la sua idea di sé, io l&#8217;avevo già vissuto all&#8217;interno della mia famiglia; e molto prima di scoprire cosa significhi per le vittime diventare complici dei crimini commessi dallo Stato, io avevo già conosciuto, in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-5355" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/le-cose-che-non-ho-detto-azar-nafisi1.jpg" alt="le-cose-che-non-ho-detto.jpg" width="175" /><em>&#8220;Molto prima di scoprire come un regime  dispotico possa imporre una nuova immagine all&#8217;individuo e rubargli la  sua vera identità, la sua idea di sé, io l&#8217;avevo già vissuto all&#8217;interno  della mia famiglia; e molto prima di scoprire cosa significhi per le  vittime diventare complici dei crimini commessi dallo Stato, io avevo  già conosciuto, in una sfera molto più personale, la vergogna della  complicità. In un certo senso, questo libro è una risposta al censore  che è in me.&#8221;</em></span></p>
<p>Azar Nafisi, l&#8217;autrice del bestseller <em>Leggere Lolita a Teheran</em>, che ha  venduto un milione di copie negli Stati Uniti e circa centocinquantamila  in Italia, racconta la storia della sua famiglia in un libro di memorie  che supera le resistenze della cultura iraniana a rivelare le faccende  private. <em></em></p>
<p><em>Le cose che non ti ho detto </em>è soprattutto un ritratto del padre della  scrittrice iraniana, Ahmad Nafisi, sindaco di Teheran all&#8217;epoca dello  scià e della madre, Nezhat Nafisi, fra le prime donne entrate al  parlamento iraniano; ma è anche lo specchio di come in molti casi le  dittature riproducano i silenzi, i ricatti e le doppie verità su cui si  regge la famiglia, che nel libro appare come il primo e più perfetto  sistema totalitario.</p>
<p>L&#8217;autrice non nasconde i tradimenti del padre e il rifugio trovato dalla  madre in un mondo fantastico, lontano dalla dolorosa realtà. <em>&#8220;La maggior parte degli uomini</em> &#8211; racconta<span id="more-5353"></span> Azar Nafisi- <em>tradisce la moglie per avere  un&#8217;amante. Mio padre tradiva mia madre perché non si sentiva amato. Io  lo vedevo infelice e mi sentivo quasi in dovere di riempire i vuoti  della sua vita&#8221;.</em></p>
<p>Il legame della Nafisi con i suoi genitori,  che l&#8217;autrice racconta con molta lucidità ma anche con grande tenerezza, è pieno di contrasti ma forte. E alla  fine, sempre ricordando gli insegnamenti del padre, mostra come per  resistere alla tirannia degli uomini e del tempo la cosa migliore sia  diventare capaci, con l&#8217;immaginazione, di costruire una casa oltre i  confini geografici e le nazionalità.</p>
<p>Una casa che nessuno <em>&#8220;potrà mai  portarmi via&#8221;</em>. Deve anche ai suoi genitori di averle trasmesso la passione per il racconto: suo padre, spiega,<em> &#8220;scrisse due libri di memorie, il meno interessante dei quali venne  pubblicato, e più di millecinquecento pagine di diari&#8221;; </em>mentre sua madre invece<em> &#8220;ci raccontava le storie del suo passato, che di solito finivano così:  &#8216;io pero&#8217; non ho detto una parola, sono rimasta zitta&#8221;.</em></p>
<p>Un esempio, questo, che non ha seguito la figlia, che crede fermamente che non bisogna rimanere zitti,  <em>&#8220;perché, in un modo o nell&#8217;altro, ci raccontiamo attraverso le persone  che diventiamo&#8221;.</em></p>


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		<title>Come pioggia sulle dune</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5359" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/7682_Comepioggiasulledune_1287615717.jpg" alt="come_pioggia_sulle_dune.jpeg" width="175" />Dopo il successo del <em>Decimo dono</em>, torna Jane Johnson con un romanzo  magico, sospeso tra passato e presente, tra l&#8217;Inghilterra e le dune del  Sahara.</p>
<p>L&#8217;autrice, originaria della Cornovaglia, per la scrittura di questo ultimo romanzo intitolato <em>Come pioggia sulla dune</em>, si è ispirata a un viaggio nel sud del Marocco che fece nel 2008 confermando così la sua passione per l’Africa del Nord e le tribù  nomadi del deserto.</p>
<p>Ma per parlare della trama del libro bisogna tornare a Londra, dove vive la protagonista Isabelle; una donna che sembra aver riuscito ad ottenere nella vita quello che ha sempre desiderato: un ottimo lavoro nel centro di Londra, un guardaroba pieno di abiti eleganti, il tutto regolato da un ordine maniacale.</p>
<p>Eppure Isabelle<em> </em>non  è sempre stata così. Un tempo era una bambina chiassosa e ribelle. Ma il dolore  per la separazione dei genitori, due archeologi molto più interessati  alle antichità che alla figlia, poi l’abbandono del padre, partito  quando lei aveva soltanto quattordici anni, l&#8217;hanno segnata profondamente.</p>
<p>Ed è proprio la morte del padre a sconvolgere l’ordine della vita di Isabelle. Perché quello che Isabelle<em> </em>trova  nella scatola lasciatale in eredità la cambierà, lentamente ma  inesorabilmente, fino a spingerla a inseguire un sogno, una visione, un  canto<span id="more-5358"></span> segreto che le invade la mente, il canto della pioggia sulle dune.</p>
<p>In un’altra epoca e in un altro luogo una giovane donna traccia versi sulla sabbia di quelle stesse dune. Mariata,  appartenente al fiero popolo dei tuareg, costretta a un matrimonio di  convenienza, fugge nel deserto alla ricerca delle proprie radici e  dell’amore perduto. Lo stesso viaggio tra le sabbie millenarie del  Sahara che dovrà intraprendere Isabelle<em> </em>per dare un volto ai fantasmi che la perseguitano&#8230;</p>
<p>Jane Johnson ha scritto un romanzo avventuroso, sospeso fra livelli temporali differenti e mondi completamente diversi, fra l&#8217;Inghilterra e le dune del Sahara in cui il senso profondo è la ricerca di noi stessi.</p>


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		<title>La doppia vita di Anna Song</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5351" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/anna-song.jpeg" alt="la_doppia_vita_di_Anna_song.jpeg" width="175" />Anna Song, pianista vissuta sempre ai margini della scena musicale  internazionale, muore, stroncata dal cancro che l’aveva costretta a  lasciare la ribalta all’età di trentatré anni. Passano pochi mesi dalla  sua scomparsa e la sua figura viene innalzata al rango del mito.</p>
<p>Paul  Desroches, marito di Anna, musicologo e creatore di una piccola  etichetta, spedisce alla stampa specializzata centodue CD di sonate per  pianoforte registrati da Anna negli ultimi anni della sua esistenza.</p>
<p>I  brani &#8211; preludi, concerti, fughe di Bach, valzer di Chopin &#8211; gettano  scompiglio nel mondo della musica.</p>
<p>L’oscura pianista nata alla periferia  di Parigi da genitori vietnamiti emigrati negli Stati Uniti, l’allieva  di un musicista di origine russa emigrato anche lui in America, la  concertista estranea ai circuiti canonici della musica, la giovane donna  dalla teatrale, perfetta bellezza, che viveva appartata nella campagna  francese, vi svetta come una delle massime artiste del secolo, più  prolifica di un Richter, un Rubinstein o un Ashkenazy!</p>
<p>La critica  grida al miracolo, celebrando <em>«un’artista che ha dato prova di una  poliedricità ricca di fascino da tutti i punti di vista».</em></p>
<p>Un giorno,  però, come nella più crudele delle tragedie, preceduto da dubbi,  insinuazioni, mezze rivelazioni, scoppia lo scandalo: le registrazioni  si rivelano un collage<span id="more-5349"></span> di esecuzioni abilmente rielaborate di una decina  di grandi interpreti. Chi ha prodotto i CD è Paul Desroches, il  marito.</p>
<p>Perché lo ha fatto? Per il folle amore che lo univa ad Anna  Song? Oppure simili ricami sentimentali non sono altro che il paravento  di una truffa assai redditizia? E Anna Song… è veramente esistita una  pianista con un nome simile? O l’intera storia è frutto della fantasia  del produttore, visto che all’ospedale Cochin, presso il quale la  pianista sarebbe stata in cura, affermano che negli ultimi vent’anni non  hanno avuto alcuna paziente con quel nome?</p>
<p>Minh Tran Huy, vietnamita trapiantata in Francia, è nata nel 1979 e ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2007, <em>La Princesse et le Pecheur</em>. Per <em>La doppia vita di Anna Song</em> (che ha riscosso in Francia, al suo apparire, un notevole successo di pubblico e di critica), la scrittrice ha tratto ispirazione dalla storia vera di Joyce Hatto, la misteriosa pianista britannica  malata di cancro che nel 2007 lasciò più di un centinaio di CD  rivelatisi poi al decrittaggio elettronico una truffa abilmente  architettata.</p>
<p>Di fronte al tema musicale centrale nel suo romanzo, Minh Tran Huy dimostra di possedere una profonda conoscenza della musica e riconosce di aver dato alla protagonista del suo libro il repertorio che sognava di avere quando studiava il violino e il pianoforte. Il legame fra musica e scrittura è particolarmente forte tanto che dichiara di comporre i suoi romanzi ascoltando musica e quindi di scrivere come se componesse una partitura. Il risultato è un romanzo di una grandissima raffinatezza.</p>


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		<title>L&#8217;ultimo quaderno</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo quaderno di José Saramago è uscito nel mese di settembre 2010 ed è il seguito dei precedenti Quaderni di Lanzarote e Il Quaderno, raccogliendo gli articoli sparsi sul blog che lo scrittore all&#8217;età di ottantacinque anni aveva deciso di aprire per instaurare un rapporto più diretto e immediato con i suoi lettori. Un blog [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-5364" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/3312-l-ultimo-quaderno.jpg" alt="l'ultimo-quaderno.jpeg" width="175" />L&#8217;ultimo quaderno</em> di José Saramago è uscito nel mese di settembre 2010 ed è il seguito dei precedenti <em>Quaderni di Lanzarote</em> e <em>Il Quaderno</em>, raccogliendo gli articoli sparsi sul blog che lo scrittore all&#8217;età di ottantacinque anni aveva deciso di aprire per instaurare un rapporto più diretto e immediato con i suoi lettori.</p>
<p>Un blog che si è fermato il 18 giugno 2010, giorno della scomparsa dell&#8217;autore.  Sarà dunque l&#8217;ultimo quaderno, perché non avremo più la possibilità di leggere le sue storie e, in questo caso, le sue riflessioni sul mondo e le persone che ci stanno attorno.</p>
<p>Scritto tra marzo e novembre 2009, <em>L&#8217;ultimo quaderno</em> contiene i suoi commenti sull’attualità politica e letteraria internazionale, testi che rispecchiano il suo lungo percorso ideo­logico.</p>
<p>Si  spazia dalle riflessioni sul futuro del pianeta ai propositi per il   nuovo millennio, da temi &#8220;globali&#8221; come la questione degli indios al   panico da pandemia per la cosiddetta influenza &#8220;suina&#8221;, dal Chiapas a   Israele, dal razzismo nella Francia di Sarkozy alla tragedia   dell’Aquila, dai centri commerciali quali nuove cattedrali del   consumismo<span id="more-5363"></span> al laicismo come unica arma nei confronti delle ingerenze   della chiesa cattolica nel nostro vivere quotidiano.</p>
<p>Tratta di ciò che   lo indigna, ma anche di ciò che ama e rispetta. Parla di poesia, di  libri, di arti, di valori e lascia spazio anche a  ricordi e riflessioni  più personali. Non può mancare poi Berlusconi,  una questione che viene  affrontata come una vera deriva sociale e  politica del nostro paese.</p>
<p>In questo ultimo libro Saramago si conferma un acuto osservatore della realtà, come d&#8217;altronde è sempre stato. Ricordiamo che lo scrittore, premio Nobel,  si è iscritto clandestinamente al Partito comunista nel 1969, nel periodo  in cui il Portogallo era retto dal re­gime dittatoriale di Salazar, ed ha  sempre accompagnato alla propria attività poetica e letteraria la  chiarezza del proprio impegno politico. È noto anche per le sue  posizioni mar­catamente anticlericali, che lo hanno visto al centro di  aspre polemiche in patria, tanto da indurlo ad andare a vivere alle  Canarie dopo l’uscita del <em>Vangelo secondo Gesù Cristo</em>.</p>
<p>Leggiamo dunque la sua ultima riflessione mentre sentiamo già che, con la sua scomparsa, si è creato un vuoto incolmabile nel panorama culturale europeo e mondiale.</p>


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		<title>Il ristorante dell&#8217;amore ritrovato</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 16:32:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l&#8217;intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po&#8217;. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l&#8217;appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5321" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj15.jpg" alt="Il_ristorante_dell'amore_ritrovato.jpeg" width="175" />Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di  Tokyo, rientra una sera a casa con l&#8217;intenzione di preparare una cena  succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po&#8217;.</p>
<p>Con suo  sommo sgomento, però, scopre che l&#8217;appartamento è completamente vuoto.  Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di  niente. Spariti persino gli utensili in cucina e il mortaio di epoca  Meiji ereditato dalla nonna&#8230;</p>
<p>Comincia così il romanzo d’esordio di Ito Ogawa, una nota scrittrice giapponese di canzoni e di libri illustrati per bambini, che ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico, con centinaia di migliaia di copie vendute e un film basato sulla trama del libro.</p>
<p>Il romanzo è pubblicato da Neri Pozza e è stato tradotto da G. Coci. Consiglio vivamente ai lettori di non fermarsi al titolo del romanzo (<em>Il ristorante dell&#8217;amore ritrovato</em>), tante volte dovesse far loro pensare di trovarsi davanti a un&#8217;ennesimo romanzo all&#8217;acqua di rosa&#8230; Passato il titolo, ecco che scopriamo una scrittura piacevole che ci narra le avventure di una ragazza decisa a resistere al crollo delle sue certezze e a rimboccarsi le mani per ricominciare altrove.</p>
<p>Ecco dunque la nostra protagonista Ringo che decide di tornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di<span id="more-5320"></span> primavera.</p>
<p>Dopo aver maturato il dolore, la ragazza inizia a sentire il bisogno e la voglia di tornare alla vita attraverso un&#8217;idea per lo meno singolare: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad  hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti.</p>
<p>Sceglie di chiamare il posto che sarà la sua salvezza il Lumachino, perchè evoca la lentezza e la bellezza nell’assaporare i singoli ingredienti. I doti della giovane cuoca producono effetti straordinari sui clienti del Lumachino: gente che s’innamora, che si perdona, che ritrova il gusto della vita.</p>
<p>In breve, la notizia della magia del Lumachino si diffonde in tutto il  circondario e il successo è così garantito, poiché tutti vogliono  sedersi alla tavola del ristorante dell&#8217;amore ritrovato.</p>


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		<title>Aveva il viso di pietra scolpita &#8211; Cinque saggi sull&#8217;opera di Cesare Pavese</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 16:19:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 27 agosto del 1950 lo scrittore Cesare Pavese si suicidava in una stanza dell’albergo “Roma” a Torino. Aveva 42 anni e lasciava solo un’annotazione sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono…». Una manciata di giorni prima, nella medesima estate, tragica, aveva vinto il Premio Strega con un [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5324" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/3226.jpg" alt="Aveva_il_viso_di_pietra_scolpita.jpeg" width="175" />Il 27 agosto del 1950 lo scrittore Cesare Pavese si  suicidava in una stanza dell’albergo “Roma” a Torino. Aveva  42 anni e lasciava solo un’annotazione sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò <em>«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono…»</em>.</p>
<p>Una manciata di giorni prima, nella medesima estate, tragica,  aveva vinto il Premio Strega con un trittico di romanzi brevi raccolti  sotto il titolo del romanzo eponimo, <em>La bella estate</em> (pubblicato da  Einaudi nel 1949).</p>
<p>Sessant&#8217;anni dopo, Jacqueline Spaccini, docente di Lingua e letteratura italiana presso l’Università di Caen (Francia) si interroga sullo stato dello scrittore oggi, sulla sua attualità e sull&#8217;importanza dei suoi libri.</p>
<p>In questo viaggio all’interno di cinque  opere dello scrittore piemontese, l&#8217;autrice affronta alcune  problematiche proprie del vivere moderno, come ad esempio la ricerca  della propria identità, il disincanto degli affetti, il rapporto tra i  sessi, ma anche le trasformazioni ideologiche e le asperità linguistiche  che interessano chi affronta la letteratura pavesiana.</p>
<p>Jacqueline Spaccini ci propone uno studio,  questo, che si rifà al metodo narratologico e alla critica testuale,  corredato da una fredda passione verso l’autore delle Langhe<span id="more-5323"></span> divenuto  nel tempo un classico del XX secolo letterario. Il libro è stato premiato dalla Fondazione Cesare Pavese che gli ha assegnato il &#8220;Premio Speciale Cesare Pavese&#8221;.</p>
<p>Un occasione per ricordare, e riscoprire, uno dei più grandi autori della nostra letteratura.</p>


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		<title>Il porto degli spiriti</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 12:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fastascienza]]></category>
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		<category><![CDATA[John Ajvide Lindqvist]]></category>
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		<description><![CDATA[Considerato tra i maggiori talenti della scena letteraria svedese, John Ajvide Lindqvist ha pubblicato Lasciami entrare, bestseller in Svezia e successo internazionale da cui è stato tratto un bellissimo film con la regia di Tomas Alfredson. Dopo i vampiri e gli zombi, l&#8217;autore ritorna con un nuovo libro (risalente al 2008, ma uscito in Italia [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-5190" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/marsilio_-_il_porto_degli_spiriti_1.jpg" alt="marsilio_-_il_porto_degli_spiriti.jpg" width="175" />Considerato tra i maggiori talenti della scena letteraria svedese, John Ajvide Lindqvist ha pubblicato <em>Lasciami entrare</em>, bestseller in Svezia e successo internazionale </span><span><span>da cui è stato tratto un bellissimo film con la regia di Tomas Alfredson. </span></span></p>
<p><span><span>Dopo i vampiri e gli zombi, l&#8217;autore ritorna con un nuovo libro (risalente al 2008, ma uscito in Italia nel 2010 con Marsilio), </span></span>dedicato agli insondabili misteri che può nascondere il mare.</p>
<p><em>Il porto degli spiriti</em>, così si intitola il libro, inizia in una bellissima giornata d&#8217;inverno: dall&#8217;alto del faro di Gåvasten che sorveglia le acque di mare dell&#8217;isolotto di Domarö, Anders ammira con la moglie e la figlioletta Maja la distesa di ghiaccio e neve ai loro piedi.</p>
<p>Attirata da qualcosa che nessuno è in grado di distinguere, la bambina  corre fuori, e l&#8217;incubo comincia. Maja sparisce: non ci sono impronte né  tracce di alcun genere, non c&#8217;è nulla per chilometri intorno che possa  offrire un nascondiglio.</p>
<p>E non si tratta della prima scomparsa, in passato altre persone sono svanite, inghiottite dal mare, annegate o semplicemente morte senza lasciare spiegazioni. Gli abitanti di<span id="more-5188"></span> Domarö sanno che il mare ha qualcosa di strano, prende e dona con sconcertate crudeltà. Ma nessuno osa sfidarne l&#8217;autorità, vecchia di millenni.</p>
<p>Qualche anno dopo, solo e disperato, Anders torna all&#8217;isola, e qui Maja  (ma è davvero lei?), gli fa sapere di essere ancora nel suo mondo, ma in  un posto dove lui non può raggiungerla. Nella sua ricerca senza sosta,  esplorando il passato segreto di Domarö, Anders arriverà fino al cuore  misterioso del mare: per trovare la persona che ama dovrà attraversare  l&#8217;abisso.</p>
<p>Leggendo <em>Il porto degli spiriti</em>, il primo nome che viene in mente è quello di Stephen King, anche se fin dal suo debutto Lindqvist ha messo in evidenza la sua peculiarità mostrandoci un mondo interiore che è dolore e sofferenza.</p>
<p>Diciamo che lo Stephen King svedese si conferma narratore esperto delle cose in agguato negli angoli bui del mondo e della mente. Dopo l&#8217;acclamato <em>Lasciami entrare</em>, <em>Il porto degli spiriti </em>è un omaggio <em>&#8220;alla potenza sinistra del mare&#8221; </em>e ai fantasmi, presenze che necessitano di essere ascoltate.</p>


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		<title>Le strade che non portano a Roma &#8211; Riflessioni e massime d&#8217;un libertario</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 11:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5047" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/9788860632234.jpeg" alt="Le_strade_che_non_portano_a_Roma.jpeg" width="175" />Con quella faccia un po’ così e quei suoi testi indimenticabili,  Georges Brassens (1921-1981) resta lo chansonnier d’oltralpe per  eccellenza.</p>
<p>Scrittore, poeta, attore e, soprattutto, cantautore, Brassens si definisce essenzialmente <em>“anarchico”</em>: un’anarchia che è forma di resistenza, un qualcosa di <em>“congenito”</em>, il rifiuto di un pensiero di massa.</p>
<p>Tuttavia di rado si è provato a leggere le sue idee separandole dalle  note. Ora, per Coniglio Editore, escono queste riflessioni a briglia  sciolta, aforismi e annotazioni tratte da alcune collezioni private,  dalle <em>“Oeuvres Complètes”</em> e da altri volumi mai tradotti nella nostra  lingua.</p>
<p>Sono pensieri, provocazioni e stilettate di uno dei più famosi cantautori di  ogni tempo. In forma di aforismi esplosivi e di risposte che suonano  come schiaffi alle domande pudiche della borghesia del suo e forse del  nostro tempo, Georges Brassens ci regala un manifesto di libertà.</p>
<p>Attraverso le sue parole, l&#8217;immaginazione e la realtà vanno a braccetto,  annientando le difese dei benpensanti, dei chierici, dei carrieristi  senza qualità.</p>
<p>Questa autobiografia ci fa riscoprire l&#8217;artista attraverso una serie di pensieri e ci fa vedere un uomo capace di comprendere la società contemporanea e consumistica<span id="more-5046"></span> osservando il proprio ombelico, scrutando una realtà al tempo stesso mononucleare ed universale.</p>
<p>Brassens è stato il grande ispiratore di <em>Fabrizio De Andrè</em>: il cantautore genovese non esitava mai di definirlo <em>“maestro”</em>, né durante  le interviste, né quando, in un concerto, proponeva le sue  personalissime traduzioni: <em>Il gorilla </em>(<em>Le gorille</em>), <em>Morire per delle idee </em>(<em>Mourir pour des idees</em>), <em>Marcia nuziale</em> (<em>Marche nuptiale</em>), <em>Nell’acqua della chiara fontana</em> (<em>Dans l’eau de la claire fontaine</em>).</p>
<p>Un maestro nella musica e nella vita,  in questo anarchismo sublimato dall’amore per la poesia, dalla ricerca  di comprendere i substrati più umili della società, dall’esorcizzazione  della morte.</p>


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		<title>Uomini e topi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 11:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autore]]></category>
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		<category><![CDATA[John Steinbeck]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5275" title="uomini_e_topi" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/uomini_e_topi.gif" alt="uomini_e_topi" width="175" />Ecco un altro romanzo di John Steinbeck, celebre scrittore americano capace di addentrarsi come pochi nella vita degli umili e dei diseredati, in virtù delle dure esperienze vissute prima di approdare alla letteratura.</p>
<p>Il titolo dell&#8217;opera in questione si ispira ad una poesia del poeta scozzese settecentesco Robert Burns, in cui viene scritto che &#8220;<em>i piani più accurati dei Topi e degli Uomini/vanno spesso storti/ e non ci lasciano che dolore e pena/ invece della gioia promessa!</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti questo romanzo è proprio la storia di una promessa non mantenuta a causa dell&#8217;imprevedibilità delle forze che governano l&#8217;esistenza. Riconducibile agli anni successivi alla Grande Depressione americana del 1929, delinea perfettamente la tremenda povertà dei braccianti agricoli costretti a muoversi da una fattoria all’altra alla ricerca di lavoro.</p>
<p>I protagonisti sono due braccianti, Lennie e George. Lennie è un omaccione forte ma con il cervello di un bambino: è onesto ed ubbidiente e la sua passione è carezzare le superfici morbide come il velluto o la pelliccia di un coniglio.</p>
<p>George è un uomo intelligente e dolorosamente generoso, che si occupa di lui portandolo in giro con sé a lavorare e fuggendo con lui quando, incosciente della propria<span id="more-5061"></span> forza, combina dei guai.</p>
<p>Quando giungono nella fattoria ove impera il crudele Curley, sembra che il loro sogno di libertà (una casa e un terreno tutti per loro) possa realizzarsi grazie all&#8217;aiuto del vecchio Candy. Purtroppo, però, qualcosa minaccia la loro tranquillità&#8230;</p>
<p>“Uomini e Topi” è un vero capolavoro della narrativa mondiale, che trasmette la grande amarezza di chi insegue il sogno senza mai riuscire ad afferrarlo, la malinconia di una vita passata lontano da casa, da una  baracca all’altra, nella speranza di un sempre piccolissimo risparmio.</p>
<p>L&#8217;aspetto più bello del romanzo è sicuramente la descrizione di un&#8217;umanità spodestata ma non umiliata, l&#8217;esaltazione dei valori dell&#8217;amicizia e della fedeltà che si conservano intatti anche nelle condizioni più misere: anzi, ne sono rafforzati perché sono le uniche cose che rendono la vita piacevole e degna di essere vissuta.</p>
<p><em>La voce di George si fece più cupa. Ripeteva le parole, cadenzate, come se le avesse pronunciate tante volte. &#8220;Gente come noi, che lavora nei ranches, è la gente più abbandonata del mondo. Non hanno famiglia. Non sono di nessun paese. Arrivano nel ranch e raccolgono una paga, poi vanno in città e gettano via la paga, e l&#8217;indomani sono già in cammino alla ricerca di un lavoro e di un altro ranch. Non hanno niente da pensare per l&#8217;indomani.&#8221; Lennie era felice. &#8220;E&#8217; così, è così. E adesso dimmi com&#8217;è per noi&#8221;. George riprese. &#8220;Per noi è diverso. Noi abbiamo un avvenire. Noi abbiamo qualcuno a cui parlare, a cui importa qualcosa di noi. Non ci tocca di sederci all&#8217;osteria e gettar via i nostri soldi, solamente perché non c&#8217;è un altro posto dove andare. Ma se quegli altri li mettono in prigione, possono crepare perché a nessuno gliene importa. Noi invece è diverso&#8221;. Lennie interruppe. &#8220;Noi invece è diverso! E perché? Perché&#8230; perché ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te, ecco perché&#8221;.</em></p>


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		<title>Cartoline di morte</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 11:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando la &#8220;first lady&#8221; del giallo svedese si unisce all&#8217;autore americano di thriller più venduto al mondo, il risultato si chiama Cartoline di morte, un libro veramente impressionante, da non perdere! Liza Marklund e James Patterson hanno quindi scritto a quattro mani questo thriller, pubblicato in Italia da Longanesi nel giugno scorso. La trama che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5033" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/th250x250_cartolinedimorte3318_img.jpg" alt="cartoline_di_morte.jpg" width="175" />Quando la &#8220;first lady&#8221; del giallo svedese si unisce all&#8217;autore americano di thriller più venduto al mondo, il risultato si chiama <em>Cartoline di morte</em>, un libro veramente impressionante, da non perdere!</p>
<p>Liza Marklund e James Patterson hanno quindi scritto a quattro mani questo thriller, pubblicato in Italia da Longanesi nel giugno scorso.</p>
<p>La trama che hanno scelto di raccontare si svolge intorno a delle giovani coppie in viaggio di nozze, belle e felici, che qualcuno si diverte sadicamente ad uccidere mentre girano nelle più importanti capitali europee.</p>
<p>Qualcuno che, dopo averli uccisi, ricompone i cadaveri in pose stravaganti e poi li fotografa con una Polaroid, inviando successivamente la fotografia a un giornalista del quotidiano  locale.</p>
<p>Ma questo giornalista sa cosa l&#8217;aspetta, perché l&#8217;assassino ha provveduto a mandargli una cartolina qualche giorno prima&#8230; una cartolina di morte, per l&#8217;appunto.</p>
<p><span>Jacob Kanon, detective del NYPD, è l&#8217;unico  sulle tracce del killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si  arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto<span id="more-5031"></span> personale per  fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. </span></p>
<p><span>Stoccolma potrebbe essere l&#8217;ultima tappa della catena di omicidi. Tutto  dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei  ha ricevuto l&#8217;ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon,  prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. </span></p>
<p>La giornalista svedese e il detective americano si metteranno sulle  tracce del pazzo serial killer, ma non sarà  facile percorrere il tortuoso cammino che li porterà ad individuare il  misterioso assassino…</p>
<p>Il romanzo, che nasce della collaborazione di due autori diversi nello stile di scrittura, è un libro costruito in brevi capitoli che si dipanano ad un ritmo vertiginoso, se  possibile, anche più rapidamente dei soliti bestseller di Patterson. È veramente ben costruito con abili colpi di scena e una suspense che impedice al lettore di lasciare il libro prima di essere arrivato all&#8217;ultima pagina.</p>
<p>L&#8217;autrice svedese dice a proposito della realizzazione di questo giallo:<em>“Scrivere questo libro è stato  molto divertente. La storia è violenta, emotiva e veloce ed è molto  eccitante lavorare con un autore intelligente e creativo come James  Patterson, il quale non è solo eccezionalmente intelligente e  divertente, ma anche incredibilmente umile.”</em></p>


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