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	<title>Ok Libri . com &#187; Autore</title>
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	<description>Tutti i libri minuto per minuto</description>
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		<title>La sinfonia del tempo breve &#8211; La storia di una vita che è tutte le vite</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4272" title="La-sinfonia-del-tempo-breve" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/La-sinfonia-del-tempo-breve1.jpg" alt="La-sinfonia-del-tempo-breve" width="175"  /> La ricchezza di una vita si costruisce partendo dalla sua elaborazione mentale e onirica. È questo, probabilmente, il perno psicologico su cui il protagonista del romanzo, Green Talbot, scandisce i rintocchi della sua ingenua felicità.</p>
<p>Non si tratta, certo, di una felicità di derivazione sentimentale, innescata dal feeling con un&#8217;avvenente signorina di origini britanniche, ma è sentimento profondo verso una dimensione psico-sociale e culturale, nascente dall’incontro con persone, eventi, risvolti storici, un incrocio imprevedibile di spazio e tempo, attraverso accadimenti ricchi o nefasti che hanno caratterizzato il ‘900. Un amore per la vita che non conosce banalità.</p>
<p>Green Talbot nasce nella cittadina di Tranquillity nel 1919, in tempo di pace, ma una pace che sarà una parentesi di attonito silenzio fra due conflitti mondiali. </p>
<p>Non sa cosa l&#8217;aspetta in quel secolo nuovo e fragoroso: sa solo che per trovarlo deve lasciare la sua casa di Tranquillity, dove il tempo ristagna pigro, e gettarsi nel mondo, tra la gente. Talbot non ama la semplicità dell’esistenza e concepisce la tranquillità come noia e non-sense; la sua fuga da Tranquillity è dettata dalla <em>non conoscenza del futuro</em>, e proprio in<span id="more-4092"></span> essa trova la linfa sostanziale di un mondo tutto da esplorare.</p>
<p>Il suo approccio alla vita è sempre nuovo e variegato, in virtù di chi incontra o di cosa attira la sua attenzione; Talbot sembra far capire che la distinzione tra tranquillità e noia si assottiglia sempre di più, finché la seconda s’impone in toto. Non cerca il confronto con cittadini dormienti nel loro stato di apatia, come accade a Tranquillity, ma cerca il tocco magico dell’Esperienza.</p>
<p>La storia si evolve, avanza, e l’uomo cambia con essa fino a rappresentare, da un punto di vista psicologico, la paura di non cambiare, ossessionato dall’idea della passività ideale e materiale.</p>
<p>Il giovane autore Mattia Signorini dà spesso voce diretta ai personaggi, e si capisce quanto resti impresso in Talbot l’incontro col capitano Marlow, le cui parole suonano come una illimitata fiducia nel fato: esso fa quel che deve fare, fa “muovere” le persone mai inutilmente, ma offrendo loro il dono dell’incontro e del viaggio. Talbot carpisce questi concetti e li fa subito propri.</p>
<p>Ben presto il protagonista realizza che, per coincidenze fortuite e imprevedibili, l’uomo sa crescere non solo attraverso il pathos nascente nel pieno degli eventi (i quali cambiano l’uomo nella sua dimensione spaziale e mentale), ma anche nei loro perduranti esiti nefasti: l’incontro con Giovanni e con i suoi amari ricordi da deportato in Polonia, la povertà del dopoguerra, la rinascita economica: passi storici vissuti intensamente da un uomo che vede la vita come un mosaico straordinario, che si completa ma si arricchisce, per non finire mai.</p>


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		<title>Donna alla finestra</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:41:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4142" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp30.jpeg" alt="donna_all_finestra.jpeg" width="175" /> <em>Donna alla finestra</em> (pubblicato dalle edizioni Guanda) è l&#8217;ultimo libro di Catherine Dunne, l’autrice irlandese di <em>Se stasera siamo qui </em>e <em>La metà di niente.</em></p>
<p>In questo suo ultimo romanzo, la protagonista e la donna in questione è Lynda Graham, madre di famiglia, due figli, Ciaràn  e Katie, e sposa di Robert Graham,  proprietario di un’azienda edilizia.</p>
<p>Una tipica famiglia  borghese che vive in una Dublino dei giorni nostri e convive con i problemi di tutti i giorni: il lavoro di Robert,  le preoccupazioni di Lynda per la figlia lontana e  residente a Galway per frequentare l’università, l’aggressività  del figlio minore, appena uscito dall’adolescenza ma ancora  scontroso e restio al dialogo con i genitori.</p>
<p>Dopo tutto, una  famiglia rispettabile che sembra ordinaria e che lascia prevedere dal punto di vista narrativo una storia non così originale e poco adatta ad un buon romanzo. Eppure, come dice l&#8217;autrice, <em>&#8220;tutte le vite sono straordinarie, quella della vicina, del tizio  sull&#8217;autobus, etc&#8230; Dietro la facciata ordinaria c&#8217;è sempre una grande  storia da raccontare&#8221;.</em></p>
<p>Ed è proprio quello che fa la scrittrice irlandese: come dice il Sunday Tribune, &#8220;Catherine Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita diventa straordinaria.&#8221;<em> </em></p>
<p>Se<em> Donna alla finestra </em>è un romanzo  che apparentemente può sembrare l’ennesimo ritratto di famiglia o la  solita storia infiocchettata di amori e tradimenti, si rivela invece<span id="more-4137"></span> essere un’opera  che lascia adagiare il lettore in un torpore narrativo senza troppi  intoppi e che poi lo risveglia dando fragorosi scossoni.</p>
<p>Ma quello che impressiona di più è la capacità dell&#8217;autrice di  rendere in prosa i sentimenti e le emozioni che qualunque donna,  vecchia o giovane, almeno una volta nella vita ha provato. Dopo i salottini da tè e le problematiche delle quattro amiche de <em>Se  stasera siamo qui</em>, ecco un’altra figura  femminile forte, capace di non perdersi d’animo di fronte alle  difficoltà e pronta a fare di tutto per proteggere chi ama.</p>
<p>Le dinamiche più intime della pesonalità della protagonista sono descritte con grande talento: <span>piccoli gesti e dettagli della  vita quotidiana che l’autrice riesce a cogliere con grande delicatezza. Ecco un romanzo che descrive alla perfezione le paure di molte donne di oggi,  convinte di poter perdere da un momento all’altro le proprie sicurezze,  ma che scoprono, nei momenti più difficili, di poter contare su risorse  interiori straordinarie. </span></p>


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		<title>Giardino &amp; Ortoterapia &#8211; Coltivando la terra si coltiva anche la felicità</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:07:54 +0000</pubDate>
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Dopo le sue precedenti publicazioni Il giardino che vorrei (Electa, 2006) e Contro [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4193" title="ortoterapia" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/ortoterapia.jpg" alt="ortoterapia" width="175" height="270" />Pia Pera, scrittrice e giardiniera, vive in un podere della lucchesia: di lei e delle sue passioni i lettori affezionati sanno quasi tutto, grazie ai libri scritti negli ultimi anni, alla rubrica che cura sul mensile Gardenia e al sito <a title="Orti di Pace" href="http://www.ortidipace.org/" target="_blank" rel="nofollow">Orti di Pace</a>.</p>
<p>Dopo le sue precedenti publicazioni <em>Il giardino che vorrei</em> (Electa, 2006) e <em>Contro il giardino</em> <em>– dalle parte delle piante</em> (Ponte alle Grazie, 2007), la scrittrice continua la sua riflessione sui rapporti tra uomo, natura, giardino e paesaggio in questo ultimo libro dal sottotitolo esplicito: <em>&#8220;Coltivando la terra si coltiva anche la felicità&#8221;.</em></p>
<p>Da ogni pagina emergono l&#8217;amore per la natura e il rispetto che l&#8217;autrice nutre per tutte le sue espressioni in un&#8217;interessante e continua similitudine tra natura e uomo: <em>&#8220;Come la terra, nemmeno la mente può venire sistemata una volta per tutte, occorre tornarci ogni giorno, fare quanto è necessario per mantenerla duttile, ben nutrita e a sua volta nutriente, fertile, generosa e in buona salute&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tra le piante si prova la sensazione di avere trovato con estrema facilità il nostro posto al mondo. Di trovarci esattamente dove dovremmo essere. Che questo avvenga per la più primordiale delle complementarità, quella tra animale e pianta? Tra creature<span id="more-4102"></span> opposte, che si nutrono l’una del respiro dell’altra? Non saprei. Ma l’importante è questo: funziona&#8221;</em>.</p>
<p>Lavorare la terra, scioglierla e alleggerirla, è come trasformare la mente, farne un terreno da cui strappare, prima che radichino in profondità, stati d’animo distruttivi. Fare due passi in giardino, coltivare, zappare, annafiare e potare: ecco alcune delle attività che hanno un potere terapeutico e aiutano a riconnettersi con la natura.</p>
<p>Perché, se non avete ancora provato, vedrete che prendersi cura di fiori e piante aiuta a rilassarsi e a scaricare lo stress dopo una giornata di lavoro&#8230; insomma, benefica quanto la palestra, l&#8217;ortoterapia dà pure grandi soddisfazioni.</p>
<p>Invitando i lettori alla green therapy, l&#8217;autrice racconta come riconnettersi alla rete della vita, ristabilire il corpo a corpo con la natura, attraverso semplici gesti d&#8217;affetto verso la terra e le sue creature.</p>
<p>Se è pratica solo recente considerare l’ortoterapia (Horticultural Therapy) un vero e proprio metodo di cura, negli Stati Uniti (dove è nata questa terapia alternativa), invece, viene messa in pratica presso carceri, ospedali, case di riposo, centri educativi e psichiatrici ormai da parecchi anni.</p>
<p>E, comunque, anche alla persona più sana del mondo, il contatto con la natura fa bene, perché di sicuro aiuta a stare in armonia con sé e con il mondo circostante!</p>
<p>Preparate l&#8217;attrezzatura da giardiniere, perché è molto probabile che, una volta finita la lettura del libro, cominciate a prendervi cura del vostro giardino!</p>


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		<title>L&#8217;arte di dimenticare</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:46:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4089" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/Nair_arte-di-dimenticare3214_img.jpg" alt="arte di dimenticare.jpg" width="175" /> All&#8217;ultimo salone del libro in cui l&#8217;India era il paese ospite, Anita Nair ha presentato il suo ultimo lavoro intitolato <em>L&#8217;arte di dimenticare</em>, un romanzo in cui si intrecciano vecchia e nuova India, modernità e tradizione. </p>
<p>La scrittrice indiana, tradotta in trenta lingue, si è fatta conoscere in Italia grazie al romanzo <em>Cuccette per signora</em> (che da noi ha venduto 65 mila copie), pubblicato da Guanda.</p>
<p>Nel precedente best seller, <em>Cuccette per signora</em>, l&#8217;autrice descriveva il viaggio, con le sue pause e accelerazioni, che simbolizza il risveglio di una donna alla vita e alle nuove esperienze. </p>
<p><em>L’arte di dimenticare</em> è invece la descrizione della ciclogenesi di un uragano, a sintetizzare quell’istante in cui un evento improvviso rivoluziona per sempre l’esistenza di una persona.</p>
<p>La protagonista è Mira, poco più che quarantenne, donna raffinata, impeccabile padrona di casa, nonché autrice del “Galateo della perfetta moglie aziendale”, pamphlet tutto volto a sostenere l’importanza di  organizzare cene e ricevimenti perfetti, come leva per la carriera del marito. </p>
<p>Tutto sembra filare per il meglio, quando un giorno il marito se ne va e tutte le incombenze le piovono addosso: si ritrova a doversi occupare della casa, dei figli e dei suoi<span id="more-4085"></span> genitori, oltre che a far quadrare i conti. </p>
<p>Il suo destino si incrocia con quello del professor J.A. Krishnamurthy, detto Jack, esperto di cicloni, sui quali sta scrivendo un saggio. Capelli a spazzola e orecchino di diamante, Jack è tornato in India dagli Stati Uniti per assistere la figlia di 19 anni, immobile in un letto in seguito ad un incidente.</p>
<p>Due esistenze apparentemente definite e destinate a sfiorarsi senza conseguenze, se circostanze imprevedibili non mescolassero le carte scuotendo dalle fondamenta le certezze di lei, fino a sospingerla nel quotidiano di lui, assai più ricco e sfaccettato di quanto ci si potrebbe aspettare. </p>
<p>I due protagonisti devono ricomporre i pezzi della loro vita; Mira deve riconsiderare il proprio ruolo e il proprio passato, riscoprire in sé risorse e ambizioni sepolte. Anche la vita di Jack deve ripartire e per questo deve scavare nei ricordi degli altri per allentare la sua ossessione: quale violenza ha subito sua figlia Smriti, capace di ridurla a un orrido vegetale?</p>
<p>Il ciclone della crisi di mezza età arriva prima o poi per tutti e il libro di Anita Nair si rivolge a un gran numero di lettori, che siano donne o uomini, che troveranno sicuramente spunti di riflessione riguardo alla loro vita personale.</p>


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		<title>Contro il reato di immigrazione clandestina &#8211; Un’inutile, immorale, impraticabile minaccia</title>
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		<comments>http://www.ok-libri.com/2010/07/15/contro-il-reato-di-immigrazione-clandestina-un%e2%80%99inutile-immorale-impraticabile-minaccia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Giancarlo Ferrero, già avvocato distrettuale dello Stato per il Piemonte fino al 2007, presiede un Collegio del Tribunale tributario centrale. 
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste giuridiche e un saggio intitolato Come uscire da tangentopoli. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3849" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/1415-2-Contro_reato_immigrazione.jpg" alt="Contro_reato_immigrazione.jpeg" width="175" /> Giancarlo Ferrero, già avvocato distrettuale dello Stato per il Piemonte fino al 2007, presiede un Collegio del Tribunale tributario centrale. </p>
<p>Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste giuridiche e un saggio intitolato <em>Come uscire da tangentopoli. </em></p>
<p>Uscito nel mese di gennaio di quest&#8217;anno, il suo libro <em>Contro il reato di immigrazione clandestina </em>ritorna sulla recente introduzione del reato di immigrazione clandestina, cioè di ingresso o permanenza irregolari nel nostro territorio nel cosiddetto «pacchetto sicurezza».</p>
<p>Questo passaggio dall’area dell’illecito amministrativo a quella penale ha notevoli ripercussioni sul piano etico, sociale e giuridico ed è in netto contrasto con la tradizione e la cultura italiane. </p>
<p>Secondo l&#8217;autore, oltre a costituire un motivo di disonore per il nostro paese, la legge in questione è affetta da gravi imprecisioni tecniche, da numerose violazioni costituzionali, da un elevato costo a carico dello Stato e dalla sua sostanziale inapplicabilità sul piano concreto. </p>
<p>A peggiorare le cose è sopravvenuta l’iniziativa del cosiddetto «respingimento collettivo», facendo così venire meno il diritto d’asilo, diritto unanimemente riconosciuto<span id="more-3848"></span> dalla tradizione dei popoli civili e dal diritto internazionale. </p>
<p>L’autore si sofferma infine sulla ambigua sanatoria delle cosiddette «badanti», dalla dubbia legittimità costituzionale e dalle molteplici difficoltà applicative, confermate dal ridotto numero di richieste presentate alla scadenza del termine previsto.</p>
<p><em>«Se la storia dell’emigrazione ci dice molto di come eravamo e di come rischiamo di diventare, altrettanto farebbero, se fossimo disposti ad ascoltarle, le storie dei migranti di oggi. </p>
<p>Storie che iniziano in paesi poverissimi, sconvolti dalle guerre e oppressi da regimi dittatoriali, e che troppo spesso finiscono fra le dune del Sahara o le onde del Mediterraneo. Le stesse che a lungo hanno cullato il corpo di Ester, giovane nigeriana il cui nome in ebraico significo “la nascosta”. </p>
<p>Ester in questo caso costretta a nascondersi e così annegata nelle “acque di nessuno” fra Italia e Malta. Per tre giorni, ad aprile scorso, i due governi si sono rimpallati come una “merce indesiderata” la barca sulla quale lei, ormai morta, era salpata insieme a tanti naufraghi che invocavano soccorso».</em></p>
<p>Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Ediesse nella collana Saggi, mentre la prefazione è stata curata da Don Luigi Ciotti.</p>


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		<title>La stagione delle cattive madri</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:24:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ &#8220;Bip bip bip. Quel lunedì mattina d’autunno, in una casa rivestita di cedro in un piccolo, lindo quartiere di periferia, la prima sveglia squillò accanto a un letto e una donna si mise a sedere, con la prospettiva dell’intera giornata davanti agli occhi.
 Boop boop boop. A tre città di distanza, ecco un’altra sveglia, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4097" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp29.jpeg" alt="La_stagione_delle_cattive_madri.jpeg" width="175" /> &#8220;Bip bip bip.</em> <em>Quel lunedì mattina d’autunno, in una casa rivestita di cedro in un piccolo, lindo quartiere di periferia, la prima sveglia squillò accanto a un letto e una donna si mise a sedere, con la prospettiva dell’intera giornata davanti agli occhi.</p>
<p></em> <em>Boop boop boop. A tre città di distanza, ecco un’altra sveglia, un’ottava più bassa, e una donna riaffiorò alla coscienza nella sua villa coloniale, battendo le palpebre. “… un’occhiata al traffico. Randy, come vanno le cose là fuori?”</p>
<p>In tutta la regione, e in altre simili, in case più grandi e ben distribuite, oppure più piccole e ammassate, le donne si svegliavano&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Uscito qualche mese fa nelle librerie italiane, il libro di Meg Wolitzer, oltre a scalare la classifica dei libri più letti del New York Times, ha scatenato accese discussioni sui più importanti blog americani dedicati alla maternità.</p>
<p>La scrittrice newyorkese fotografa con intelligenza, onestà e grande sensibilità, la realtà di essere madri malgrado tutte le rinunce personali, le contraddizioni e le difficoltà che questa condizione comporta. </p>
<p>Il romanzo propone un cast di quattro personaggi principali, quattro madri che hanno rinunciato alle loro promettenti carriere (nel mondo dell’arte e in quello<span id="more-4096"></span> accademico) in favore della maternità full-time. </p>
<p>C&#8217;è Amy, quarant&#8217;anni, che ogni mattina sveglia il figlio, prepara la merenda, lo accompagna a scuola e alle lezioni di pianoforte. Ha lasciato da un po&#8217; la vita da avvocato e l’ebbrezza che le dava battere gli avversari in aula è ormai lontana anni luce. La sua vita ora le pare piuttosto piatta e prevedibile. </p>
<p>Poi Jill, che faceva la sceneggiatrice ed era diventata una delle giovani promesse del cinema, e che ora usa la sua fervida immaginazione solamente per cercare di capire sua figlia, tra l&#8217;altro con scarsi risultati! </p>
<p>Anche Roberta e Karen, le altre due amiche, riescono a usare le loro capacità artistiche e matematiche solo per costruire burattini per recite scolastiche e per calcolare l’importo della spesa al supermercato. </p>
<p>Il mondo delle gallerie d’arte e dell’alta finanza non è più il loro ambiente naturale. Darebbero qualsiasi cosa per tornare a quei giorni. Ma per le quattro amiche inseparabili è giunto il tempo di dire basta e di riprendere in mano la loro esistenza&#8230;</p>
<p>L’autrice cattura in una storia gradevole e divertente uno spaccato realistico e veritiero sul confronto tra le mamme suburbane, annoiate e moderne, e le mamme della generazione precedente, che hanno lottato per la liberazione delle donne e il raggiungimento della parità dei sessi, offrendo alle donne in carriera e alle casalinghe distratte una serie di spunti per affrontare serenamente la loro vita di madri.</p>


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		<title>Camilla e il Rubacuori</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:04:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Torna in libreria Camilla Cagliostri, il fortunato personaggio creato da Giuseppe Pederiali, con il suo ultimo romanzo intitolato Camilla e il Rubacuori. 
Dopo il romanzo medioevale La  vergine napoletana, l&#8217;autore ritorna alla brillante e sensuale ispettrice sguinzagliata sulle tracce di un efferato serial killer. 
Ed è davvero con prodigiosa abilità che Pederiali alterna [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3900" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp28.jpeg" alt="Camilla e il rubacuori.jpeg" width="175" /> Torna in libreria Camilla Cagliostri, il fortunato personaggio creato da Giuseppe Pederiali, con il suo ultimo romanzo intitolato Camilla e il Rubacuori. </p>
<p>Dopo il romanzo medioevale <em>La  vergine napoletana</em>, l&#8217;autore ritorna alla brillante e sensuale ispettrice sguinzagliata sulle tracce di un efferato serial killer. </p>
<p>Ed è davvero con prodigiosa abilità che Pederiali alterna i generi e ci regala ogni anno romanzi diversissimi tra loro.</p>
<p>In questa nuova avventura, Camilla Cagliostri ha due problemi: l&#8217;arrivo del nuovo questore a Modena, il quale vuole rimetterla in riga perché Camilla è una poliziotta molto brava, ma conduce le indagini alla sua maniera, con molta spregiudicatezza. </p>
<p>Secondo problema, c&#8217;è una nuova difficile inchiesta: due belle ragazze sono state ferocemente mutilate e uccise da un serial killer. </p>
<p>E&#8217; conosciuto con il nome di Rubacuori e questo soprannome affibbiatogli va preso alla lettera: uccide ragazze in serie per strappare loro il cuore e conservarlo gelosamente per il fatto che, secondo lui, sono colpevoli di non aver rispettato la purezza di quell&#8217;organo in cui<span id="more-3899"></span> risiedono i sentimenti.</p>
<p><em>“Sembra che gli scrittori di gialli riescano a scrivere quasi soltanto storie di delitti seriali” </em>osserva Camilla nel romanzo, quasi a bacchettare il suo stesso autore, “<em>forse perché è meno faticoso rispetto al giallo classico, alla Agata Christie, tanto per intenderci, dove servono una trama a orologeria e idee nuove. Con i serial killer le idee sono tutte ridotte a bassa macelleria.”</em></p>
<p>L’autoironia non fa difetto a Pederiali, che in realtà non riserva affatto ai suoi lettori una storia di bassa macelleria, ma come sempre si serve della cornice poliziesca per affrontare i temi più scottanti dell’attualità. </p>
<p>Il traffico internazionale di organi, lo smaltimento abusivo dei rifiuti tossici, le conseguenze della pulizia etnica in Bosnia sono solo alcune delle serissime questioni affrontate, che s’intersecano in vari modi con l’inchiesta dell&#8217;ispettrice Cagliostri.</p>
<p>In questa nuova avventura della sua indomita e spregiudicata poliziotta modenese, Pederiali dispensa con abilità suspense e colpi di scena, innesca divagazioni fino alla logica eppure sorprendente soluzione. </p>
<p>Ma, <em>&#8220;fra lusinghe del sesso e piaceri della tavola, è la tavolozza tutta emiliana a dare al romanzo quella tinta inconfondibile che è l’autentica griffe dell&#8217;autore.&#8221; </em>(Roberto Barbolini)</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno del dinosauro &#8211; Una difesa della cultura</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:29:33 +0000</pubDate>
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Ci deve essere una strada per coniugare progresso tecnologico e cultura. E non voglio tornare indietro: voglio andare avanti, in un mondo che abbia [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3904" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/Ritorno_del_dinosauro3051_img.jpg" alt="Ritorno_del_dinosauro.jpg" width="175" /> <em>«Mi sembrano vecchi quelli che pensano che la conoscenza della storia, della letteratura del passato, dei processi sociali e culturali che ci hanno preceduto non servano per vivere nel presente. </p>
<p>Ci deve essere una strada per coniugare progresso tecnologico e cultura. E non voglio tornare indietro: voglio andare avanti, in un mondo che abbia più cultura, più consapevolezza, più coscienza di sé.</p>
<p>Mi ribello perché senza ribellione c&#8217;è accettazione, e se non ci si riscuote, si soccombe. Se non si riflette, si progetta, si analizza e si critica, allora sì che si è estinti.» </em></p>
<p>Così si esprime Piero Dorfles, lui che appartiene a una generazione che è cresciuta e si è formata prima dell&#8217;avvento dei computer. </p>
<p>Osserva come il declino del valore della cultura, che trova un terreno fertile nell&#8217;espansione delle nuove tecnologie, ha avuto un&#8217;enorme influenza sui processi della comunicazione e dell&#8217;istruzione, oltre che sulla nostra identità e sui rapporti personali.</p>
<p>Con ironia precisa però di non essere un conservatore contrario al progresso, di cui riconosce le importanti conquiste, ma vuole ribellarsi alla massa che soccombe al corso<span id="more-3902"></span> degli eventi, perdendo la consapevolezza della propria cultura e snobbando la conoscenza storica, letteraria, dei processi sociali che ci hanno preceduto.</p>
<p>Per combattere questa atrofia mentale, l’autore propone appunto “Il ritorno del dinosauro”, la riscoperta dell’arte, del cinema, della lettura, che spesso riescono a trasmettere più consapevolezza di un saggio filosofico. </p>
<p>Nel prescrivere questa ricetta, non manca di criticare il sistema mass-mediatico dei nostri giorni, che obbedisce troppo spesso ai freddi calcoli dell’audience senza prestare la giusta attenzione ai contenuti. </p>
<p>Tale osservazione si sviluppa tuttavia senza tralasciare il confronto con la storia trascorsa, dalla quale è necessario imparare, ribadendo la massima per cui il presente è frutto del passato. Prendendo spunto dal cinema, dalla televisione e dai fumetti, Piero Dorfles ci aiuta a capire come le contraddizioni della modernità rischiano di impoverire la nostra vita interiore e il nostro ruolo sociale. </p>
<p>Quello che propone <em>Il ritorno del dinosauro</em> è una prospettiva in cui la cultura può rappresentare un antidoto  all&#8217;involuzione in corso. Perché in un contesto in rapidissima mutazione, solo la cultura &#8211; ovvero saper progettare il futuro senza perdere il contatto con le nostre radici &#8211; può aiutarci a compiere scelte consapevoli e dare un senso e una direzione alla nostra  esperienza.</p>
<p>Questa lettura è dunque la raccolta delle riflessioni ironiche, ma amare, di un &#8220;dinosauro&#8221; che osserva la società italiana con lo sguardo critico di chi ha ancora la consapevolezza della propria storia e della propria cultura.</p>


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		<title>Just Kids</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:37:44 +0000</pubDate>
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Il 9 giugno scorso è uscita la versione italiana di Feltrinelli del libro di Patti Smith, intitolato Just Kids a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che l&#8217;icona rock [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3857" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/5pattismith.jpg" alt="Just_Kids.jpeg" width="175" /> La sacerdotessa &#8220;maudite&#8221; del rock non smette di raccontarci storie di  passioni, amore e libertà&#8230; questa volta in una versione autobiografica davvero imperdibile. </p>
<p>Il 9 giugno scorso è uscita la versione italiana di Feltrinelli del libro di Patti Smith, intitolato <em>Just Kids</em> a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che l&#8217;icona rock degli Anni Settanta non è soltanto una cantante, ma una vera artista, versatile nei suoi interessi e nelle sue attività: poetessa, fotografa, pittrice e attivista politica e adesso scrittrice.</p>
<p>Definito dal New York Times come <em>“Il ritratto più incantevole e  divertente della New York funky-ma-chic degli anni a cavallo fra i ‘60 e  i ‘70, un racconto che nessuno aveva mai osato scrivere”</em>, il libro racconta la fine degli anni Sessanta a New York, quando la futura cantante e poetessa conobbe Robert Mapplethorpe, con cui convisse a lungo. </p>
<p>La Smith scrive che promise all’ex-amante, diventato amico del cuore, che un giorno avrebbe scritto la loro storia.</p>
<p>Patti Smith nel suo libro ripercorre i sentieri che dall’infanzia a Chicago la portano a New York, dove incontra Robert  Mapplethorpe, fotografo estremo che con lei intreccia un<span id="more-3856"></span> cammino di arte, di devozione e di iniziazione. </p>
<p>Quando si incontrano a New-York hanno 20 anni, zero soldi e nemmeno una casa, ma tanti sogni. Insieme scoprono che rock, politica e sesso sono gli ingredienti essenziali della rivoluzione a venire. </p>
<p>Insieme vivono una storia romantica, fino a quando lui scopre di essere gay. Ma, anche se non sono più fidanzati, il loro rapporto non perde di romanticismo e tenerezza: diventano molto più che amici, anime inseparabili, fino a quando lui non muore di AIDS nel 1989. </p>
<p>Il vero collante tra Patti e Robert è l’amicizia. Un’amicizia rara, pura, preziosa. Un patto esplicito di reciproco sostegno, fondato sulla condivisione di sogni, di  visioni, di idee. Di arte. Fino alla morte.</p>
<p><em>Just Kids</em> è un libro-confessione in cui compaiono alcuni miti come Janis Joplin o Jimi Hendrix, creando un&#8217;affascinante ritratto della New-York della fine degli anni Sessanta. </p>
<p>Il libro esce mentre l&#8217;artista è attualmente in Italia: ha presentato pochi giorni fa <em>Just Kids</em> alla Feltrinelli di Milano e sarà in concerto il 28 luglio ad Ostia Antica per il tour intitolato <em>We Shall Live Again</em>, dove si esibirà in compagnia di sua figlia al pianoforte.</p>


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		<title>La moglie sbagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:08:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicato nel novembre del 2008 dalla Harper Collins Publishers con il titolo di Family Planning, il romanzo  d’esordio del giovanissimo autore, Karan Mahajan, arriva nelle librerie italiane con il titolo di La moglie sbagliata.
E&#8217; stato accolto con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico ed è stato proclamato dal New York Times come uno [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3978" title="La-moglie-sbagliata" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/La-moglie-sbagliata.jpg" alt="La-moglie-sbagliata" width="175" />Pubblicato nel novembre del 2008 dalla Harper Collins Publishers con il titolo di <em>Family Planning</em>, il romanzo  d’esordio del giovanissimo autore, Karan Mahajan, arriva nelle librerie italiane con il titolo di <em>La moglie sbagliata</em>.</p>
<p>E&#8217; stato accolto con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico ed è stato proclamato dal <em>New York Times</em> come uno dei migliori esordi dell’anno.</p>
<p>Karan Mahajan è nato nel 1984 ed è cresciuto a New Delhi, si è poi laureato alla Stanford University ed oggi vive a Brooklyn. Come sottolinea The Washington Post &#8220;ha solo ventiquattro anni, ma la sua voce è già unica e irrestibile.&#8221;</p>
<p>In effetti, è impressionante il fatto che un ragazzo così giovane abbia scritto una saga familiare di queste proporzioni, una storia complessa ambientata nel frenetico ritmo della capitale dell’India, regalandoci un ritratto rovente della vita familiare moderna.</p>
<p>Rakesh Ahuja è seduto nella tenda matrimoniale e aspetta la futura  sposa. L&#8217;ha vista solo una volta, quando è andato a incontrarla nella casa dei suoi genitori. Ma non appena la ragazza si accomoda accanto a lui, gli occhi che intravede tra le frange d&#8217;oro non sono<span id="more-3891"></span> quelli che si aspettava di guardare.</p>
<p>Le piccole conchiglie delle orecchie non sono le stesse, i lineamenti non hanno la medesima armonia e le labbra sono troppo sottili. Sangita non è la donna che lui ha scelto. </p>
<p>Rakesh è come paralizzato, ma sa che ormai è tardi per tirarsi indietro, il disonore sarebbe troppo grande. I due girano intorno al fuoco rituale: ora sono marito e moglie e si dovranno amare.</p>
<p>Molti anni sono passati da quel giorno e, nonostante tutto, tredici figli si sono susseguiti uno dietro l&#8217;altro. Tredici bambini che combattono senza sosta per avere le attenzioni di un padre spesso assente. </p>
<p>Un padre che si dedica con maggiore impegno alla sua carica di ministro dello Sviluppo urbano e alla costruzione dei cavalcavia che stanno invadendo New Delhi, piuttosto che allo sciame di ragazzini che lo insegue ogni mattina.</p>
<p>L&#8217;unico per cui Rakesh è disposto a fare un&#8217;eccezione è Arjun, il più grande, un sedicenne ribelle, con in testa il folle desiderio di suonare come il suo idolo, Bryan Adams. </p>
<p>È negli occhi del figlio, neri, profondi e sognanti, e solo in quelli, che  Rakesh rivede il fuoco della passione, i bianchi inverni del Vermont e un tempo in cui non aveva paura di combattere tutte le convenzioni per amore. Un amore segreto, un amore di cui nessuno più si ricorda, tranne  lui.</p>
<p><em>La moglie sbagliata</em> è la fulminante opera d&#8217;esordio del  giovanissimo autore Karan Mahajan. Sulllo sfondo di una Delhi caotica e di cui si avverte incredibilmente il respiro, Mahajan dipinge, con uno stile originalissimo dai toni agrodolci e irriverenti,  un convincente affresco di una famiglia indiana di oggi, divisa tra modernità e antiche tradizioni.</p>


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