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	<title>Ok Libri . com &#187; Giallo</title>
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		<title>Cartoline di morte</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 11:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando la &#8220;first lady&#8221; del giallo svedese si unisce all&#8217;autore americano di thriller più venduto al mondo, il risultato si chiama Cartoline di morte, un libro veramente impressionante, da non perdere! Liza Marklund e James Patterson hanno quindi scritto a quattro mani questo thriller, pubblicato in Italia da Longanesi nel giugno scorso. La trama che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5033" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/th250x250_cartolinedimorte3318_img.jpg" alt="cartoline_di_morte.jpg" width="175" />Quando la &#8220;first lady&#8221; del giallo svedese si unisce all&#8217;autore americano di thriller più venduto al mondo, il risultato si chiama <em>Cartoline di morte</em>, un libro veramente impressionante, da non perdere!</p>
<p>Liza Marklund e James Patterson hanno quindi scritto a quattro mani questo thriller, pubblicato in Italia da Longanesi nel giugno scorso.</p>
<p>La trama che hanno scelto di raccontare si svolge intorno a delle giovani coppie in viaggio di nozze, belle e felici, che qualcuno si diverte sadicamente ad uccidere mentre girano nelle più importanti capitali europee.</p>
<p>Qualcuno che, dopo averli uccisi, ricompone i cadaveri in pose stravaganti e poi li fotografa con una Polaroid, inviando successivamente la fotografia a un giornalista del quotidiano  locale.</p>
<p>Ma questo giornalista sa cosa l&#8217;aspetta, perché l&#8217;assassino ha provveduto a mandargli una cartolina qualche giorno prima&#8230; una cartolina di morte, per l&#8217;appunto.</p>
<p><span>Jacob Kanon, detective del NYPD, è l&#8217;unico  sulle tracce del killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si  arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto<span id="more-5031"></span> personale per  fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. </span></p>
<p><span>Stoccolma potrebbe essere l&#8217;ultima tappa della catena di omicidi. Tutto  dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei  ha ricevuto l&#8217;ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon,  prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. </span></p>
<p>La giornalista svedese e il detective americano si metteranno sulle  tracce del pazzo serial killer, ma non sarà  facile percorrere il tortuoso cammino che li porterà ad individuare il  misterioso assassino…</p>
<p>Il romanzo, che nasce della collaborazione di due autori diversi nello stile di scrittura, è un libro costruito in brevi capitoli che si dipanano ad un ritmo vertiginoso, se  possibile, anche più rapidamente dei soliti bestseller di Patterson. È veramente ben costruito con abili colpi di scena e una suspense che impedice al lettore di lasciare il libro prima di essere arrivato all&#8217;ultima pagina.</p>
<p>L&#8217;autrice svedese dice a proposito della realizzazione di questo giallo:<em>“Scrivere questo libro è stato  molto divertente. La storia è violenta, emotiva e veloce ed è molto  eccitante lavorare con un autore intelligente e creativo come James  Patterson, il quale non è solo eccezionalmente intelligente e  divertente, ma anche incredibilmente umile.”</em></p>


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		<title>Apocalisse</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“&#8230; e di nuovo Francesco e Cora non lo sentirono”. E’ estate e, come tante altre volte, Francesco e Cora partono per le vacanze, si dirigono in un paesino di campagna, Buffalora, a qualche ora di macchina dalla città. Partono di buon’ora non badando ai rintocchi di una campana e ai piccoli inconvenienti che capitano [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-5007" title="Apocalisse" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/Apocalisse.jpg" alt="Apocalisse"  width="175" />“&#8230; e di nuovo Francesco e Cora non lo sentirono”.</em></p>
<p>E’ estate e, come tante altre volte, Francesco e Cora partono per le vacanze, si dirigono in un paesino di campagna, Buffalora, a qualche ora di macchina dalla città.</p>
<p>Partono di buon’ora non badando ai rintocchi di una campana e ai piccoli inconvenienti che capitano lungo la strada, come per esempio scordarsi di fare benzina o l’accendisigari che non funziona<em>&#8230;</em> non sono certo queste piccolezze a scoraggiare la coppia.</p>
<p>La casa in campagna è stata arredata con tutto l’occorrente per dipingere, scrivere, leggere e ascoltare musica, interessi che di solito i due devono mettere da parte per via del lavoro e altri impegni.</p>
<p>L’estate inizia con un caldo afoso, poi all’orizzonte si vedono i primi nuvoloni e tutti aspettano la pioggia con impazienza, intanto i piccoli inconvenienti si susseguono, ma loro pensano a un caso, non notano le reazioni di chi li vede passare e non sentono gli altri rintocchi di campana.</p>
<p>Non tengono conto del fatto che  la caffettiera, la cucina, l’impianto elettrico non funzionano come dovrebbero  ma, dopo tutto, quella è una casa da cui mancavano da tanto tempo! Una volta che, rincasando, trovano il piano di sopra completamente messo a soqquadro<span id="more-5000"></span> da uno stormo di uccelli, ecco, questo non si può spiegare come una casualità e devono fermarsi davanti all’evidenza e alla stranezza dei fatti.</p>
<p>In pratica non ci si sente più sicuri né tra le mura domestiche né fuori, tra una natura apparentemente tranquilla e ancora poco contaminata. Mentre cenano in giardino con un’altra coppia vicina di casa, sono attaccati dai serpenti, il giorno seguente comincia a diluviare, la casa dei loro amici viene invasa da animali e vegetali, come se fossero stati assenti non una notte, ma interi anni. Qualche giorno dopo, senza apparente motivo, si ha un’esplosione in un’altra casa del vicinato.</p>
<p>Si rendono conto che la natura ha iniziato ad accelerare il suo corso lasciandoli indietro ma anche gli elettrodomestici e tutti quegli oggetti inanimati che di solito rendono la vita più semplice hanno acquistato una propria volontà: quella di distruggere la vita in quel paesino isolato o forse nell’intero mondo.</p>
<p>In un susseguirsi sempre più catastrofico di eventi, sembra che gli unici due fortunati siano proprio loro due, i protagonisti che, per un caso o per un’altro, sembrano sempre scamparla; ci si chiede chi siano, ma è un pensiero fugace, che rimane in sospeso mentre la storia continua tra nuovi imprevisti e altre catastrofi.</p>
<p>Com’è tipico di Tiziano Sclavi qualche citazione illustre non può mancare, (ad esempio il chiaro richiamo ad Hitchcock con gli uccelli che devastano la casa), la fine non risolve i misteri e contemporaneamente dà più di una chiave d’interpretazione, si rimane sempre col dubbio che sia stato un sogno dei due protagonisti o qualcosa che è accaduto veramente e, come quasi ci si aspetta, rimane il punto interrogativo su Cora e Francesco, chi sono? Che ruolo hanno avuto in tutti i fatti accaduti, sono stati solo spettatori?</p>


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		<title>Il traditore di Versailles</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 08:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4817" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/7445_IltraditorediVersailles_1285344978.jpg" alt="Il_traditore_di_Versailles.jpeg" width="175" />Ecco arrivato nelle librerie italiane l&#8217;ultimo libro di Arnaud Delalande, giovane autore francese nato nel 1972 che alterna l&#8217;attività di scrittore con quella di sceneggiatore.</p>
<p>Dopo il successo ottenuto con <em>La trappola di Dante</em> (Nord, 2007), è considerato uno degli autori francesi più promettenti nel campo del romanzo storico-avventuroso e del giallo, grazie al suo stile  coinvolgente e alla suspense che percorre le vicende narrate nelle sue opere.</p>
<p>Versailles, 1774. Giocatore d&#8217;azzardo, spadaccino ed ex spia del Doge di Venezia, Pietro Viravolta ha abbandonato la Serenissima per entrare nel Segreto del Re, una rete d&#8217;informatori al servizio di Luigi XV.</p>
<p>Perciò non è sorpreso quando il duca d&#8217;Aiguillon, ministro della corona, lo convoca d&#8217;urgenza a corte per far luce sul brutale omicidio di una giovane donna.</p>
<p>Tuttavia non può immaginare ciò che l&#8217;assassino ha lasciato accanto al cadavere: un&#8217;elegante edizione delle opere di La Fontaine e una pergamena, sulla quale sono stati vergati<span id="more-4816"></span> col sangue i titoli di dieci favole e una firma, <em>&#8220;Il Favolista&#8221;</em>.</p>
<p>Il messaggio è chiaro: qualcuno si appresta a compiere una serie di omicidi, inscenando macabre rappresentazioni delle opere del celebre autore. E c&#8217;è un altro dettaglio, ancora più sconcertante: quattro anni prima, lo stesso Viravolta aveva ucciso un agitatore politico che si faceva chiamare Il Favolista&#8230;</p>
<p>In bilico tra lo sfarzo abbagliante di Versailles e gli oscuri meandri di una nobiltà inquieta, la spia veneziana verrà risucchiata in un vortice di tradimenti, inganni e morti efferate, un vortice che potrebbe cambiare il destino del regno di Francia&#8230;</p>


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		<title>L&#8217;istinto del sangue</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo ben sette romanzi di successo, lo scrittore Jean-Christophe Grangé può vantarsi di fare parte della categoria dei dieci autori più venduti in Francia e di condurre con fred Vargas e Franck Thilliez il trio vincente del thriller ad alta tiratura. Non solo piace ai lettori e ai critici letterari, ma i suoi libri sono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4920" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/l-istinto-del-sangue-2732157.jpg" alt="l-istinto-del-sangue.jpg" width="175" />Dopo ben sette romanzi di successo, lo scrittore Jean-Christophe Grangé può vantarsi di fare parte della categoria dei dieci autori più venduti in Francia e di condurre con fred Vargas e Franck Thilliez il trio vincente del thriller ad alta tiratura.</p>
<p>Non solo piace ai lettori e ai critici letterari, ma i suoi libri sono stati anche adattati per il grande schermo; basti ricordare il clamoroso successo nel 2000 del film <em>I fiumi di porpora</em> con Jean Reno e Vincent Cassel.</p>
<p>Lo scrittore proviene dal giornalismo impegnato, per una decina di anni ha lavorato come reporter di <em>Le Figaro Magazine</em> e ammette di aver sempre attinto ai auoi ricordi e ai reportage realizzati per scrivere i suoi libri.</p>
<p>Con la sua ultima fatica letteraria <em>L&#8217;istinto del sangue</em> (titolo originale <em>La Forêt des Mânes</em>), l&#8217;autore prosegue la sua riflessione sull&#8217;esistenza del male nel genere umano, partita con <em>La linea nera</em> e <em>Il giuramento</em>, chiudendo così un&#8217;ideale trilogia sulle origini del male. </p>
<p>Tuttavia il libro può essere letto indipendentemente dagli altri due, poiché le tre storie sono completamente separate. Riesce ancora una volta a sorprendere con personaggi molto complessi, una trama mozzafiato arricchita da una solida base di ricerche storiche (le rivoluzioni in America Latina) e scientifiche (l’evoluzione dell’uomo e la psicoanalisi)<span id="more-4866"></span> e un finale che davvero non ti aspetti.</p>
<p>È anche un romanzo d&#8217;avventura e di iniziazione, considerato che la sua protagonista Jeanne Korowa è un giudice istruttore che si trova coinvolto in un&#8217;indagine che da Parigi la condurrà nelle foreste dell&#8217;America Centrale sulle tracce di un assassino seriale che si diverte a smembrare i corpi delle sue vittime, divorandone le parti migliori. Qualcuno pensa a una creatura della preistoria sfuggita a qualsiasi logica evoluzionista, qualcuno invece punta il dito contro un ragazzo autistico cresciuto in Argentina tra antiche superstizioni e cannibalismo&#8230;</p>
<p>Jeanne Korowa, la protagonista, è il perfetto personaggio alla Grangé, dinamico e brillante con un passato ingombrante, un&#8217;autentica parigina per desiderio dello scrittore. <em>&#8220;E&#8217; la prima volta, riconosce quest&#8217;ultimo, che mi infilo nella testa di una donna come questa&#8221;.</em> Una donna in carriera, tanto abile nel risolvere i casi quanto a complicarsi  la vita sentimentale, che, determinata a trovare il filo rosso che  lega i brutali omicidi compiuti su tre donne, tutte assassinate attraverso una sorta di rituale primitivo, dovrà affrontare un lungo viaggio fino al cuore dell&#8217;America latina, in una discesa negli inferi della follia che tiene con il fiato sospeso fino all&#8217;ultima sconcertante verità.</p>
<p><em>L&#8217;istinto del sangue</em> è uscito a maggio scorso in Italia pubblicato da Garzanti Libri: in soli due mesi in Francia ha esaurito le 300.000 copie della prima tiratura e ha immediatamente sedotto lettori e critica per la tensione che riesce a infondere nelle vene di tutti coloro che si immergono nell’oscura profondità delle sue atmosfere.</p>
<p>Come commenta il Figaro Litteraire: <em>&#8220;Non manca nulla: la suspense gestita magistralmente, i vari elementi della trama così sapientemente incastrati tra di loro e i personaggi, convincenti, credibili, originali.»</em></p>


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		<title>Io uccido</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non importa quanto tu sia bravo, c’è sempre qualcuno migliore di te “. Il giallo di Giorgio Faletti è ambientato tra Montecarlo, Nizza e altri paesini della Costa Azzurra, posti noti di solito per il turismo di personaggi famosi e ricchi possidenti che sfilano agli ingressi dei locali alla moda o a feste di beneficienza. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4929" title="io-uccido" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/io-uccido.jpg" alt="io-uccido" width="175" />“Non importa quanto tu sia bravo, c’è sempre qualcuno migliore di te “.</em></p>
<p>Il giallo di Giorgio Faletti è ambientato tra Montecarlo, Nizza e altri paesini della Costa Azzurra, posti noti di solito per il turismo di personaggi famosi e ricchi possidenti che sfilano agli ingressi dei locali alla moda o a feste di beneficienza.</p>
<p>Questa volta, Montecarlo, balza agli onori della cronaca per una serie di delitti tutti compiuti con la medesima freddezza e meticolosità dalla stessa persona che prima di colpire, si annuncia durante la trasmissione radiofonica di Jean-Loup Verdier, giovane e capace dj di radio Montecarlo.</p>
<p><em>Nessuno</em>, come l’assassino chiama se stesso, ha una conoscenza musicale enciclopedica e fornisce degli indizi attraverso un brano, più o meno noto; fortunatamente anche la radio ha il suo esperto di musica, grazie a lui il commissario Hulot della polizia monegasca e il suo vecchio amico, un agente a riposo dell’FBI Frank Ottobre, studiano la versione particolare proposta o del particolare concerto in cui è stata registrata e da qui cercano di capire chi sia la vittima designata dal killer.</p>
<p><em>Nessuno</em> non si limita a uccidere, ma si dedica ogni volta a un macabro rituale che rende irriconoscibile la vittima, per poi ribadire, scrivendo col sangue: <em>“Io uccido”</em>, il verbo<span id="more-4924"></span> al presente implica che lo ha fatto in passato e continuerà fin quando qualcuno non riuscirà a fermarlo.</p>
<p>Sembra quasi che preannunci ogni omicidio sperando che qualcuno sia più bravo e veloce di lui e lo fermi. Quelle morti sono il suo modo di chiedere aiuto e anche se gli investigatori gli darebbero più volentieri una lezione coi fiocchi, pur di risparmiare altre vite innocenti, sono pronti a inseguirlo, a capire il suo inferno interiore, solo per poterlo fermare.</p>
<p>Nel passato dei due investigatori e anche dell’assassino c’è un evento traumatico cui ognuno reagisce o si lascia andare a modo suo, a seconda della forza che trova dentro di sé e di chi gli sta intorno. <em>Nessuno</em>, è colui che sembra lasciarsi andare più di tutti, il più debole, il più solo tanto da arrivare alla malattia&#8230; a dir la verità ci sono varie persone che avrebbero bisogno di un valido supporto psichiatrico, ma lui è l’unico che ne è cosciente a differenza degli altri.</p>
<p>Faletti, a volte, si dilunga con troppi particolari nelle storie antecedenti i fatti che hanno portato i protagonisti e le comparse al punto in cui sono. In molti hanno lamentato l’uso di scene e situazioni già viste ma, dopo tutto, avendo una serie di elementi, la cosa più importante è saperli amalgamare in modo da ottenere una storia interessante e trascinante.</p>
<p>Il lettore inizialmente si fa un’idea della situazione, poi viene abilmente distratto, confuso, portato fuori strada, rivede i propri  ragionamenti, si fa prendere dai dubbi, dalla curiosità di alcune piccole storie parallele come l&#8217;incontro scontro tra Frank Ottobre e la famiglia di una delle prime vittime dell&#8217;assassino&#8230; Ovviamente non dirò la fine! Forse non sarà una storia nuovissima e originalissima, ma rimane una trama avvincente che incuriosisce.</p>
<p>Baldini Castoldi Dalai editore</p>


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		<title>La caccia al tesoro</title>
		<link>http://www.ok-libri.com/2010/09/16/la-caccia-al-tesoro/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 10:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andrea Camilleri]]></category>
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		<description><![CDATA[A maggio scorso, dopo neanche due mesi dall&#8217;uscita del romanzo Il nipote del Negus, Camilleri tornava con un nuovo capitolo della saga del commissario Montalbano, il sedicesimo capitolo per essere esatti, intitolato La caccia al tesoro. Ma questa volta all&#8217;inizio della storia c&#8217;è un qualcosa di insolito nell&#8217;atmosfera del commissariato di Vigàta: un torpore inerte [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4413" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/la-caccia-al-tesoro.jpg" alt="la caccia al tesoro.jpeg" width="175" /> A maggio scorso, dopo neanche due mesi dall&#8217;uscita del romanzo <em>Il nipote del Negus</em>, Camilleri tornava con un nuovo capitolo della saga del commissario Montalbano, il sedicesimo capitolo per essere esatti, intitolato <em>La caccia al tesoro. </em></p>
<p>Ma questa<em> </em>volta all&#8217;inizio della storia c&#8217;è un qualcosa di insolito nell&#8217;atmosfera del commissariato di Vigàta: <span>un torpore inerte invade il luogo e, mentre </span>Catarella adesso incespica tra rebus e cruciverba, Montalbano  legge un romanzo di Simenon e, distratto, va sfogliando una vecchia  annata della &#8220;Domenica del Corriere&#8221;.</p>
<p>Nessun fatto violento o cruento, neanche di scarsa entità: il risultato è che Montalbano che non sa come passare il tempo.<br />
La sua noia viene disturbata ogni tanto dalle chiamate della sua suscettibile fidanziata Livia, che appare sempre più lontana.</p>
<p><span>Eppure un diversivo arriva attraverso la strana comparsa di bambole gonfiabili, la prima nell&#8217;appartamento di </span><span>due anziani bigotti, fratello e sorella che </span>a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La seconda <span>ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, trovata poi in un cassonetto della spazzatura.<span id="more-4410"></span> </span></p>
<p><span>A questo fatto, giudicato inizialmente dal commissario come una stravaganza, vengono ad aggiungersi altri elementi che fanno di questa nuova avventura del commissario una storia noir, davvero inquietante e cruenta: </span>lettere anonime che in giochi enigmistici invitano il commissario ad una strana e poco credibile <span>caccia</span> al <span>tesoro</span>,  la scomparsa di una giovane e bella ragazza; e la presenza di un giovane aspirante  epistemologo preciso indentico a un Harry Potter, interessato al funzionamento del cervello di Montalbano quando conduce un’indagine; tutti questi elementi sparsi e apparentemente slegati tra  loro trovano la giusta collocazione.</p>
<p>Intorno a lui, ad accompagnarlo nel rimettere a posto tutti pezzi del puzzle, ritroviamo i soliti personaggi: Fazio, Mimì Augello, Gallo, Galluzzo e la svedese Ingrid cristallizzati nei loro ruoli, nonché Adelina e Enzo e la loro indispensabile e saporita cucina.</p>
<p>L&#8217;intero romanzo è però attraversato dalla malinconia e la solitudine che invadono sempre più spesso il commissario di Vigàta che, giunto all&#8217;età di 57 anni, s’interroga e si analizza sempre più nel profondo, a conferma che sta diventando vecchio.</p>
<p>Da notare anche un tono decisamente più cruento rispetto ai precedenti libri della serie, anche se viene  alleggerito degli equivoci che la presenza delle bambole genera in Adelina e Ingrid nella prima parte del romanzo.</p>
<p>La caccia al tesoro è sicuramente un episodio di Montalbano molto scorrevole e altamente godibile.</p>


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		<title>I quattro fiumi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 15:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato pubblicato a maggio da Einaudi I quattro fiumi, la prima graphic novel firmata dall’autrice Fred Vargas e illustrata dall’artista francese Edmond Baudoin. Se la prima è ormai conosciuta e apprezzatissima in Italia, occorre precisare che il secondo, disegnatore famoso in Francia, ha pubblicato una quarantina di libri, è autore e sceneggiatore, e ha disegnato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4300" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp31.jpeg" alt="i_quattro_fiumi.jpeg" width="175"  />È stato pubblicato a maggio da Einaudi <em>I quattro fiumi</em>, la<strong> </strong>prima graphic novel firmata dall’autrice Fred Vargas e illustrata dall’artista francese Edmond Baudoin.</p>
<p>Se la prima è ormai conosciuta e apprezzatissima in Italia, occorre precisare che il secondo, disegnatore famoso in Francia, ha pubblicato una quarantina di libri, è autore e sceneggiatore, e ha disegnato su testi di, tra gli altri, Le Clézio, Fred Vargas, L’abbé Pierre, Céline, Wagner, Tahar Ben Jelloun. In poche parole, viene considerato un maestro dell&#8217;illustrazione&#8230;</p>
<p>Diciamolo subito, questa collaborazione ha prodotto un risultato molto riuscito: i tratti decisi ed essenziali, i contrasti netti tra luci ed ombre, le forme delineate con forza, la profondità delle tavole di Baudoin catturano le atmosfere dei misteri di Fred Vargas, arricchendo il testo con strisce animate.</p>
<p>Finalmente il commissario Jean-Baptiste Adamsberg, creato dalla regina del giallo Fred Vargas, ha un volto!</p>
<p>Al centro della narrazione si trovano due ragazzini della banlieue parigina che passano le giornate a scorrazzare per i vicoli in rollerblade e in moto. Grégoire, perennemente sui roller, e Vincent, col sedere sempre incollato alla motocicletta, sono due ragazzini<span id="more-4299"></span> della banlieue parigina come tanti. </p>
<p>Ma una sera commettono un grave errore. E rubano la cosa sbagliata. Ovvero lo zaino di un vecchio. Dentro, ci trovano 30.000 euro. Ma anche molti altri strani oggetti che saranno identificati solo in seguito: una scatoletta con dei denti umani frantumati, fialette rosso sangue e qualche tarocco. </p>
<p>Quella stessa sera Vincent viene assassinato nella sua casa. Con quattro lunghe coltellate alla coscia. E  Grégoire, stupidamente, pensa di potersela cavare fuggendo sui pattini… Ma quel delitto, rilflette Adamsberg, sa molto di gesto rituale e potrebbe anche segnare il ritorno dell’assassino soprannominato  l’Ariete. Se fosse cosí, Grégoire avrebbe le ore contate.</p>
<p><em>I quattro fiumi</em> costringe il lettore a diventare osservatore, così come l’investigatore. Non basta leggere ma occorre anche aguzzare la vista, altrimenti si rischiano di perdere particolari importanti ai fini della storia. </p>
<p>Il tratto di Baudoin non toglie spazio al meccanismo narrativo. A volte lo completa, mai lo sovrasta, lascia che siano le parole a completare i suoi ritratti, minimalisti, spesso volutamente abbozzati. Il segno di Baudoin si mette al servizio della fantasia di Fred Vargas. </p>
<p>Una delle più riuscite forme di graphic novel pubblicate fino a questo momento in Italia. Il lettore rimane attaccatto alla pagina, al bianco e nero. Un&#8217;impaginazione equilibrata e mai scontata crea un ritmo nella lettura. </p>
<p>Come riassume il giornale <em>Le Monde</em>: «Con <em>I quattro fiumi</em> due artisti hanno dialogato nel corso di oltre un anno per offrire al lettore un romanzo del tutto nuovo. Il pennello e il magnifico tratto di Baudoin, nel donare un volto ai personaggi, nell&#8217;esplorare forme, ritmi e movimenti, esaltano la singolarità dello stile e dell&#8217;universo letterario, dello humour pungente e del capovolgimento delle prospettive tipici dei lavori di Fred Vargas».</p>


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		<title>Camilla e il Rubacuori</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna in libreria Camilla Cagliostri, il fortunato personaggio creato da Giuseppe Pederiali, con il suo ultimo romanzo intitolato Camilla e il Rubacuori. Dopo il romanzo medioevale La vergine napoletana, l&#8217;autore ritorna alla brillante e sensuale ispettrice sguinzagliata sulle tracce di un efferato serial killer. Ed è davvero con prodigiosa abilità che Pederiali alterna i generi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3900" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp28.jpeg" alt="Camilla e il rubacuori.jpeg" width="175" /> Torna in libreria Camilla Cagliostri, il fortunato personaggio creato da Giuseppe Pederiali, con il suo ultimo romanzo intitolato Camilla e il Rubacuori. </p>
<p>Dopo il romanzo medioevale <em>La  vergine napoletana</em>, l&#8217;autore ritorna alla brillante e sensuale ispettrice sguinzagliata sulle tracce di un efferato serial killer. </p>
<p>Ed è davvero con prodigiosa abilità che Pederiali alterna i generi e ci regala ogni anno romanzi diversissimi tra loro.</p>
<p>In questa nuova avventura, Camilla Cagliostri ha due problemi: l&#8217;arrivo del nuovo questore a Modena, il quale vuole rimetterla in riga perché Camilla è una poliziotta molto brava, ma conduce le indagini alla sua maniera, con molta spregiudicatezza. </p>
<p>Secondo problema, c&#8217;è una nuova difficile inchiesta: due belle ragazze sono state ferocemente mutilate e uccise da un serial killer. </p>
<p>E&#8217; conosciuto con il nome di Rubacuori e questo soprannome affibbiatogli va preso alla lettera: uccide ragazze in serie per strappare loro il cuore e conservarlo gelosamente per il fatto che, secondo lui, sono colpevoli di non aver rispettato la purezza di quell&#8217;organo in cui<span id="more-3899"></span> risiedono i sentimenti.</p>
<p><em>“Sembra che gli scrittori di gialli riescano a scrivere quasi soltanto storie di delitti seriali” </em>osserva Camilla nel romanzo, quasi a bacchettare il suo stesso autore, “<em>forse perché è meno faticoso rispetto al giallo classico, alla Agata Christie, tanto per intenderci, dove servono una trama a orologeria e idee nuove. Con i serial killer le idee sono tutte ridotte a bassa macelleria.”</em></p>
<p>L’autoironia non fa difetto a Pederiali, che in realtà non riserva affatto ai suoi lettori una storia di bassa macelleria, ma come sempre si serve della cornice poliziesca per affrontare i temi più scottanti dell’attualità. </p>
<p>Il traffico internazionale di organi, lo smaltimento abusivo dei rifiuti tossici, le conseguenze della pulizia etnica in Bosnia sono solo alcune delle serissime questioni affrontate, che s’intersecano in vari modi con l’inchiesta dell&#8217;ispettrice Cagliostri.</p>
<p>In questa nuova avventura della sua indomita e spregiudicata poliziotta modenese, Pederiali dispensa con abilità suspense e colpi di scena, innesca divagazioni fino alla logica eppure sorprendente soluzione. </p>
<p>Ma, <em>&#8220;fra lusinghe del sesso e piaceri della tavola, è la tavolozza tutta emiliana a dare al romanzo quella tinta inconfondibile che è l’autentica griffe dell&#8217;autore.&#8221; </em>(Roberto Barbolini)</p>


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		<title>Un colpo di vento</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3888" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp27.jpeg" alt="Un_colpo_di_vento.jpeg" width="175" /><em> Un colpo di vento</em> è stato l&#8217;ultimo caso letterario in Germania, il bestseller rivelazione del 2009 che ha venduto 160.000 copie in pochi mesi. </p>
<p>Attraverso un racconto pubblicato dal Corriere della Sera nel febbraio scorso, il libro inizia a suscitare il meritato interesse anche nel nostro paese, oltre che nelle altre ventiquattro nazioni che hanno acquistato i diritti dell’opera alla Fiera del Libro di Francoforte. Dopo 3 mesi di febbrile attesa, il libro è arrivato in tutte le librerie italiane.</p>
<p>L&#8217;autore, Ferdinand von Schirach, nato a Monaco nel 1964, lavora come avvocato penalista a Berlino. </p>
<p>Nel corso della sua carriera si è occupato di alcuni dei crimini che hanno coinvolto maggiormente l&#8217;opinione pubblica tedesca, ed è proprio la sua esperienza che gli ha fornito il materiale che ha ispirato questo suo libro d&#8217;esordio; il che significa che i casi riportati nel libro sono veri. Ovviamente l&#8217;autore ha dovuto modificare i nomi, i luoghi, etc&#8230; in modo da rendere irriconoscibili i suoi  clienti. Tuttavia le persone hanno vissuto e visto ciò che il lettore legge.</p>
<p>Il titolo originale in tedesco si componeva di una sola parola, il verbo <em>Verbrechen</em>, &#8220;commettere un delitto&#8221;, non adatto per quello italiano, ma di certo più immediatamente esplicito del poetico <em>Un colpo di vento</em> e  più adeguato allo stile scarno ed essenziale del libro. <span id="more-3886"></span></p>
<p>Due citazioni (in apertura e chiusura del libro) bastano a far capire il senso che l&#8217;autore ha voluto dare alla sua impresa. La prima è del fisico Werner Heisenberg: <em>&#8220;La realtà della quale possiamo parlare non è mai la realtà “in sé”&#8221;</em>.</p>
<p>La seconda è presa dalla serie di quadri di Magritte, <em>&#8220;Ceci n’est pas une pomme&#8221;</em>- niente è mai quello che appare, o almeno non solamente quello, né le persone né i fatti. </p>
<p>Il lettore, come dice Pupi Avati commentando l&#8217;opera di Von Schirach, si trova davanti agli occhi &#8220;ritratti reali di individui che la cronaca descrive solo attraverso sbrigativi stereotipi&#8221; ed è condotto dalla bravura delllo scrittore a vederli sotto una nuova luce.</p>
<p>Sono undici racconti, undici casi di omicidio, furto, semplice violenza; uno stimato e irreprensibile medico di paese che amazza la moglie a colpi d&#8217;ascia dopo quarant&#8217;anni di matrimonio, che lascia dubbi sulla possibilità di consumare un delitto tanto efferato in un&#8217;atmosfera di calma apparente. </p>
<p>Una ragazza che uccide il fratello rimasto infermo dopo un incidente; un killer di professione ammazza due skinheads per legittima difesa e la fa franca (dopo aver appena eseguito un omicidio su commissione)&#8230;</p>
<p>Sono questi alcuni dei casi che l’avvocato penalista Ferdinand von Schirach ha raccolto, basati su situazioni di normalità in cui un colpo di vento può scatenare una follia criminale, casi che ci fanno dubitare di tutte le nostre idee fisse sul crimine e sulla colpa e sulla pena che deve essere comminata in base alla colpa. </p>
<p>Dalla sua posizione privilegiata di avvocato penalista, l’autore osserva quotidianamente gli orrori e le violenze della vita di tutti i giorni. Spacciatori, prostitute, skinhead, ma anche famiglie aristocratiche, ricchi uomini d’affari e insospettabili guardiani di museo diventano così i protagonisti di vicende semplicemente inspiegabili con la ragione.</p>
<p>Entrando in punta di piedi nelle vicende che racconta, l’avvocato von Schirach riesce a mostrarcele sotto una nuova luce, invitandoci a rivedere i pregiudizi sui criminali e sulle cause delle loro azioni, e a riflettere sul labile confine fra il bene e il male.</p>
<p>Grazie ad uno stile dell’esposizione degno dei migliori oratori (chiaro, essenziale, di una logica stringata, senza concessioni a divagazioni o barocchismi), Von Schirach ci conduce laddove ci vuole condurre &#8211; a meditare su che cosa sia la colpa, su chi sia veramente colpevole, sul valore e la funzionalità della pena (punizione? redenzione?), sulle possibilità della giustizia. </p>


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		<title>La rizzagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3853" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp26.jpeg" alt="La rizzagliata.jpeg" width="175" /><em> &#8220;Perché la politica questo è. Fumariti &#8216;na sicaretta che non ti piaci pirchì a quello che te l&#8217;ha offerta non vuoi, o non te la senti, di diri di no.&#8221;</em></p>
<p>Il giallo (non montalbaniano) di Andrea Camilleri, <em>La rizzagliata</em>, pubblicato nell&#8217;autunno scorso da Sellerio, ha  una storia piuttosto curiosa: infatti è arrivato in Italia un anno dopo l’uscita in Spagna, dove ha pure vinto un premio, il Premio Internacional de Novela Negra. </p>
<p>Il titolo in spagnolo suggerisce la difficoltà di trasporre il «vigatese», problema che conoscono bene tutti traduttori di Camilleri: in effetti, come rendere il titolo originale, che contiene un riferimento al <em>«rizzaglio»</em>, una rete in cui restano impigliati <em>«i pesci cchiù stùpiti o i cchiù lenti, pirchì quelli cchiù sperti, videnno le reti calare, si scansano ‘n tempo»</em>?</p>
<p>La scelta spagnola è stata quella di aggirare l&#8217;ostacolo con un titolo più semplice <em>La muerte de Amalia Sacerdote</em>. </p>
<p>La metafora del titolo è molto esplicita: il termine siciliano designa una rete a forma di campana da cui è difficile scappare, come non è facile sfuggire alla rete che il potere politico, economico e mediatico costruisce attorno a una persona, soprattutto se il pesce<span id="more-3852"></span> non è furbo e abile come chi ha lanciato il <em>rizzaglio</em>.</p>
<p>Per questo romanzo ambientato in Sicilia ai tempi nostri, tutto improntato sull’importanza positiva e negativa che può avere oggi l’informazione e su come questa possa in qualche modo influire notevolmente su certe situazioni, l&#8217;autore ha dichiarato di essersi ispirato ad un fatto di cronaca, il delitto di Garlasco. Per il resto è pura invenzione&#8230;</p>
<p>Ambientata a Palermo, la vicenda ruota attorno alla redazione della RAI siciliana: Michele Caruso, il direttore del telegiornale  regionale, e Alfio Smecca, il caporedattore della testata e suo più stretto collaboratore. Sin dalle prime battute tra i due si insinua un dubbio: è proprio necessario dare la notizia che circola per i corridoi della Procura, o forse sarebbe meglio tacere?</p>
<p>La questione è molto delicata: il giovane Manlio Caputo, figlio del leader del maggiore partito della sinistra siciliana, viene accusato dell&#8217;omicidio della sua fidanzata, Amalia Sacerdote, anche lei un cognome importante perché suo padre è il  segretario generale dell&#8217;Assemblea Regionale siciliana. </p>
<p>La ragazza è stata trovata morta a casa sua con il cranio fracassato da un pesante portacenere e quel cadavere crea non pochi problemi, per le rivalità politiche dei genitori dei due giovani e per le evidenti connessioni con i poteri economico, giudiziario, giornalistico e politico dell&#8217;isola, una rete solida e ben radicata nel territorio, dalla quale è impossibile sfuggire.</p>
<p>Camilleri cerca di far riflettere il lettore sul potere che ha la televisione nel creare opinione e nel dare o non dare  importanza a qualche evento, sull&#8217;intreccio disgustoso tra informazione, potere politico, potere economico e potere mafioso.</p>
<p>Il risultato è che la sensazione che il lettore trae dalla lettura, pagina dopo pagina, è quella di un cinismo diffuso, del valore pari a zero della vita delle persone e della visione pessimistica e dolorosa che lo scrittore siciliano ha dell&#8217;umanità: perché ne<em> La rizzagliata</em> non c&#8217;è un Montalbano che ristabilisce l&#8217;ordine, non c&#8217;è chi si indigna o propone una morale  diversa da quella dominante.</p>
<p>Quello che conta per questi personaggi è non crearsi dei nemici tra i potenti, è avere l&#8217;appoggio di chi conta, è usare l&#8217;informazione, la politica, e ogni forma di potere per interessi personali, usando le armi e l&#8217;omicidio senza alcun rispetto per i cittadini e per la verità come ricatto.</p>


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