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		<title>Persepolis</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gwenn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Persepolis è il primo fumetto iraniano mai realizzato, che nasce dalle matite di Marjane Satrapi nel 2000. 
L&#8217;opera viene pubblicata per la prima volta in Francia proprio nel 2000, divisa in 4 volumi.
Grazie a Persepolis, Marjane Satrapi vince il celebre premio Alph&#8217;Art du coup-de-cour al Festival di Angoulême del 2001, premio che trasforma l&#8217;opera [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2884" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/persepolis1.jpg" alt="persepolis1.jpeg" width="175" /> <em>Persepolis </em>è il primo fumetto iraniano mai realizzato, che nasce dalle matite di Marjane Satrapi nel 2000. </p>
<p>L&#8217;opera viene pubblicata per la prima volta in Francia proprio nel 2000, divisa in 4 volumi.</p>
<p>Grazie a <em>Persepolis</em>, Marjane Satrapi vince il celebre premio Alph&#8217;Art du coup-de-cour al Festival di Angoul</span>ê<span>me del 2001, premio che trasforma l&#8217;opera (e la sua autrice) in un vero e proprio caso letterario a livello internazionale. </p>
<p>In Italia <em>Persepolis</em> è stato pubblicato per la prima volta da Lizard Edizioni in 4 volumi, usciti tra il 2002 e il 2003 e presto esauriti. Nel maggio 2007 la Lizard decise di fare uscire l&#8217;edizione integrale dell&#8217;opera in un unico volume.</p>
<p>L&#8217;autrice Marianne Satrapi è nata nel 1969 a Rasht, in Iran. </p>
<p>Nel 1984, spinta dai suoi genitori ad allontanarsi dal proprio paese per tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, si trasferisce in Austria per frequentare il liceo francese di Vienna, poi da lì si reca in Francia, dove inizia la carriera di fumettista e illustratrice.</p>
<p>L&#8217;opera è un&#8217;autobiografia dell&#8217;autrice raccontata in un bianco e nero sobrio e puro, resa affascinante dall&#8217;umorismo di fondo e dal tono leggero dovuto alla distanza<span id="more-2882"></span> che l&#8217;autrice prende dalla vicenda, malgrado la gravità e la tragicità degli eventi narrati. </p>
<p>Racconta in prima persona la sua infanzia in Iran all&#8217;epoca della Rivoluzione Culturale, la sua adolescenza in Europa e il ritorno, piuttosto traumatico, in un Iran estremamente diverso da quello che ricordava. </p>
<p>In questo viaggio, Marjane presenta le figure chiave della sua vita, ovvero in primis i suoi genitori, ma anche sua nonna, i parenti progressisti, gli amici iraniani ed europei e il marito (da cui divorzierà prima di trasferirsi definitivamente in Europa, a Parigi).</p>
<p>Tuttavia, per ammissione della stessa Satrapi, il tutto è stato pensato e raccontato in funzione dei lettori:<em> &#8220;Persepolis è nato come fumetto per gli occidentali: ci sono moltissime spiegazioni sulla vita quotidiana che sono superflue per un lettore iraniano.”</em></p>
<p>Ne risulta un&#8217;opera intensa, che approfondisce temi politici e sociali, mescolandoli alla quotidianità, ma che soprattutto restituisce all&#8217;Occidente una visione dell&#8217;Iran troppo spesso ignorata: quello di una nazione densa e ricca di problemi, ma in fondo non troppo differente da un qualsiasi altro stato europeo.</span></p>
<p>L&#8217;autrice si è buttata nel fumetto senza conoscerne le tecniche. In un&#8217;intervista, Marjane Satrapi spiega il motivo di questa scelta: &#8220;<em>Non sono stata io a cercare il fumetto, è lui che è venuto a me. In maniera banale per di più: Christophe Blain era l&#8217;uomo della mia migliore amica a Parigi, cosi sono stata introdotta all&#8217;atelier des Vosges, dove si faceva fumetto [...] Volevo mettere per iscritto la mia storia, una volta per tutte, per ribattere ai pregiudizi sul mio Paese senza essere interrotta, così spinta dai miei amici ho appreso a fare fumetti per trovare il modo di esprimermi&#8221;.</em> </p>
<p>Questo fatto spiega anche l&#8217;incertezza delle prime tavole di <em>Persepolis</em> e la staticità del primo tomo o la caratteristica di Marjane di rappresentare piramidalmente la figura umana. </p>
<p>Consapevole di aver prodotto il primo fumetto iraniano mai realizzato, l&#8217;autrice racconta che non c&#8217;erano dunque modelli cui ispirarsi prima, e che in più lei non conosceva il fumetto in generale né, malauguratamente, i principi basilari dell&#8217;anatomia, dal momento che a Teheran i modelli per gli studenti d&#8217;arte erano coperti interamente dal chador. </p>
<p>Malgrado le difficoltà degli inizi, riconosce di aver trovato i modi narrativi migliori per esporre il suo punto di vista, nonché un mezzo espressivo che ha un&#8217;universalità che altri non hanno.</p>
<p>Nel 2007 è stato distribuito il film d&#8217;animazione <em>Persepolis</em>, scritto e diretto dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud, che è stato presentato, in italiano, nel 2008.</p>


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		<title>Un luogo incerto</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:00:22 +0000</pubDate>
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Ritroviamo l&#8217;ormai famoso commissario Adamsberg e i suoi colleghi di lavoro in una storia tra [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2937" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/vargas-un-luogo-incerto.jpg" alt="un-luogo-incerto.jpeg" width="175" /> <em>&#8220;Avevo voglia di una storia di vampiri, una bella storia di vampiri&#8221;</em> ha detto Fred Vargas a proposito del suo ultimo libro,<em> Un luogo incerto</em>, uscito in Italia l&#8217;anno scorso (<em>Un lieu incertain</em> in francese, 2008) e pubblicato da Einaudi. </p>
<p>Ritroviamo l&#8217;ormai famoso commissario Adamsberg e i suoi colleghi di lavoro in una storia tra Londra, Parigi e la Serbia in cui il mito, Dracula, si scontra con lo <em>“spalatore di nuvole”</em> in un susseguirsi di colpi di scena e di indagini nell’abisso dell’uomo.</p>
<p>Adamsberg, con l&#8217;impagabile Danglard, si trova, un po&#8217; annoiato, in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca: si tratta nientemeno che di <em>&#8220;armonizzare i flussi migratori&#8221;</em> con i colleghi di ventitre Paesi. </p>
<p>Ma dove c&#8217;è Adamsberg tutto può accadere. E il ritrovamento delle diciassette scarpe &#8211; o, come dice il preciso Danglard, <em>&#8220;diciassette piedi, otto paia e un piede singolo&#8221;</em> &#8211; spinge il nostro <em>&#8220;spalatore di nuvole&#8221;</em> a percorrere un&#8217;altra Europa: quella dove dopo quasi trecento anni la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo. </p>
<p>Tra Londra, i dintorni dell&#8217;Hauts-de-Seine e la Serbia, attraverso il <em>&#8220;nero tunnel&#8221;</em> che conduce alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro, l&#8217;indagine poliziesca si intreccia all&#8217;esplorazione di quel continente<span id="more-2936"></span> ignoto che è la follia umana. </p>
<p>Humour, fantasia visionaria, erudizione, colpi di scena, dialoghi strepitosi, capacità di indagare nelle pieghe più profonde dell&#8217;anima, si fondono in un intreccio in cui Adamsberg fa i conti con il mito e la realtà del vampiro. E con un passato che sembra essere tornato per rovinargli la vita. </p>
<p>Attratta dalla moda gotico-vampiresca che sempra invadere la letteratura e il cinema, Fred Vargas utilizza tutti questi miti, antichi e moderni, per dare corpo ad una moderna storia di vampiri. </p>
<p>In quest&#8217;ultimo volume ha creato un romanzo fatto soprattutto d&#8217;azione, disseminando indizi e false piste e tirando fuori particolari assai importanti della vita privata di Adamsberg, in modo da distrarre il lettore e impedirgli di giungere alla risoluzione del giallo prima del fatali ultimi capitoli. </p>
<p>Humour, erudizione e fantasia riempiono il romanzo che flirta col gotico e l&#8217;orrore, e che, attraverso i suoi personaggi ormai culto, risale alle origini del mito del vampiro. </p>
<p>Questo libro di Fred Vargas come al solito non delude, ed è assoulutamente imperdibile per tutti gli appassionati delle avventure dell&#8217;ispettore Adamsberg, soprattutto se non volete perdervi un pezzo fondamentale del complicato puzzle della vita sentimentale e familiare di Adamsberg.</p>


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		<title>La peste</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:26:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2848" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/Camus-la-peste.jpg" alt="Camus-la-peste.jpg" width="175" /> Appena pubblicata, l&#8217;opera riscosse un grande successo (oltre 160.000 copie vendute nei primi due anni), ottenendo tra l&#8217;altro il <em>Prix de la Critique</em>. <em>La peste</em> rientra nella produzione di Camus definita &#8220;<em>Ciclo dell&#8217;assurdo</em>&#8220;, che include anche un&#8217;altra celebre opera dello scrittore francese, <em>Lo straniero</em>. </p>
<p>Ma nell&#8217;opera<em> La peste</em>, Camus oltrepassa l&#8217;individualismo assoluto e senza blocchi che aveva ispirato <em>Lo straniero</em> e afferma la realtà di una dimensione ulteriore e diversa: quella della socialità e della solidarietà umana.</p>
<p>La storia è ambientata nella città algerina di Orano, in un imprecisato momento degli anni &#8216;40 («<em>un giorno d&#8217;aprile 194&#8230;</em>», recita l&#8217;incipit), un posto in cui le giornate scorrono calde e afose in un&#8217;estate uguale a tutte le altre, ritmata dal via vai delle navi mercantili nel porto e dal vuoto di un&#8217;esistenza nella quale <em>&#8220;ci si annoia e ci si applica a contrarre delle abitudini&#8221;</em>. </p>
<p>Un topo morto lungo le scale, poi cinque sul marciapiede e infine migliaia che popolano di cadaveri ogni angolo della città: è la peste che dilaga e che improvvisamente, come un ladro di notte, inizia la stagione della mietitura. </p>
<p>Di fronte alla decine di uomini e donne ormai contagiati, nessuno vuole ammettere il dramma; le autorità e i medici si rifiutano di pronunciare l&#8217;orrendo nome nel vano<span id="more-2834"></span> tentativo di frenare il contagio. Ed è tardi quando la verità viene a galla e si prendono le prime misure di sicurezza.</p>
<p>La fede religiosa, l&#8217;edonismo di chi non crede nelle astrazioni ma neppure è capace di &#8221; <em>essere felice da solo</em> &#8220;, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l&#8217;indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l&#8217;egoismo gretto sono gli alleati della peste. </p>
<p>Tra i personaggi principali il dottor Rieux, il medico che, al di fuori di ogni opzione politica o religiosa, trova nell&#8217;esercizio della sua professione la giustificazione del suo esistere. Si realizza nella lotta per strappare alla morte i suoi malati e si ribella contro l&#8217;assurdo della morte che non può accettare come espiazione, come gli suggerisce il gesuita Paneloux.</p>
<p>Alla fine il racconto di Rieux sarà il resoconto di una battaglia vinta, ma non la &#8220;cronaca di una vittoria definitiva&#8221;: &#8220;<em>egli sapeva, infatti, quello che ignorava la folla e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore nè scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere e che forse sarebbe venuto il giorno in cui la peste avrebbe svegliato i suoi topi per madarli a morire in una città felice</em>&#8220;.</p>
<p>In questo romanzo, Albert Camus affronta il grande problema dell&#8217;assurdo, cioè dell&#8217;impossibilità di trovare senso e giustificazione all&#8217;esistenza umana e al dolore che essa contiene &#8211; scrive Maria Pastori. </p>
<p><em>L&#8217;antichissima domanda sul significato del male (inconciliabile con la presenza di un Dio giusto e buono) viene riformulata in termini laici e si risolve nella constatazione lucida e senza speranza dell&#8217;ineluttabilità del male e della sua insensata gratuità. L&#8217;unica salvezza dalla disperazione può essere nella solidarietà fra gli uomini; l&#8217;unica rivolta possibile, il rifiuto di portare altro male nel mondo.&#8221;</em></p>
<p>E&#8217; stato subito chiaro a tutti che l&#8217;opera di Camus è una grandiosa metafora. Ciò che Camus intende descrivere è in realtà la reazione umana di fronte ad un male che può cadere da un momento all&#8217;altro, sconvolgendo la vita quotidiana. </p>
<p>In particolare si può vedere in essa una metafora del nazismo letta in chiave storica, autorizzata da Camus stesso. Aggiunge Maria Pastori: &#8220;<em>La peste è metafora del male: dell&#8217;assurdità del dolore inflitto agli uomini, dell&#8217;insensatezza del loro esistere.</em>&#8220;</p>


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		<title>Abissi d&#8217;acciaio</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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&#8220;Ho detto d&#8217;accordo!&#8221; scattò Baley. &#8220;Vattene, adesso!&#8221;
R. Sammy [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2861" title="abissi-d-acciaio" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/abissi-d-acciaio.jpg" alt="abissi-d-acciaio" width="175" /> <em>&#8220;Lije Baley era appena arrivato alla sua scrivania quando si accorse che R. Sammy lo fissava, come in attesa.<br />
Le linee severe della sua faccia s&#8217;indurirono. &#8220;Che cosa vuoi?<br />
&#8220;Il capo ti cerca, Lije. Vuole che tu vada da lui immediatamente.&#8221;<br />
&#8220;D&#8217;accordo.&#8221;<br />
R. Sammy se ne rimase lì senza battere ciglio.<br />
&#8220;Ho detto d&#8217;accordo!&#8221; scattò Baley. &#8220;Vattene, adesso!&#8221;<br />
R. Sammy girò sui tacchi e tornò al solito lavoro. Baley si chiese, irritato, perché lo stesso lavoro non potesse farlo un uomo.&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Abissi d&#8217;acciaio&#8221; è un romanzo fantascietifico di Isaac Asimov, pubblicato nel 1953. Conosciuto anche con il nome di <em>&#8220;Abissi d&#8217;acciaio, la metropoli sotterranea&#8221; </em>e in inglese <em>The Caves of steel</em>, ha avuto la sua comparsa sulla rivista a puntate Galaxy, tra l&#8217;ottobre e il dicembre del 1953. </p>
<p>Allo stesso modo, in Italia, il romanzo esce a puntate sulla rivista Urania. Lo stesso direttore della rivista, Giuseppe Lippi, sarà il traduttore delle edizioni Mondadori dei romanzi di Asimov.</p>
<p>Il protagonista è Elijah Baley, detective terrestre, incaricato di risolvere il caso dell&#8217;omicidio di un ambasciatore Spaziale, Roy Nemmenuh Sarton, venuto sulla Terra per<span id="more-2860"></span> cercare di convincere il governo terrestre di alleviare le restrizioni sui robot. </p>
<p>Il corpo dell&#8217;ambasciatore venne ritrovato una mattina, fuori dalla sua casa, con il torace disintegrato. Il commissario di Polizia affianca a Elijah un robot umanoide, affinché lo aiuti a risolvere il caso prima che le conseguenze della morte dello Spaziale provochino la probabile distruzione della Terra da parte dei Mondi Spaziali. </p>
<p>Il robot umanoide, R. Daneel Olivaw, viene considerato dal detective una semplice macchina simile all&#8217;uomo, lontana anni luce dalla comprensione dell&#8217;arte, della bellezza e della morale. Il loro rapporto è il perno del romanzo, e da un freddo distacco si passa dalla semplice consultazione fino al meritato lavoro di gruppo, che sancirà l&#8217;amicizia tra il robot e Baley. </p>
<p>Nonostante le convinzioni di Elijah nei confronti dei robot, Daneel Olivaw dimostra di riuscire a prendere decisioni basate sulla morale quando, dopo aver trovato l&#8217;assassino, esprime profonda indulgenza nei suoi confronti, spiegando che è più desiderabile la conversione del male in bene che la distruzione del male.</p>
<p>&#8220;Abissi d&#8217;acciaio&#8221; è un giallo. Asimov dimostra, con estrema cura, come la fantascienza possa essere applicata a qualsiasi genere letterario, tra cui un romanzo di investigazione.</p>
<p>L&#8217;ambientazione del romanzo merita qualche riflessione. Asimov racconta di città metropolitane, sotterranee, che coprono l&#8217;intera superficie terrestre. Un futuro lontano millenni, in cui gli abitanti vivono in queste città sotterranee trovando tutto il necessario per il sostentamento. </p>
<p>La superficie è sottoposta allo sfruttamento, impiegando i robot. Alcuni terrestri lasciarono la Terra tempo addietro, e andarono a colonizzare 50 mondi spaziali, in cui le aspettative di vita erano aumentate fino a 40 decadi, e tutte le malattie debellate in seguito a una rigorosa selezione genetica. </p>
<p>Sui Mondi Spaziali, i robot provvedevano al sostentamento della vita dell&#8217;uomo, che non doveva occuparsi quasi di nulla. Sulla Terra, invece, c&#8217;era un sentimento profondo di rancore nei confronti delle macchine antropomorfe.</p>
<p>Le Città sono l&#8217;espressione più interessante di Asimov che potrebbe rispecchiare la verità di un immediato futuro. Queste sono sotto terra, e constano di alti edifici che non vedono mai il sole. La popolazione si è abituata al sottosuolo e ha maturato un&#8217;agorafobia paralizzante. </p>
<p>Le vie che percorrono le Città sono vie celeri, che portano istantaneamente da un posto all&#8217;altro, e perfino dentro casa. Nessuno esce nel mondo esterno e tutti sono come imprigionate nel loro Abissi d&#8217;acciaio.</p>


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		<title>Le correnti dello spazio</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:58:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ &#8220;Il Terrestre giunse a una decisione. C&#8217;era arrivato lentamente, ma era ormai irrevocabile.
In origine era stata sua intenzione presentare un rapido rapporto alla sezione locale dell&#8217;Ufficio Spazio-Analitico Interstellare, e poi subito ritirarsi nello spazio.
Viceversa lo avevano trattenuto.
Quel posto era per lui ormai quasi come una prigione.
Finì in fretta di bere il tè, guardò l&#8217;uomo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2857" title="le correnti dello spazio" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/9788804406853g.jpg" alt="le correnti dello spazio" width="175" /> <em>&#8220;Il Terrestre giunse a una decisione. C&#8217;era arrivato lentamente, ma era ormai irrevocabile.<br />
In origine era stata sua intenzione presentare un rapido rapporto alla sezione locale dell&#8217;Ufficio Spazio-Analitico Interstellare, e poi subito ritirarsi nello spazio.<br />
Viceversa lo avevano trattenuto.<br />
Quel posto era per lui ormai quasi come una prigione.<br />
Finì in fretta di bere il tè, guardò l&#8217;uomo che gli sedeva di fronte, e disse: &#8220;Io qui non ci rimango più.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Le correnti dello spazio&#8221;</em> è un libro di fantascienza di Isaac Asimov, pubblicato nel 1952.<br />
Il libro appartiene al Ciclo dell&#8217;Impero, di cui fanno parte  anche <a href="http://www.ok-libri.com/2010/02/25/il-tiranno-dei-mondi/" target="_blank">Il tiranno dei mondi</a> e <a href="http://www.ok-libri.com/2010/02/25/paria-dei-cieli/" " target="_blank">Paria dei cieli</a>. </p>
<p>La storia è antecedente a quella narrata in Paria dei cieli, il libro che chiude la saga, e susseguente al Tiranno dei mondi.<br />
E&#8217; Asimov stesso ha chiarire la giusta sequenza di lettura, nella prefazione di <a href="http://www.ok-libri.com/2010/02/03/preludio-alla-fondazione/" target="_blank">Preludio alla Fondazione</a>: prima Le correnti dello spazio, poi Il tiranno dei mondi e infine Paria dei cieli.</p>
<p>Il romanzo inzia con la scoperta, da parte di uno scienziato terrestre, che il pianeta Florina sta per essere distrutto. Egli così invia un comunicato urgente prima di atterrare sul pianeta Sark. </p>
<p>Un misterioso personaggio irrompe e fa cadere lo scienziato in uno stato semivegetativo. Viene ritrovato poco dopo, nei pressi di un villaggio di Florina, da Valona March<span id="more-2856"></span> e Myrlyn Terens che se ne prendono cura, chiamandolo Ryk. Ryk recupera sempre più la memoria, e nell&#8217;arco di un anno riesce a ricordare che qualcosa incombe su Florina.</p>
<p>Alcune agenti segreti di Trantor vengono informati circa le rivelazioni di Ryk, e insieme a Myrlyn e Terens cercano di scoprire cosa potrebbe accadere su Florina. Questo pianeta è la fonte principale del più pregiato tessuto della Galassia, il kyrt, e la sua economia sostiene la fama di Sark e dei suoi signori feudali.</p>
<p>Uno di questi, Fife, s&#8217;interessa della questione della distruzione di Florina. Una serie di eventi e peripezie portano i protagonisti sull&#8217; ambasciata Trantoriana di Sark. Lì Valona smaschera Terens e il suo piano che prevede l&#8217;indipendenza di Florina nei confronti di Sark, mentre l&#8217;ambasciatore Abel e lo scienziato Jun cercano di fare luce sulla memoria di Ryk.</p>
<p>Ryk aveva scoperto che una corrente di atomi di carbonio, attraversando il sole di Florina, lo avrebbe fatto esplodere. Così Florina venne fatta evacuare, e il potere economico derivante dal kyrt definitivamente abbandonato, rendendo Trantor la principale potenza del crescente impero galattico.</p>
<p>&#8220;Le correnti dello spazio&#8221; non ha alcun legame con gli altri romanzi del ciclo, né con i romanzi del ciclo dei robot e del ciclo della fondazione. Forse l&#8217;unico collegamento è dato dal nome di Trantor, e dall&#8217;egemonia che sta imponendo su tutto l&#8217;impero. La storia è narrata come a sé stante. Infatti Asimov solo successivamente ha voluto raggruppare i libri in un ciclo.</p>
<p>L&#8217;impronta scientifica dell&#8217;autore emerge alla fine del libro, quando fa qualche cenno alla teoria della nucleosintesi per spiegare la formazione delle devastanti correnti dello spazio.</p>


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		<title>Il tiranno dei mondi</title>
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Non era questo, però che aveva svegliato Biron Farrill dal sonno affannoso e pesante, bensì il ronzio insistente che gli giungeva a intervalli dal tavolino da notte.
Tentò invano di scacciarlo girando la testa di qua e di là [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2854" title="il tiranno dei mondi" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/3279566538_fe512c8a24_o.jpg" alt="il tiranno dei mondi" width="175" /> <em>&#8220;Un mormorio leggero aleggiava nella camera. Era quasi impercettibile. Un piccolo suono irregolare, ma inconfondibile e mortale.<br />
Non era questo, però che aveva svegliato Biron Farrill dal sonno affannoso e pesante, bensì il ronzio insistente che gli giungeva a intervalli dal tavolino da notte.<br />
Tentò invano di scacciarlo girando la testa di qua e di là sul cuscino. Poi, senza aprire gli occhi, sporse una mano e schiacciò il pulsante.<br />
&#8220;Pronto!&#8221; borbottò.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Il tiranno dei mondi&#8221;</em> è il secondo libro del Ciclo dell&#8217;Impero. Segna il decollo di Isaac Asimov nella letteratura fantascientifica. </p>
<p>Dalla lettura del libro si riconosce che gli eventi narrati sono temporalmente antecedenti a quelli di <em>Paria dei cieli</em> e <em>Le correnti dello spazio</em>. </p>
<p>Tuttavia Asimov stesso, nella prefazione di Preludio alla Fondazione, colloca il romanzo al secondo posto, in ordine di lettura. Il libro è stato pubblicato nel 1951, un anno dopo la pubblicazione di <a href="http://www.ok-libri.com/2010/02/25/paria-dei-cieli/" target="_blank">Paria dei cieli</a>.</p>
<p>Biron Farril è figlio dell&#8217;ex governatore di Widemos arrestato per cospirazione dai Tirannici e giustiziato. Biron studiava all&#8217;università della Terra e, dopo aver sventato<span id="more-2853"></span> una bomba a radiazioni di cui sarebbe dovuto essere vittima, decide di andare su Rhodia, il cui governatore è un uomo giudicato stupido e servile: Hinrik.</p>
<p>Secondo Sander Jonti, Hinrik aveva mandato a catturare il padre di Biron dai Tirannici, i dominatori dei regni nebulari, in cui è compreso anche Widemos. Biron sente di avere il fiato sul collo. Sta, infatti, per essere catturato dai Tirannici, capitanati dal commissario Aratap. </p>
<p>Biron riesce a fuggire, con il cugino di Hinrik, Gillbret, e la figlia di Hinrik, Artemisia. I tre fuggono sulla navicella di Aratap.</p>
<p>Gillbret informa Biron di una resistenza nei confronti dei Tirannici condotta da un pianeta su cui era capitato per sbaglio tempo fa. L&#8217;astronave viene guidata verso Lingane, il pianeta che si pensa essere la sede della resistenza. A Lingane incontrano Sander Jonti, l&#8217;autarca. </p>
<p>Jonti chiede di essere seguito nella nebulosa Testa di Cavallo, dove dice che è presente il pianeta della resistenza. Tuttavia, in isolamento, Jonti cerca di uccidere Biron, che viene salvato dal secondo di Jonti. Tutto viene a galla. Il vero traditore è Jonti, e la resistenza si è sempre trovata su Rhodia.</p>
<p>Asimov sviluppa un libro mozzafiato. Opera di una mente geniale, <em>Il tiranno dei mondi</em> è stato giustamente qualificato come il libro che ha incoronato Asimov come uno dei più grandi autori di fantascienza di tutti i tempi.</p>


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		<title>Paria dei cieli</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:38:18 +0000</pubDate>
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In un certo senso era strano, perché Schwartz sarebbe difficilmente passato, agli occhi della gente, per il tipo che recita i classici a memoria.
Sembrava esattamente quello che era: un sarto in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2851" title="paria-dei-cieli" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/paria-dei-cieli.jpg" alt="paria-dei-cieli" width="175" />&#8220;Due minuti prima di scomparire dal mondo che conosceva, Joseph Schwartz passeggiava per le piacevoli strade dei sobborghi di Chicago recitando dei versi di Browning.<br />
In un certo senso era strano, perché Schwartz sarebbe difficilmente passato, agli occhi della gente, per il tipo che recita i classici a memoria.<br />
Sembrava esattamente quello che era: un sarto in pensione privo di ciò che oggi si definisce, con linguaggio sofisticato, un&#8217;&#8221;educazione formale&#8221;, ma che aveva soddisfatto la naturale curiosità del suo carattere con abbondanti letture a caso.<br />
Grazie a un&#8217;indiscriminata voracità si era dato una verniciata in tutti i settori dello scibile, e aiutato da una memoria fuori dal comune era riuscito a tenere in testa tutto quanto.&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Paria dei cieli&#8221; è un romanzo fantascientifico di Isaac Asimov, pubblicato nel 1950. Isaac Asimov riprende, ampliandolo, un racconto non pubblicato dalle case editrici, e rimasto inedito fino agli anni ottanta: <em>Grow Old With Me</em>. </p>
<p>Paria dei cieli rientra nella saga dell&#8217;Impero Galattico, e ne rappresenta la conclusione. E&#8217; il libro di congiunzione tra il Ciclo della Fondazione e la saga dell&#8217;Impero Galattico.</p>
<p>Il protagonista del libro è un sarto in pensione, Joseph Schwarz, che, un giorno, passeggiando nella Chicago degli anni &#8216;40, viene catapultato nel futuro a causa di un esperimento<span id="more-2847"></span> nucleare di un&#8217;università vicina. Il futuro in cui Joseph approda è incredibile: la Terra è solo un pianeta periferico di un immenso Impero che comprende centinaia di pianeti.</p>
<p>Intanto sulla Terra giunge Bell Arvardan da Sirio. Bell è un archeologo convinto di scoprire le origini della specie umana sul pianeta Terra ormai radioattivo e quasi completamente spopolato. Arvardan fa un giro dei villaggi residenti sul pianeta. Viene a conoscenza dell&#8217;uso dell&#8217;eutanasia per gli individui che compiono i sessant&#8217;anni.</p>
<p>Intanto Schwarz viene accudito da una coppia di contadini, che vorrebbero sfruttarlo per la coltivazione dei campi. Così lo inviano nell&#8217;Istituto di Neurologia del dottor Skekt per fargli aumentare le capacità di apprendimento. Tuttavia Schwarz, sentendosi come una cavia in prigione, fugge via.</p>
<p>Arvardan incontra Pola, la figlia del dottor Skekt, e se ne innamora. La aiuta a recuperare lo spaventato Schwarz. Ques&#8217;ultimo è tornato nella casa dei contadini. Si accorge di aver imparato in fretta la lingua e di aver accresciuto le sua capacità intellettive, tanto da riuscire a penetrare nella mente delle altre persone. Schwarz ha inoltre compiuto i sessant&#8217;anni, quindi deve fuggire al più presto, in quanto la sua presenza è diventata illegale.</p>
<p>Un membro della Società degli Anziani e Segretario del Gran Ministro terrestre, Balkis, cattura Schwarz, Skekt, Arvardan e Pola che erano da tempo sotto sorveglianza. I quattro scoprono che Balkis vuole spargere un virus letale per gli esterni, e a cui i terrestri sono immuni. </p>
<p>Joseph utilizza i suoi poteri mentali per liberare gli altri e consegnare Balkis alle autorità imperiali. Tuttavia l&#8217;assenza di prove scagionano Balkis, che sembra avere la vittoria in mano.<br />
Ancora una volta Joseph Schwarz interviene salvando l&#8217;umanità.</p>
<p>I temi che ricorrono in Paria dei cieli sono molteplici. I viaggi nel tempo, la Terra radioattiva, le discriminazioni razziali e i poteri telepatici sono parte dei temi che Asimov affronta, alcuni dei quali vengono chiariti nei suoi altri libri. </p>
<p>Il tempo descritto da Asimov è il IX secolo dell&#8217;Impero Galattico, nel cui regno prosperava la pace e la tranquillità. Un impero ispirato all&#8217;età augustea dell&#8217;impero romano. Schwarz rappresenta l&#8217;avvento messianico. Il Messia che ha salvato l&#8217;umanità, conciliando la Terra all&#8217;Impero.</p>


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		<title>Fondazione e Terra</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:19:14 +0000</pubDate>
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Da quando era arrivato su Gaia, se l&#8217;era rivolta spesso. Si svegliava da un sonno profondo nella piacevole frescura della notte, e si accorgeva che la domanda gli echeggiava silenziosa nella mente, come un lieve martellio: Perché l&#8217;ho fatto? Perché l&#8217;ho fatto?
Adesso, comunque, per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2845" title="fondazione e terra" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/EC002.jpg" alt="fondazione e terra" width="175" /> <em>&#8220;Perché l&#8217;ho fatto? chiese Golan Trevize. Non era una domanda nuova.<br />
Da quando era arrivato su Gaia, se l&#8217;era rivolta spesso. Si svegliava da un sonno profondo nella piacevole frescura della notte, e si accorgeva che la domanda gli echeggiava silenziosa nella mente, come un lieve martellio: Perché l&#8217;ho fatto? Perché l&#8217;ho fatto?<br />
Adesso, comunque, per la prima volta, riuscì a chiederlo a Dom, l&#8217;anziano di Gaia.<br />
Dom era consapevole della tensione di Trevize perché era in grado di percepire la struttura mentale del Consigliere.<br />
Non reagì a quella percezione, comunque.<br />
Gaia non doveva toccare in alcun modo la mente di Trevize, e il modo migliore per restare immune alla tentazione era quello di ignorare scrupolosamente ciò che percepiva.<br />
Fissò il computer avvertendo una calda sensazione di sollievo.<br />
Funzionava perfettamente.<br />
Anzi, la sua sensibilità sembrava anche maggiore, e Trevize provava per il computer qualcosa di definibile solo con la parola amore&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;Fondazione e Terra&#8221; è un romanzo di fantascienza di Isaac Asimov, pubblicato nel 1986. Cronologicamente chiude il &#8220;Ciclo della Fondazione&#8221; ma, come ha detto lo stesso Asimov, può essere letto indipendentemente dagli altri libri. Fondazione e Terra inizia laddove<span id="more-2739"></span> finisce l&#8217;Orlo della Fondazione: Golan Trevize ha deciso che il destino della galassia s&#8217;intrecci a quello di Galaxia, un luogo in cui tutte le cose viventi e non partecipano alla formazione di un organismo vivente.</p>
<p>Trevize si trova su Gaia. La scelta di Galaxia non ha sciolto i dubbi del consigliere. Trevize vuole avere risposte certe, e vuole andarle a cercare negli abissi dell&#8217;universo, dove ha avuto inizio la specie umana, la Terra. </p>
<p>La storia della Terra non rientra neanche nei ricordi della memoria collettiva del pianeta Gaia, che ha un&#8217;età di quindicimila anni. Sostenuto dalle conoscenze di Janov Pelorat e dai poteri mentali di Bliss, partono alla volta delle stelle sulla Far Star. </p>
<p>Trevize ha coscienza del proprio istinto, il quale gli ha suggerito di scegliere Galaxia nonostante l&#8217;assenza di dati in possesso. Ma ora vuole cercare le prove che sia stata la scelta giusta.</p>
<p>Si dirigono a Camporellen, dove si dice gli abitanti siano a conoscenza della posizione della Terra. A Camporellen il ministro dei trasporti, Mitza Lizalor, vuole impadronirsi della Far Star per la sua tecnologia d&#8217;avanguardia. </p>
<p>Tuttavia Trevize, grazie all&#8217;aiuto dei poteri mentali di Bliss, riesce a convincere Lizalor a restituire la nave. Lizalor confida anche il nome di uno storico che dovrebbe conoscere la posizione della Terra. Lo storico racconta a Trevize la storia dei Mondi Spaziali i primi pianeti ad essere stati colonizzati dagli abitanti della Terra e gli ha consegnato le coordinate di alcuni dei Mondi Spaziali.</p>
<p>Aurora è il primo del Mondi Spaziali su cui atterrano Trevize e gli altri. E&#8217; un mondo in cui regna la desolazione. Vastissime praterie e resti di antiche rovine dominano il paesaggio, ma della presenza umana non se ne rivela traccia alcuna. </p>
<p>Sul pianeta Trevize si separa da Pelorat e Bliss, e, nel tentativo di trovare qualche informazione utile che possa indicargli le coordinate della Terra, viene aggredito da un gruppo di cani randagi. Grazie all&#8217;aiuto di Bliss e della frusta neuronica riesce a liberarsene e a ritornare sulla navicella. Partenza per un altro Mondo Spaziale&#8230;</p>
<p>I tre giungono su un altro pianeta. All&#8217;atterraggio incontrano dei robot lavoratori. Pelorat li interroga e viene a conoscenza del posto su cui si trovano, Solaria. Trevize chiede a Pelorat di comunicare ai robot cosa sanno della Terra, ma non riceve risposte esaurienti. </p>
<p>I robot appartengono a un abitante di Solaria, Sarton Bander, che si dimostra inizialmente gentile e ben disposto nei confronti degli ospiti. Tuttavia poi si rivela spietato e dispotico, esiliando i tre nella sua gigantesca dimora sotterranea. </p>
<p>I poteri di Bliss e la frusta neuronica non possono niente contro Bander perchè quest&#8217;ultimo ha dei poteri straordinari. Dai suoi racconti Trevize viene a conoscenza che Solaria era un paese longevo e ricco, in cui la riproduzione della specie era mirata e precostituita, per evitare il rischio di aumento o diminuizione demografica. </p>
<p>In seguito gli abitanti divennero ermafroditi e non ci fu più il bisogno dell&#8217;incontro fisico tra le persone. Ora Solaria è un pianeta le cui distanze tra le abitazioni sono abissali e le probabilità dell&#8217;incontro di due abitanti è quasi pari a zero. </p>
<p>L&#8217;ingegneria genetica ha portato al successivo sviluppo dei &#8220;trasduttori&#8221;, bozze sulla fronte dei solariani che gli consentono di convogliare l&#8217;energia termica del pianeta per alimentare i suoi robot servitori. Bander ha deciso di non lasciar andare i suoi &#8216;ospiti&#8217;, almeno non dopo aver saputo tutto di Solaria, e decide di ucciderli. </p>
<p>Bliss riesce a impedirlo, ma Bander muore nello scontro. I tre ritornano sull&#8217;astronave, ma prima incontrano Fallom, il figlio di Bander. Bliss afferma che si tratta di una femmina, e decide di portarla con sé a bordo della nave.</p>
<p>Melpomenia è il successivo pianeta verso cui la Far Star fa rotta. Il pianeta è privo di atmosfera, ma un&#8217;analisi computerizzata dell&#8217;astronave rivela che gli edifici sono intatti. I tre decidono di scendere in superficie, muniti di tute spaziali. Dopo varie vicissitudini riescono a trovare un muro con delle iscrizioni. Tra queste c&#8217;è l&#8217;elenco dei Mondi Spaziali e le loro coordinate.</p>
<p>Pelorat consiglia a Trevize di utilizzare il metodo dello storico Yariff per trovare una posizione approssimativa della Terra. Il metodo consisteva nell&#8217;unire tutti i Mondi colonizzati nello stesso periodo dalla Terra. </p>
<p>In questo modo si formavano dei cerchi concentrici che raggruppavano i pianeti colonizzati nello stesso periodo. Il centro sarebbe dovuto essere la Terra. Il computer dell&#8217;astronave individua una stella binaria, Alpha.<br />
Alpha è una stella nelle vicinanze della quale sarebbe stato difficile che si trovasse un pianeta abitabile. </p>
<p>Tuttavia l&#8217;astronave individua un pianeta umido. Scesi sul pianeta Pelorat, Bliss e Trevize incontrano una donna di nome Hiroko. Hiroko fornisce molte informazioni riguardanti la Terra: loro sono gli ultimi sopravvissuti della Terra dopo che questa era diventata radioattiva; sono in grado di controllare le condizioni climatiche; la stella si chiama Alpha Centauri. </p>
<p>Pelorat, Trevize e Bliss si dividono per cercare ulteriori informazioni riguardanti la Terra. Trevize rimane con Hiroko. Nessuno riesce a ottenere informazioni aggiuntive, e per di più Trevize ha fatto sesso con Hiroko. La sera si svolge un concerto. Pentita, Hiroko comunica ai tre che sono stati avvelenati con un virus, e che devono scappare dal pianeta prima che gli uomini tornino a attivarlo. Pelorat, Trevize e Bliss tornano nello spazio.</p>
<p>La navicella individua un altro pianeta presumibilmente abitabile. Sono finalmente davanti alla Terra, o meglio, davanti a ciò che ne resta. Le storie sulla radioattività della Terra sono fondate, e l&#8217;esplorazione del pianeta è impossibile. </p>
<p>Prima di tornare indietro, Trevize intuisce che le risposte alle sue domande si trovano sulla Luna, il satellite gigante della Terra. Sulla superficie lunare Trevize incontra Daneel Olivaw che racconta la sua storia plurimillenaria. R. Daneel informa Trevize sulle intenzioni di formare Galaxia. Trevize capisce il significato della psicostoria, e quindi di Galaxia, l&#8217;unico modo per cui l&#8217;umanità si presenti come unica razza intelligente.</p>
<p><em>Fondazione e Terra</em> sembra chiudere il fantastico Ciclo della Fondazione. Tuttavia Asimov pianta il seme di un seguito anche a questo libro. Infatti lascia sorgere nella mente di Trevize un dubbio, riguardante il pianeta Gaia, patria di Bliss. Il libro, dunque, conclude una storia lasciando lo spazio per un&#8217;altra, che non verrà mai raccontata. </p>
<p>Fondazione e Terra è totalizzante. Abbraccia l&#8217;intera via Lattea. Durante la lettura hai come la sensazione di ricevere le risposte alle tue domande sull&#8217;universo. I viaggi della Far Star rappresentano gli infiniti pensieri che circolano nella nostra mente, che raccolgono, collegano e scelgono all&#8217;interno di una scatola grande pochi centimetri. Noi ci troviamo in quell&#8217;universo, l&#8217;immaginazione è l&#8217;unica fonte per rappresentare quella realtà.</p>


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		<title>La stanza degli ufficiali</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:24:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ha cominciato tardi a scrivere, a 41 anni per l&#8217;esattezza, mentre lavorava come esperto di finanza, direttore di una compagnia d&#8217;aviazione. 
Prima dell&#8217;uscita del suo primo romanzo, Marc Dugain non aveva mai scritto, era stato un adolescente angosciato, grande lettore dei romanzi di Dumas. 
Nel 1998 sua nonna sta per morire e davanti all&#8217;urgenza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2815" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/LaStanzaGrande.JPG" alt="La-Stanza-degli-ufficiali.jpg" width="175" /> Ha cominciato tardi a scrivere, a 41 anni per l&#8217;esattezza, mentre lavorava come esperto di finanza, direttore di una compagnia d&#8217;aviazione. </p>
<p>Prima dell&#8217;uscita del suo primo romanzo, Marc Dugain non aveva mai scritto, era stato un adolescente angosciato, grande lettore dei romanzi di Dumas. </p>
<p>Nel 1998 sua nonna sta per morire e davanti all&#8217;urgenza di raccontare la storia dell&#8217;uomo che lei aveva sposato, uno di questi uomini usciti della guerra &#8220;senza volto&#8221;, Marc Dugain redige in quindici giorni un breve romanzo intitolato <em>La stanza degli ufficiali</em> (<em>La chambre des officiers</em> in lingua originale). </p>
<p>In poco tempo il libro diventa un best seller vincitore di diciotto premi letterari, viene tradotto in una ventina di lingue e adattato al cinema da François Dupeyron.</p>
<p>Per &#8220;Le Figaro&#8221; <em>La stanza degli ufficiali</em> è un &#8220;romanzo universale&#8221; e la sua universalità è quella espressa nella storia romantica e straziante di Adrien Fournier, un ingegnere ferroviario, che il destino della sua generazione ha voluto in trincea. </p>
<p>E&#8217; un ufficiale che ci racconta quella che per la gioventù d&#8217;inizio del secolo scorso doveva essere la Prima e ultima guerra. Adrien Fournier è un bellissimo ragazzo<span id="more-2795"></span> che ha appena incontrato l&#8217;amore. </p>
<p>Tuttavia, appena arrivato al fronte, durante una perlustrazione, viene colpito da una scheggia di granata che lo sfigura, strappandogli la mascella superiore, il palato e parte del naso. </p>
<p>Adrien, trasformato in un mostro, non conoscerà mai la durezza delle trincee né delle battaglie condotte nel fango, al gelo, fra ratti e pulci. Abbandonata la trincea con il rango di eroe di guerra e tanto di futura medaglia della Legion d&#8217;Onore, la sua sola battaglia è quella dei cinque anni (dal 1914 al 1919) passati in quella stanza, in compagnia di alleati altrettanto malmessi, un club di mutilati composto da tre uomini e una donna.<em> </p>
<p>La stanza degli ufficiali</em> è il padiglione dell&#8217;ospedale di Val-de-Grace in cui Adrien lotta contro la morte. Una stanza senza specchi, perché lì sono ricoverati gli sfregiati dalla guerra, uomini senza volto, che non possono più riconoscersi.</p>
<p>Anni, mesi e ore scandite dal passo regolare dei medici e degli infermieri del servizio maxillofacciale, dalla nausea e dalla putrefazione della pelle macerata che lascia il posto alla riparazione posticcia della chirurgia plastica di allora e all&#8217;odore costante dell&#8217;etere. Adrien a 24 anni per colpa della guerra è costretto a &#8220;sentirsi già vecchio&#8221;. </p>
<p>Condannato, nonostante avesse adempiuto al suo dovere di cittadino e di soldato, a sopravvivere con <em>&#8220;l&#8217;impressione che la morte si aggiri qui intorno, indecisa&#8221;</em>. </p>
<p>Attraverso le sofferenze del protagonista sono tutti gli orrori della guerra che Dugain ci racconta, con uno stile semplice e diretto senza pathos. Tra le righe si percepisce l&#8217;assurdità della guerra e le sue conseguenze disumane sull&#8217;uomo.</p>
<p>Difficile dimenticare il primo romanzo di Marc Dugain, che ha saputo, con uno stile semplice, rendere al volto di Adrien tutta la sua umanità.</p>


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		<title>Zone</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:38:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mathias Enard]]></category>
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		<category><![CDATA[Francis Servain Mirkovic]]></category>
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		<description><![CDATA[ «I binari sono la struttura del mio romanzo (dice Mathias Énard), i limiti dell&#8217;affresco personale che ho intitolato &#8220;Zone&#8221;, in omaggio al poema di Apollinaire (cf: il poema in apertura alla raccolta &#8220;Alcools&#8221; del 1913). Apollinaire è stato il primo grande poeta francese moderno; era affascinato dal progresso, dalla tecnologia, dalla modernità del XX secolo. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2778" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/9782742777051.jpg" alt="Zone.jpeg" width="175" /> <em>«I binari sono la struttura del mio romanzo</em> (dice Mathias Énard), <em>i limiti dell&#8217;affresco personale che ho intitolato &#8220;Zone&#8221;, in omaggio al poema di Apollinaire (cf: il poema in apertura alla raccolta &#8220;Alcools&#8221; del 1913). Apollinaire è stato il primo grande poeta francese moderno; era affascinato dal progresso, dalla tecnologia, dalla modernità del XX secolo. Io uso il ritmo della ferrovia per parlare degli infiniti orrori che hanno insanguinato il Mediterraneo».</em></p>
<p><em>Zone</em> è l&#8217;ultimo libro di Mathias Enard, nonché il più ambizioso e famoso; ha vinto diversi premi nel 2008, anno della sua pubblicazione. Oltre ad essere uno scrittore, Enard è uno dei specialisti dell&#8217;arabo, lingua che insegna all&#8217;Univesità di Barcellona e di cui ha perfezionato la conoscenza attraverso numerosi viaggi nel mondo arabo.</p>
<p>Potremmo definirla così: si tratta di un&#8217;opera epica che racconta, in una frase lunga 517 pagine, le guerre del XX secolo.  </p>
<p>In effetti, il libro è stato subito individuato nel mucchio dei libri della rentrée letteraria francese di settembre 2008, come «quello composto di una frase sola». Il libro, diviso in 24 capitoli, (come i 24 canti come l&#8217;Iliade ripetutamente evocata nel racconto) contiene virgole, trattini ma neanche un punto. </p>
<p>Dimenticando la totale assenza di capoversi e paragrafi, il lettore segue il flusso ininterrotto dei pensieri del narratore, un certo Francis Servain Mirkovic, franco-croato, ex volontario nelle guerre della ex Jugoslavia, poi agente dei servizi segreti francesi al servizio<span id="more-2776"></span> dei quali non ha condotto azioni sul campo ma si è immerso in decine di biblioteche e archivi, ha partecipato a centinaia di riunioni e incontri, accumulando una documentazione preziosa. </p>
<p>Intenzionato a cambiare vita, Francis ha raccolto questa documentazione nella valigia che lo accompagna sul treno notturno Milano-Roma per venderla a caro prezzo al Vaticano, nella speranza di lasciare definitivamente «la Zona» e cambiare vita. </p>
<p>Durante i 500 chilometri del viaggio in treno passa al vaglio la sua carriera in un flusso di memorie che attraversa i campi di battaglia del Mediterraneo: dall’Algeria, al Libano, per arrivare in Jugoslavia. E al Mediterraneo epico ed eroico delle grandi battaglie che rimontano all&#8217;Iliade e all&#8217;antichità, la «Zona» delle continue guerre, dell&#8217;immenso insieme di corpi che giacciono sotto le città più belle del mondo.</p>
<p>Scrive Enard: <em>&#8220;La vita può assomigliare al brutto dépliant di un&#8217;agenzia di viaggi, Parigi Zagabria Venezia Alessandria Trieste Il Cairo Beirut Barcellona Algeri Roma, o a un manuale di storia militare.&#8221;  </em></p>
<p>Zone è una grande opera narrativa sulla guerra e sulla disperazione. Francis fa esperienza in maniera indiretta dei crimini commessi nel corso del XX secolo, dal punto di vista delle vittime e di quello dei loro carnefici. Le regioni in cui si svolge il romanzo sono le destinazioni assolate frequentate da milioni di turisti che ignorano di <em>&#8220;ballare sui cadaveri&#8221;</em>.</p>
<p>Come ha scritto Grégoire Leménager sul Nouvel Observateur,<em> Zone</em> non è tanto un romanzo, bensì &#8220;un treno fantasma popolato dai crimini contro l’umanità, dalle oppressioni, e dagli autori ossessionati dalla violenza (Burroughs, Lowry, Joyce&#8230;)&#8221;. </p>
<p>Enard è stato in grado di riproporre in una forma linguistica sottile, le sue approfondite conoscenze sulla guerra, sui crimini e sulla condizione umana. Zone è una nuova Iliade, il ritratto di un secolo di barbarie che non si è ancora concluso e che per questo non ci lascia requie.</p>


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