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	<title>Ok Libri . com &#187; amore</title>
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		<title>Il ristorante dell&#8217;amore ritrovato</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 16:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ito Ogawa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l&#8217;intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po&#8217;. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l&#8217;appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5321" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj15.jpg" alt="Il_ristorante_dell'amore_ritrovato.jpeg" width="175" />Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di  Tokyo, rientra una sera a casa con l&#8217;intenzione di preparare una cena  succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po&#8217;.</p>
<p>Con suo  sommo sgomento, però, scopre che l&#8217;appartamento è completamente vuoto.  Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di  niente. Spariti persino gli utensili in cucina e il mortaio di epoca  Meiji ereditato dalla nonna&#8230;</p>
<p>Comincia così il romanzo d’esordio di Ito Ogawa, una nota scrittrice giapponese di canzoni e di libri illustrati per bambini, che ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico, con centinaia di migliaia di copie vendute e un film basato sulla trama del libro.</p>
<p>Il romanzo è pubblicato da Neri Pozza e è stato tradotto da G. Coci. Consiglio vivamente ai lettori di non fermarsi al titolo del romanzo (<em>Il ristorante dell&#8217;amore ritrovato</em>), tante volte dovesse far loro pensare di trovarsi davanti a un&#8217;ennesimo romanzo all&#8217;acqua di rosa&#8230; Passato il titolo, ecco che scopriamo una scrittura piacevole che ci narra le avventure di una ragazza decisa a resistere al crollo delle sue certezze e a rimboccarsi le mani per ricominciare altrove.</p>
<p>Ecco dunque la nostra protagonista Ringo che decide di tornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di<span id="more-5320"></span> primavera.</p>
<p>Dopo aver maturato il dolore, la ragazza inizia a sentire il bisogno e la voglia di tornare alla vita attraverso un&#8217;idea per lo meno singolare: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad  hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti.</p>
<p>Sceglie di chiamare il posto che sarà la sua salvezza il Lumachino, perchè evoca la lentezza e la bellezza nell’assaporare i singoli ingredienti. I doti della giovane cuoca producono effetti straordinari sui clienti del Lumachino: gente che s’innamora, che si perdona, che ritrova il gusto della vita.</p>
<p>In breve, la notizia della magia del Lumachino si diffonde in tutto il  circondario e il successo è così garantito, poiché tutti vogliono  sedersi alla tavola del ristorante dell&#8217;amore ritrovato.</p>


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		<title>La moglie sbagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:08:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3978" title="La-moglie-sbagliata" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/La-moglie-sbagliata.jpg" alt="La-moglie-sbagliata" width="175" />Pubblicato nel novembre del 2008 dalla Harper Collins Publishers con il titolo di <em>Family Planning</em>, il romanzo d’esordio del giovanissimo autore, Karan Mahajan, arriva nelle librerie italiane con il titolo di <em>La moglie sbagliata</em>.</p>
<p>E&#8217; stato accolto con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico ed è stato proclamato dal <em>New York Times</em> come uno dei migliori esordi dell’anno.</p>
<p>Karan Mahajan è nato nel 1984 ed è cresciuto a New Delhi, si è poi laureato alla Stanford University ed oggi vive a Brooklyn. Come sottolinea The Washington Post &#8220;ha solo ventiquattro anni, ma la sua voce è già unica e irrestibile.&#8221;</p>
<p>In effetti, è impressionante il fatto che un ragazzo così giovane abbia scritto una saga familiare di queste proporzioni, una storia complessa ambientata nel frenetico ritmo della capitale dell’India, regalandoci un ritratto rovente della vita familiare moderna.</p>
<p>Rakesh Ahuja è seduto nella tenda matrimoniale e aspetta la futura  sposa. L&#8217;ha vista solo una volta, quando è andato a incontrarla nella casa dei suoi genitori. Ma non appena la ragazza si accomoda accanto a lui, gli occhi che intravede tra le frange d&#8217;oro non sono<span id="more-3891"></span> quelli che si aspettava di guardare.</p>
<p>Le piccole conchiglie delle orecchie non sono le stesse, i lineamenti non hanno la medesima armonia e le labbra sono troppo sottili. Sangita non è la donna che lui ha scelto. </p>
<p>Rakesh è come paralizzato, ma sa che ormai è tardi per tirarsi indietro, il disonore sarebbe troppo grande. I due girano intorno al fuoco rituale: ora sono marito e moglie e si dovranno amare.</p>
<p>Molti anni sono passati da quel giorno e, nonostante tutto, tredici figli si sono susseguiti uno dietro l&#8217;altro. Tredici bambini che combattono senza sosta per avere le attenzioni di un padre spesso assente. </p>
<p>Un padre che si dedica con maggiore impegno alla sua carica di ministro dello Sviluppo urbano e alla costruzione dei cavalcavia che stanno invadendo New Delhi, piuttosto che allo sciame di ragazzini che lo insegue ogni mattina.</p>
<p>L&#8217;unico per cui Rakesh è disposto a fare un&#8217;eccezione è Arjun, il più grande, un sedicenne ribelle, con in testa il folle desiderio di suonare come il suo idolo, Bryan Adams. </p>
<p>È negli occhi del figlio, neri, profondi e sognanti, e solo in quelli, che  Rakesh rivede il fuoco della passione, i bianchi inverni del Vermont e un tempo in cui non aveva paura di combattere tutte le convenzioni per amore. Un amore segreto, un amore di cui nessuno più si ricorda, tranne  lui.</p>
<p><em>La moglie sbagliata</em> è la fulminante opera d&#8217;esordio del  giovanissimo autore Karan Mahajan. Sulllo sfondo di una Delhi caotica e di cui si avverte incredibilmente il respiro, Mahajan dipinge, con uno stile originalissimo dai toni agrodolci e irriverenti,  un convincente affresco di una famiglia indiana di oggi, divisa tra modernità e antiche tradizioni.</p>


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		<title>E il mio cuore trasparente</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 09:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3573" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp25.jpeg" alt="E_il_mio_cuore_trasparente.jpeg" width="175" /> Qualche mese fa è stato pubblicato in Italia da Minimum fax il quinto libro di Véronique Ovaldé intitolato <em>E il mio cuore trasparente</em>, opera che ha ricevuto in Francia il Premio France Culture Télérama. </p>
<p>L’autrice, conosciuta in Italia soprattutto per il romanzo <em>Gli uomini in generale mi piacciono molto</em>, è considerata tra le voci più promettenti della narrativa francese.</p>
<p>La Ovaldé, che dichiara di <em>&#8220;aver avuto voglia di scrivere un romanzo d&#8217;amore&#8221;</em>, ha creato un romanzo sulla fragilità delle relazioni e sulla natura illusoria dell’amore. </p>
<p>Il libro comincia con una chiamata che riceve il protagonista, Lancelot Rubinstein (un nome piuttosto complicato e originale!), in cui viene avvisato di un incidente nel quale la moglie, Irina, è precipitata giù da un ponte. </p>
<p>Irina, donna affascinante, frivola e guerrigliera, dalle pile di libri e dalle molte paia di scarpe, tutte con tacchi altissimi, così alti da avere un’esistenza  propria <em>“anche senza i piedi che le indossassero”</em>, è stata trovata morta nel fiume Omoko, dentro ad una macchina<span id="more-3571"></span> non sua, in una <em>“notte nera e ghiacciata che trafigge i seni frontali a respirarla”</em>.</p>
<p>Da quel momento per Lancelot inizia un lutto senza pace: dedicherà la sua esistenza a indagare sulla strana morte di Irina, la cui vita era circondata da uomini dalle identità ambigue, donne dall’aspetto stravagante e gruppi di ecologisti militanti&#8230; </p>
<p>Il protagonista maschile del romanzo percorre un viaggio ossessivo di ricerca, cercando di rispondere alla domanda <em>&#8220;riusciamo mai a conoscere le persone con cui viviamo?&#8221;</em>, in compagnia della sua triste solitudine: perché è di questo che parla il libro, dell’illusorietà dei sentimenti umani e della sconsolata solitudine che si cela dietro l’innamoramento.</p>
<p>La scrittura di Véronique Ovaldé, come nei precedenti romanzi, si dimostra originale e poetica, come ad esempio in questo passaggio: <em>“Un’ombra vive sul viso di quelli che hanno perso qualcuno. L’ombra di una pianta rampicante. Cresce a loro insaputa e, quando loro pensano che nessuno li veda, copre i loro tratti di assenza, di serietà e di perplessità, è un demone discreto che abita nei loro visi. Si nasconde appena qualcuno lo guarda.”</em> </p>


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		<title>Né di Eva né di Adamo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 15:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amélie Nothomb]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3140" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp16.jpeg" alt="Né-di-Eva-né-di-Adamo.jpeg" width="175" />Il sedicesimo libro di Amélie Nothomb (<em>Né di Eva né di Adamo</em>), uscito in Francia nel 2007, è stato pubblicato in Italia nel 2008 dalla casa editrice Voland.</p>
<p>Avevamo lasciato la Nothomb al termine di <em>Stupore e tremori</em> in quel Giappone tanto amato, alle prese con il lavoro, confusa e frustrata in un racconto a volte ironico, a volte divertente. </p>
<p>La scrittrice ci riporta ne paese in cui lei stessa è nata per parlare questa volta di sentimenti e della sua storia d&#8217;amore con il giovane Rinri, uno studente buono e affascinante, ricco e desideroso di imparare il francese. </p>
<p>Le lezioni diventano rapidamente il pretesto per conoscersi, per condividere gite nei luoghi più classici del Giappone, per amarsi. </p>
<p>Rinri si innamora di Amélie, di quell’insieme strano di esotismo e attaccamento alla cultura giapponese, e Amélie ne ricambia l’amore con un’amicizia grata e appassionata, con la curiosità di una giovane donna che del mondo vuole conoscere proprio tutto. </p>
<p>E&#8217; ammirabile la delicatezza con cui la Nothomb traccia questo percorso: nella nascita e nella crescita di questo sentimento, nessuna curiosità voyeuristica viene soddisfatta, lasciando righe e spazio ad un vero culto del &#8220;differente da sè&#8221;, dell&#8217;interesse sincero per il<span id="more-3095"></span> diverso, in un rapporto che si consolida senza sensi di inferiorità o superiorità.</p>
<p>Grazie a Rinri, Amélie viaggia, esamina con voracità gente e tradizioni, scopre spazi di bellezza non solo esteriori, ma anche d’anima. Rinri riempie le sue ore di pacifica quiete, e di un amore grato e incondizionato che non ha mai niente di sbagliato. </p>
<p>Purtroppo, però, l’amore per essere ricambiato deve avere qualcosa di negativo: per amare qualcuno dobbiamo trovare un angolo nascosto e buio, una stortura che renda affascinanti, un segreto inconfessabile da temere e da cui essere attratti. Così, quando Rinri le fa la sua proposta di matrimonio, Amélie capisce che è arrivato il momento di una decisione… </p>
<p>Tutto il libro è un racconto di piccoli momenti della quotidianità di due ragazzi innamorati. La scoperta dell&#8217;altro, graduale, e accanto a questa scoperta personale c&#8217;è un mondo di odori, sapori, gusti, abitudini, gesti da imparare a decifrare, per l&#8217;uno e per l&#8217;altra.</p>
<p>Tra gaffe e situazioni imprevedibili, tra momenti di ilarità e di imbarazzo, si confrontano due culture molto differenti, due abitudini di vita quasi opposte, due personalità che potrebbero sembrare incompatibili ma che si rivelano complementari.</p>
<p>Ma rimane il Giappone il vero oggetto dello sguardo della Nothomb, con le sue contraddizioni e il fascino inestinguibile, con la difficoltà di integrazione degli stranieri e l’incomprensione inevitabile che nasce dalla lingua (tanto distante da qualsiasi idioma occidentale) e interessa ogni ambito della vita. </p>
<p>Amélie si è sempre sentita giapponese, eppure il suo viaggio a Tokyo la immerge in una realtà dove deve ricominciare tutto da capo, nonostante il cuore racchiuda vivi e concreti quei primi anni di vita con la tata giapponese, con il Giappone intorno a permeare ogni aspetto dell’esistenza. </p>
<p>La storia con Rinri è un paradiso comodo e dolcissimo nel quale Amélie si immerge alla ricerca di se stessa e di quella parte di anima inesorabilmente giapponese, formatasi dalla nascita fino ai cinque anni di vita. Ed è proprio quando racconta di questo paese che scrive meglio, quando rinuncia alla costruzione delle trame e si  abbandona all’istinto, al ricordo e all’emozione.</p>


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		<title>Io l&#8217;amavo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 17:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anna Gavalda]]></category>
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		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Io l&#8217;amavo&#8221; (&#8220;Je l&#8217;aimais&#8221; in francese) è il titolo del primo romanzo di Anna Gavalda, scrittrice, giornalista e insegnante di francese nella regione di Parigi pubblicato nel 2002. Quando uscì il libro ottenne un notevole successo seguendo quello incontrato già nel 2000 dalla sua prima opera, una raccolta di racconti intitolata &#8220;Vorrei che da qualche [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-830" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/gavalda-a_amavo1.gif" alt="gavalda-a_amavo1" width="175"/>&#8220;Io l&#8217;amavo&#8221; (&#8220;Je l&#8217;aimais&#8221; in francese) è il titolo del primo romanzo di Anna Gavalda, scrittrice, giornalista e insegnante di francese nella regione di Parigi pubblicato nel 2002. </p>
<p>Quando uscì il libro ottenne un notevole successo seguendo quello incontrato già nel 2000 dalla sua prima opera, una raccolta di racconti intitolata &#8220;Vorrei che da qualche parte ci fosse qualcuno ad aspettarmi&#8221; (tradotto dal titolo originale in francese &#8220;Je voudrais que quelqu&#8217;un m&#8217;attende quelque part&#8221;). </p>
<p>Il libro affronta il tema della fine dell&#8217;amore, dell&#8217;abbandono e per parlarne l&#8217;autrice si è ispirata al fallimento del proprio matrimonio.</p>
<p>All&#8217;inizio del romanzo facciamo la conoscenza di Chloé, una donna di trent&#8217;anni, infelice e inconsolabile dopo che suo marito l&#8217;ha lasciata per seguire una donna più giovane. </p>
<p>Suo suocero Pierre decide di portarla in campagna, fa del suo meglio per accudirla e portarle un pò di conforto; cucina per lei, scende in cantina per prendere del buon vino&#8230; ma nonostante tutti i suoi sforzi Chloé non smette di piangere e non vuole<span id="more-829"></span> mangiare.</p>
<p>Allora Pierre inizia a parlare e a scoprirsi. Parla si sè, della sua vita, dell&#8217;incontro con il suo grande amore.<br />
Confessa di non aver voluto abbandonare la famiglia e di quanto ha sofferto di questa sua scelta, di come il rimpianto poi ha trasformato la sua tranquilla vita borghese in un&#8217;esistenza fredda e ferma. Nella confessione di Pierre, Chloé riesce a leggere un messaggio che le è indirizzato&#8230;</p>
<p>E&#8217; un libro che ci sorprende, che all&#8217;inizio lascia pensare che sia Chloé il personaggio principale. Poi, si scopre che<br />
è Pierre la figura più interessante, quest&#8217;uomo sessantacinquenne che sembra diventare umano solo due volte nella sua vita, una prima volta con l&#8217;amante e poi con la nuora. </p>
<p>In effetti, alla Gavalda non interessa il personaggio femminile di Chloé, esiste solo perché le serviva qualcuno a cui Pierre potesse parlare. Per il suo secondo libro voleva una storia in cui il narratore fosse più vecchio di lei per vedere se era capace di mettersi nei suoi panni e perché le piacciono il passato, le storie, le confessioni di un uomo che ha già vissuto.</p>
<p>In questa seconda opera ritroviamo il fascino inimitabile di una scrittura evocativa, con un stile attento a fissare sulla<br />
pagina il dettaglio che illumina tutto il quadro, con un tono a volte disincantato, con i suoi tuffi nella tenerezza e le sue<br />
graffiate ironiche e improvvise.</p>


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