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	<title>Ok Libri . com &#187; Antonio Tabucchi</title>
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		<title>Notturno indiano</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antonio Tabucchi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2355" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp12.jpeg" alt="Notturno indiano.jpeg" width="175" /> «Questo libro, oltre che un&#8217;insonnia, è un viaggio. L&#8217;insonnia appartiene a chi ha scritto il libro, il viaggio a chi lo fece».</p>
<p>Antonio Tabucchi, oltre ad essere il maggiore conoscitore, critico e traduttore dell&#8217;opera dello scrittore Fernando Pessoa dal quale ha attinto i concetti della <em>saudade</em>, della <em>finzione</em> e degli <em>eteronimi</em>, è anche uno dei scrittori italiani più noti al mondo. </p>
<p>La sua opera <em>Notturno indiano</em> ha ottenuto nel 1987 il premio francese “Médicis étranger”.</p>
<p>Si presenta al lettore sotto la cifra del viaggio, dell&#8217;esotismo, del mistero: l&#8217;ambientazione indiana, rigorosa e quasi documentaria, e lo sfondo, a tratti inquietante a tratti fuggente, di una vicenda che utilizza i canoni di più generi letterari fondendoli in un pastiche di indubbio fascino. </p>
<p>Roux, il protagonista, è alla ricerca dell&#8217;amico Xavier, disperso in India da tempo. Gli spostamenti di Roux, di volta in volta misteriosi o coerenti, avventurosi o banali, sono popolati da incontri (il medico, l&#8217;indovino deforme), sogni allucinazioni, brandelli di<span id="more-2354"></span> ricordi. Il racconto si svolge tra Bombay, la capitale, e altre località indiane: Madras, Mangalore, Goa.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;India magica e misera allo stesso tempo quella descritta da Tabucchi, quella che un uomo attraversa da viaggiatore narrante, non solo fisicamente, ma anche interiormente, alla ricerca di Xavier, suo amico misteriosamente scomparso, portando con sè solo una valigia e una guida turistica dal titolo piuttosto commerciale: &#8220;India, a travel survival kit”.</p>
<p>Di pari passo con la ricerca che ha motivato il viaggio, il protagonista, Roux (questo il suo soprannome da Rouxinol, usignolo in portoghese), si trova a compiere seppure in modo discontinuo, anche un viaggio nella sua interiorità.</p>
<p>Ed è proprio con questa seconda chiave di lettura, che non è evidentissima se non negli ultimi capitoli, che lo stile di Tabucchi stupisce nuovamente per la sua unicità. La peregrinazione psicologica di Roux avviene attraverso frammenti di ricordi, accenni a persone (di cui al lettore non è dato saperne di più) e a situazioni del passato, a sensazioni provate durante colloqui o spostamenti.</p>
<p>E&#8217; come se nella narrazione più esplicita ve ne fosse un&#8217;altra, o addirittura tante altre, più nascoste, proprio come avviene nei meccanismi del nostro pensiero. Bisogna aggiungere che è un romanzo che offre un &#8220;non finale&#8221; lasciando il lettore in un certo imbarazzo&#8230;</p>
<p>Tema ricorrente del libro, è quello degli incontri, i quali avvengono sempre di sera o di notte e ciò non è un caso: occorre infatti ricordare la frase portante all&#8217;inizio del capitolo sei, <em>&#8220;Il corpo umano potrebbe non essere altro che un&#8217;apparenza. Nasconde la nostra realtà. Prende consistenza sulla nostra luce o sulla nostra ombra&#8221;</em>; come se il corpo, la sostanza, la valigia del jainista, fosse messo in chiaro e compreso proprio al momento delle ombre, ovvero la notte. </p>
<p>Per Tabucchi gli incontri sono casuali ma determinanti lo svolgersi degli eventi: come già osservato in <em>Sostiene Pereira </em>e in <em>Piccoli equivoci senza importanza</em>, essi avvengono con persone con cui ci si permette confidenza, che si è certi di non rivedere più.</p>
<p><em>Notturno indiano</em> costituisce un esempio di ciò che è definito &#8220;metaromanzo&#8221; (cioè una narrazione che assume come proprio oggetto l&#8217;atto stesso del raccontare, così da sviluppare un romanzo nel romanzo).</p>
<p>Come nel metateatro Plautino, anche qui abbiamo la frattura delle barriere, ma, mentre col commediografo latino si ha una fusione tra finzione e realtà, Tabucchi crea una storia all&#8217;interno di un&#8217;altra storia, ovvero si ha &#8220;il romanzo che racconta se stesso&#8221; [Anna Dolfi]. </p>
<p>Alla fine, Roux, partito alla volta dell&#8217;India per cercare un altro, finisce per trovare se stesso in un&#8217;imbarcazione con tante luci; ma stando al colpo di scena finale, non è forse vero che il cercante e il cercato, dopotutto, convergono nella stessa persona?</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;oca al passo &#8211; Notizie del buio che stiamo attraversando</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 10:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antonio Tabucchi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il libro di Antonio Tabucchi riunisce una serie di interventi apparsi negli ultimi anni sulla stampa nazionale e internazionale (&#8220;El País&#8221;, &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, &#8220;Herald Tribune&#8221;, &#8220;Le Monde&#8221;,&#8221;Il Manifesto&#8221;, &#8220;La Repubblica&#8221;), nei quali Tabucchi posa lo sguardo in special modo sul bellicismo trionfante, su terrorismo e antiterrorismo, sul ritorno del razzismo, sul revisionismo, sugli [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-949" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13asp7.jpeg" alt="copj13asp7" width="175" /> Il libro di Antonio Tabucchi riunisce una serie di interventi apparsi negli ultimi anni sulla stampa nazionale e internazionale (&#8220;El País&#8221;, &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, &#8220;Herald Tribune&#8221;, &#8220;Le Monde&#8221;,&#8221;Il Manifesto&#8221;, &#8220;La Repubblica&#8221;), nei quali Tabucchi posa lo sguardo in special modo sul bellicismo trionfante, su terrorismo e antiterrorismo, sul ritorno del razzismo, sul revisionismo, sugli interessi finanziari e sulla minaccia di un nuovo autoritarismo.</p>
<p>Ma l&#8217;originalità dello scrittore sta nel modo in cui ha scelto di organizzare questi articoli; In effetti Tabucchi sceglie di non offrire al lettore un percorso obbligato, necessariamente determinato da chi scrive. </p>
<p>L’aver pensato ad una struttura che rimanda al famoso &#8220;Gioco dell’Oca&#8221; per organizzare i contenuti di questo romanzo è stata una scelta tanto originale quanto felice ed appropriata almeno per due ragioni:</p>
<p>1. Trattando infatti argomenti “delicati”, offrire al lettore un unico percorso di lettura dei contenuti sarebbe potuto apparire come cercare di offrire al lettore un unico percorso interpretativo – ideologico – dei<span id="more-947"></span> fatti. </p>
<p>2. La seconda ragione per cui la struttura e le regole del &#8220;Gioco dell’Oca&#8221; si adattano egregiamente ai contenuti del libro di Tabucchi sta nel fatto che esse aderiscono perfettamente al fine per il quale il libro è stato scritto, ovvero: Mostrare come contenuti apparentemente sconnessi tra loro facciano, in realtà, parte del medesimo quadro delle cose e dimostrare come, anche seguendo percorsi differenti, si arrivi alla fine alle stesse conclusioni, che sono oggettive e non dettate da nessun tipo di ideologia o dietrologia che dir si voglia.</p>
<p>Il libro si snoda attraverso una serie di passaggi, si parte dalla “crisi del pensiero lapalissiano” dove lo scrittore analizza la “dittatura della parola” vigente in Italia, ovvero tutte le licenze verbali utilizzate dal potere politico per cambiare i connotati della storia italiana recente. </p>
<p>A seguire vi è una analisi della politica di G. W. Bush e dei suoi interessi e una critica anche a chi, in Italia, ne ha sottovalutato la portata reazionaria. </p>
<p>Il terzo capitolo è intenso: Tabucchi attacca i revisionismi storici e i “negazionismi”, tutte quelle operazioni culturali volte a rivalutare regimi come il franchismo o il fascismo e che tendono a farci scordare la nostra passata condizione di servi di quelle dittature. </p>
<p>Un Tabucchi disincantato e tagliente, ironico e impegnato, che ci mette in guardia e ci invita ad essere vigili, con un appello alla nostra responsabilità individuale. <em>“Il futuro-dice Tabucchi- è di vostra competenza: pensateci voi”.</em></p>


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