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	<title>Ok Libri . com &#187; dialetto</title>
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	<description>Tutti i libri minuto per minuto</description>
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		<title>Livornesi ar barre</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Faggioni]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto]]></category>
		<category><![CDATA[livornesi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2009" title="livornesiarbarre" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/livornesiarbarre.jpg" alt="livornesiarbarre" width="175" />In Toscana, e forse anche in Italia, il dialetto livornese è uno tra i più amati e popolari.</p>
<p>Molti artisti si sono consacrati al vernacolo “labronico”: gruppi musicali (come dimenticare gli Ottavo Padiglione col mitico cantante Bobo Rondelli), comici (Migone, reso famoso dal programma Zelig), fino ad approdare al recente successo di Paolo Ruffini grazie ai doppiaggi-parodia firmati “Il Nido del Cuculo”.</p>
<p>Ebbene, questo semplice libro &#8220;Livornesi ar barre&#8221; (Livornesi al bar) di Enrico Faggioni costituisce una raccolta di frasi e modi di dire comuni che ognuno di noi potrebbe ascoltare prendendo un autobus, andando in un bar o al mercato nella città di Livorno.</p>
<p>I livornesi sono in genere persone “alla mano”, senza peli sulla lingua, che si divertono a storpiare le parole vuoi per ignoranza, vuoi per caricarle di significati più coloriti e vivi.</p>
<p>Ogni pagina del libro contiene buffe locuzioni, o racconta brevi aneddoti reali che l’autore riporta testualmente così come li ha ascoltati, in cui la vena creativa labronica<span id="more-1986"></span> ci fa ridere come ad uno spettacolo di cabaret.</p>
<p>Infine, un elemento che arricchisce questo libro sono i simpaticissimi ed efficaci disegni della pittrice livornese Lorena Luxardo.</p>
<p><em>“Eh, Gino! Ma se io vado a letto ‘on la tu’ moglie, si doventa parenti?”<br />
“NO, SI VA PARI!”</p>
<p>“Lo sai Ada…che ar Circolino m’hanno fatto Membro della Giunta?”<br />
“O Gino…o ‘un era meglio se ti facevano la… GIUNTA AR MEMBRO?”</em></p>
<p>P.S. per chi non conoscesse il dialetto livornese, ecco di seguito alcune delucidazioni per una più facile lettura del libro!</p>
<p>La lettera C scompare quasi sempre davanti alle vocali A, O, U non accentate. Ad esempio: Mondo ‘ane, bella ‘asa, ‘r mi amio (mondo cane, bella casa, il mio amico). Ma si dice: un cane, tre case, un cavolo, dove anzi la lettera C è rafforzata.</p>
<p>La lettera R prende spesso il posto della L come in &#8220;arbero&#8221; al posto di albero, &#8220;pubbrio&#8221; per pubblico, &#8220;grolia&#8221; per gloria.</p>
<p>L’articolo IL diviene ER e spesso tronca in ‘R: ‘r vino, ‘r cane.</p>
<p>QUEL e QUEI divengono QUER e QUE’: ma molto spesso la Q diventa V come vaini invece di quaini, vello invece di quello.</p>
<p>L’avverbio di negazione NON diventa NUN e per aferesi ‘UN o ‘N: ‘un mi pare, ‘un ci pensare, ‘un ci andare.</p>
<p>Nell’infinito dei verbi è eliminata la sillaba finale RE (ad esempio si dice andà’ invece di andare…)</p>
<p>Si dice eramo (eravamo), sentirno (sentirono), furno (furono), andorno (andarono).</p>
<p>Per assimilazione si dice mangialli per mangiarli, piglialli per pigliarli, pregatti per pregarti.</p>


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		<title>L&#8217;esclusa</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 11:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Pirandello]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto]]></category>
		<category><![CDATA[L'esclusa]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se Pirandello è conosciuto in Europa e nelle Americhe soprattutto come autore di drammi teatrali, è anche vero che l’autore siciliano, a ben considerare, si rivela uno dei più importanti narratori del Novecento italiano. In effetti, dopo la laurea filologica conseguita a Bonn, Pirandello si trasferisce a Roma dove pubblica sulle colonne della &#8220;Tribuna&#8221; tra [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-967" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13asp11.jpeg" alt="L'esclusa" width="175"  />Se Pirandello è  															conosciuto in Europa  															e nelle Americhe  															soprattutto come  															autore di drammi  															teatrali, è anche  															vero che l’autore  															siciliano, a ben  															considerare, si  															rivela uno dei più  															importanti narratori  															del Novecento  															italiano.</p>
<p>In effetti, dopo la laurea filologica conseguita a Bonn, Pirandello si trasferisce a Roma dove pubblica sulle colonne della &#8220;Tribuna&#8221; tra il giugno e l&#8217;agosto del 1901 il suo primo romanzo &#8220;L&#8217;esclusa&#8221;. L&#8217;opera verrà poi edita in volume nel 1908.</p>
<p><span>Si tratta di una prima espressione letteraria, non ancora pienamente matura, nella quale l’influenza della prosa naturalista, sulla base di modelli costituiti da Giovanni Verga, o da un autore vicino al Pirandello come Luigi Capuana, si manifesta in un tono cronachistico, talora freddo e distaccato, rispetto ad una vicenda che, invece, presenta già i caratteri dei più maturi intrecci pirandelliani. </p>
<p></span><span>Lo scenario è quello della provincia siciliana: Rocco scaccia la moglie Marta, credendo che ella abbia una relazione con Gregorio Alvignani, intellettuale e parlamentare locale. In realtà non esiste alcun rapporto tra i <span id="more-965"></span>due, salvo alcune appassionate lettere dell’Alvignani alla donna. </p>
<p>Anche Francesco Ajala, padre di Marta, crede la figlia colpevole e, per il dolore, si lascia morire, autorecludendosi in casa e mandando in rovina i propri affari. </p>
<p>Dopo aver tentato di procacciare da vivere in paese, a se stessa e alla madre, Marta accetta un incarico di maestra a Palermo: nella grande città, la giovane e bella protagonista è fatta oggetto della corte e delle attenzioni dei colleghi, ed il suo cuore risvegliatosi all’amore cede ora agli approcci dell’Alvignani, cui non aveva ceduto prima. </p>
<p>Il marito Rocco, intanto, convintosi dell’innocenza della moglie, vuole richiamarla presso di sé, e trova proprio nell’Alvignani un imprevisto alleato. Inizia a manifestarsi il gusto pirandelliano per vicende in cui il caso domina l’esistenza dei personaggi, secondo inattesi e paradossali intrecci. </p>
<p>Marta non può ora fare a meno di confessare al marito che, seppur prima innocente, ora ella ha davvero ceduto alla corte dell’Alvignani: ma Rocco, in una scena grottesca, in occasione dei funerali della propria madre, pur provando disprezzo per la moglie, non può ora scacciarla nuovamente, e si rassegna a vivere con lei.</span></p>
<p><span> Il suo linguaggio </span>è caratterizzato dal dialetto, dall&#8217;iperbole e il romanzo lascia spazio ad accurate descrizioni dei personaggi e dei luoghi alternando descrizioni oggettive a quelle soggettive, ricche di caratterizzazione (caratteristica che si ritrova in tutti suoi romanzi successivi).<span> </p>
<p>Con questa prima opera dalla trama efficace, Pirandello </span><span>disegna un quadro della società siciliana negli ultimi anni del secolo XIX, e lascia già intravedere quelli che saranno i temi fondamentali anche nella produzione drammaturgica. </span></p>


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