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	<title>Ok Libri . com &#187; Lella Costa</title>
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		<title>Amleto, Alice e la Traviata</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 11:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Se potessi vedere il tempo che c&#8217;era ai miei tempi&#8221; La presentazione di un libro, o, come in questo caso, di una raccolta di monologhi, è meglio che non prescinda dalle &#8220;precise parole&#8221; (che guarda caso è un altro monologo di qualche anno fa della stessa attrice) dell&#8217;autrice Lella Costa, così intervistata nella redazione della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1461" title="amletoaliceelatraviata" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/amletoaliceelatraviata.jpg" alt="amletoaliceelatraviata" width="175"/>&#8220;Se potessi vedere il tempo che c&#8217;era ai miei tempi&#8221;</em></p>
<p>La presentazione di un libro, o, come in questo caso, di una raccolta di monologhi, è meglio che non prescinda dalle &#8220;precise parole&#8221; (che guarda caso è un altro monologo di qualche anno fa della stessa attrice) dell&#8217;autrice Lella Costa, così intervistata nella redazione della Feltrinelli:</p>
<p><em>&#8220;In questi tre anni ho scritto altri monologhi, nell&#8217;ordine cronologico &#8220;Traviata&#8221; con sottotitolo &#8220;L&#8217;intelligenza del cuore&#8221;, &#8220;Alice, una meraviglia di paese&#8221; e &#8220;Amleto&#8221;, senza sottotitoli e senza didascalie perchè Amleto è Amleto. [...] </p>
<p>Credo che ci sia una qualche forma di richiesta: molte persone del pubblico, a fine spettacolo, vengono a chiedere dove possono trovare il copione, anche per soffermarsi su alcune cose che pensano di aver perso. [...] </p>
<p>Il libro stampato dei monologhi è come una misura del tempo, per constatare quanta</em><em> strada ho fatto e come sono arrivata fin qui. [...] Io credo che una caratteristica imprenscindibile del teatro, e tutto ciò che avviene anche come comunicazione orale, dal vivo, sia che tutte le dimensioni siano<span id="more-1460"></span> presenti perchè tutto funzioni. Quindi ci vuole in testo, i volumi, le luci, gli interpreti, gli autori, la relazione con il pubblico, i ritmi, i tempi, i fiati, le pause dettate dalla scritture di palcoscenico, non quella lettararia. [...] </p>
<p>Ho fatto prima la Traviata, con la regia di Gabriele Vacis, che si è configurata come il puro melodramma nella condizione di massima identificazione possibile da parte del pubblico: eterosessuali, omosessuali, maschi, femmine, cantanti, utilizzando un verso di De Andrè. </p>
<p>Capita a molti nella vita di avere un amore infelice, un amore frainteso, un amore nel quale si sono fatti dei sacrifici, presunti o reali, efficaci o meno e quindi Traviata è stato questo con una sorta di dichiarazione d&#8217;amore per due figure guida che sono Marylin Monroe e Maria Callas. Con Giorgio Gallione abbiamo fatto una Alice difficilissima. Alice è un libro molto amato ma forse poco conosciuto. </p>
<p>Forse uno pensa di conoscere Alice ma pensa al film di Walt Disney che per altro è il più visionario e il più incredibile film di Walt Disney. Alice non è una struttura drammaturgica ma teatrale, quindi abbiamo dovuto inventare, scegliere cosa dover raccontare e dove volevamo andare. </p>
<p>E con lo stesso Giorgio Gallione abbiamo lavorato su Amleto. Dopo Alice andare nel teatro vero, quello maiuscolo, in cui ti perdi, veramente ti innamori. E per me viaggiare verso la lettura prima e l&#8217;apprendimento dopo è stato provare un sentimento forte. Penso sia stato un sentimento di enorme inadeguatezza e presunzione: mettere le mani su un testo così e provare a riraccontarlo. </p>
<p>Non è parodia, assolutamente, non è rivisitazione, è uno degli infiniti punti di vista che si può avere su un autore infinito come è Shakespeare e che nasce da una infinita ammirazione e devozione nei suoi confronti.&#8221;</em></p>
<p>Gli spettacoli di Lella Costa sono esattamente spettacoli di Lella Costa. Il modo di raccontare, e correre a perdifiato con le parole fanno di Lella un&#8217; attrice teatrale unica. La sua responsabilità consiste nel trascendere la barriera che separa spettatore dal palcoscenico e &#8220;tenendolo per mano&#8221; trasportarlo all&#8217; interno dello spettacolo, come su una barca che si lascia trasportare dagli sbalzi e dalle calme di un fiume di parole. </p>
<p>Lella Costa è riuscita a riportare il senso di finta perdita e di espansione caratteristici del mondo moderno: pensieri che vanno, volano, si perdono, ritornano, scompaiono. E in questo marasma spaventoso stabilire un ordine fondamentale, su cui la storia si poggia. Dalla prefazione di Michele Serra:</p>
<p><em>&#8220;Ci fidiamo di lei perché parte per il suo viaggio dentro i classici senza alcuna supponenza, senza pesantezza accademica o birignao da diva, cercando e trovando i nessi logici, le emozioni, le scoperte e le riscoperte che fanno da benefico antidoto allo spaesamento dei massificati, dei confusi dal troppo, dei saturi di notizie.”</em></p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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