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	<title>Ok Libri . com &#187; seconda guerra mondiale</title>
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		<title>La Storia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elsa Morante]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Io non ho voluto scrivere un romanzo. Io ho voluto fare un&#8217;azione politica. Il mio romanzo è un&#8217;azione politica&#8221;. Così parlava Elsa Morante a proposito del suo romanzo La Storia, pubblicato nel giugno del 1974 nella collana Gli Struzzi dalla casa editrice Einaudi. Il libro ha suscitato fin dal suo primo apparire calorosi consensi, ma [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3267" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj133.jpg" alt="La_Storia.jpeg" width="175" /><em>&#8220;Io non ho voluto scrivere un romanzo. Io ho voluto fare un&#8217;azione politica. Il mio romanzo è un&#8217;azione politica&#8221;.</em></p>
<p>Così parlava Elsa Morante a proposito del suo romanzo <em>La Storia, </em>pubblicato nel giugno del 1974 nella collana <em>Gli Struzzi</em> dalla casa editrice Einaudi. Il libro ha suscitato fin dal suo primo apparire calorosi consensi, ma anche vivaci reazioni polemiche.</p>
<p>Romanzo strettamente legato alle vicende della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, <em>La Storia</em> narra le tragiche vicende di Useppe, nato dalla violenza che la madre, Ida Ramundo, maestra elementare vedova ed ebrea, ha subito da un giovane militare tedesco, un ragazzo incosciente — e al tempo stesso spaventato e melanconico — alla ricerca di una donna che lo consolasse per la sua triste condizione di soldato. </p>
<p>Cresciuto gracile e minuto tra gli stenti e la fame di una Roma occupata, Useppe muore, stroncato da una grave forma di epilessia («Il Grande Male») e Ida, piccola donna mite e indifesa, impazzisce dal dolore, non riuscendo a impedire la morte prematura del figlioletto.</p>
<p>La Morante scrive il romanzo &#8220;La Storia&#8221; con l&#8217;intento di illustrarci come vengono vissuti gli eventi storici dalla gente comune, evidenziando infine una critica alla Storia, questa<span id="more-3253"></span> sorta di mostro vorace che divora la vita delle persone che sono costrette a subirla senza saperne il perché. </p>
<p>La Storia, infatti, è concepita come «uno scandalo che dura da diecimila  anni». Una storia cieca e immutabile che si sostanzia di gravi ingiustizie, odiose prevaricazioni e follie omicide, destinate a travolgere i più deboli e gli indifesi.</p>
<p>Il caso del personaggio di Ida Ramundo a questo proposito è particolarmente esplicito. Come l&#8217;ha ben visto Carlo Sgorlon, questa <em>mater dolorosa</em> «pare una vittima predestinata per la sua totale mansuetudine, la rassegnazione, l’insignificanza sociale, la rinunzia a chiedere alla vita qualsiasi cosa per sé. Ida soffre tutti i dolori senza averne alcun compenso. Non ha mete da raggiungere che non siano la sopravvivenza e la difesa dei suoi figli». </p>
<p>La sua sembra la lotta per la sopravvivenza che spesso avviene nel mondo animale, con la femmina che è pronta all&#8217;estremo sacrificio pur di far vivere i suoi piccoli: allo stesso modo Ida cercò in ogni modo di permettere al figlio di continuare a vivere, privandosi essa stessa del cibo. </p>
<p>La Morante ci narra che per un periodo di poco antecedente alla fine della guerra, Ida fu costretta a mangiare erbe bollite pur di poter nutrire Useppe: sembrava, dice la scrittrice, che il suo fisico macilento stesse combattendo contro il gigante Golia (la fame), e, seppur fiaccato, andasse avanti.</p>
<p>Il rapporto madre-figlio ma anche quelle tra i due fratelli (Useppe e Nino, il figlio maggiore di Ida) viene trattato con grande psicologia. Tra Nino, pieno di vitalità, attrato dalla novità e l&#8217;avventura e il piccolo Useppe che riesce a vedere in ogni cosa la bellezza enigmatica dell’esistenza, esiste un amore fortissimo. Pure essendo diversi, essi sono legati da un legame comune: l&#8217;amore per la vita.</p>
<p>Nel quadro letterario italiano la pubblicazione di questo libro segna una ripresa del romanzo storico del Novecento, ma nella linea di una narrativa popolare. </p>
<p>Non appena pubblicato, il grosso volume, proposto per volontà della scrittrice in edizione economica, riscosse un grande successo popolare e una fama internazionale, ma in pari tempo ricevette anche attacchi spietati da parte dei critici. Dal romanzo fu tratto un film diretto da Luigi Comencini con la presenza di Claudia Cardinale.</p>


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		<title>La prima mano</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosetta Loy]]></category>
		<category><![CDATA[autobiografia]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima mano è sostanzialmente la storia dell&#8217;infanzia dalla scrittrice romana Rosetta Loy. E&#8217; infatti ambientato nella sua città natale, Roma, prima e durante la seconda guerra mondiale. Si tratta dell&#8217;ultimo lavoro della Loy, pubblicato originariamente in francese nel 2007, e pensato appositamente per il pubblico transalpino, su invito di Colette Fellous, che dirige la collana [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2358" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/3984_RosettaLoy_1239904372.jpg" alt="La prima mano.jpg" width="175" /> <em>La prima mano</em> è sostanzialmente la storia dell&#8217;infanzia dalla scrittrice romana Rosetta Loy. E&#8217; infatti ambientato nella sua città natale, Roma, prima e durante la seconda guerra mondiale. </p>
<p>Si tratta dell&#8217;ultimo lavoro della Loy, pubblicato originariamente in francese nel 2007, e pensato appositamente per il pubblico transalpino, su invito di Colette Fellous, che dirige la collana <em>Traits et portraits</em> per l&#8217;editore Mercure de France. </p>
<p>Il libro è stato accolto dalla critica come un capolavoro ed è stato acclamato con grande entusiasmo dal pubblico. In Italia è stato pubblicato nel 2009 da Rizzoli.</p>
<p>La storia è incentrata sulla sua infanzia con particolare attenzione alla storia del padre, amato profondamente dalla narratrice; infatti è la sua la mano a cui il titolo fa riferimento. </p>
<p>La narrazione parte con il fidanzamento del padre, un ingegnere piemontese, con la sua giovane impiegata; un fidanzamento fortemente contrastato dalla madre di lui, ma che alla fine porterà i due protagonisti fino al matrimonio, dalla cui<span id="more-2357"></span> unione nasceranno un figlio maschio e tre femmine, l&#8217;ultima delle quali è l&#8217;autrice stessa.</p>
<p>Successivamente, nel romanzo, si avviano i ricordi diretti della Loy, quelli tipici dello sguardo di una bambina che vive una vita privilegiata; rievoca infatti le vacanze al mare e in montagna con la famiglia, le cameriere e le balie, la scuola. </p>
<p>Ma a queste immagini si sommano inevitabilmente anche quelle della seconda guerra mondiale, con i problemi della scarsità di cibo e le varie privazioni che ogni guerra comporta. Quindi scorrono inesorabili i ricordi del conflitto: la fame, l&#8217;occupazione, le stragi naziste, i bombardamenti su Roma, fino all&#8217;arrivo degli americani. </p>
<p>E tra i primi disagi che l&#8217;adolescenza comporta e le scene belliche di desolazione, continua un&#8217;inarrestabile carrellata di ricordi, permettendo così alla narratrice la descrizione di una realtà che, ai suoi occhi di bambina prima, e di adolescente dopo, si stava sgretolando tutto intorno. </p>
<p>Ci sono i primi turbamenti, l&#8217;infelice consapevolezza del proprio corpo. I viaggi con la famiglia su improbabili treni, mentre scene belliche di desolazione passano nel sole dell&#8217;estate davanti al portellone aperto del vagone bestiame. </p>
<p>La narratrice percepisce il mondo che si sgretola fuori dalle sue stanze e intanto coltiva un senso di universale compassione che non la lascia mai, neanche quando nell&#8217;età matura conosce l&#8217;amore più doloroso e profondo.</p>
<p>La narrazione è accompagnata da fotografie che fissano momenti della sua storia personale, stati d’animo, atmosfere, sentimenti che si riflettono nel racconto senza necessariamente corrispondervi, immagini che conservano la loro parte di segreto e che rimandano ad altre immagini o a parole o a un gusto, come quello del cioccolato con l’arrivo a Roma degli americani, “ i nostri liberatori nonché conquistatori ”</p>
<p>La rivista francese <em>Livres Hebdo</em> lo ha definito <em>un memoir alle radici del suo essere, dove la nostalgia è intelligente, pudica e senza effusioni, eppure carica di una tenerezza violenta e sensuale</em>.&#8221;</p>


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