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	<title>Ok Libri . com &#187; società nippone</title>
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		<title>Stupore e tremori</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 16:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amélie Nothomb]]></category>
		<category><![CDATA[Autobiografico]]></category>
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		<category><![CDATA[Yumimoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Stupore e tremori (Stupeur et tremblements) è un romanzo della scrittrice belga Amélie Nothomb definito da lei stessa autobiografico. Ha ricevuto il Grand Prix du roman dell&#8217;Académie française. La Nothomb, scrittrice lontana da qualsiasi stereotipo e ormai personaggio cult della letteratura francese, vanta la pubblicazione di un romanzo all&#8217;anno a partire dal 1992, anno in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2745" src="http://www.ok-libri.com/contenuti/copj13.asp15.jpeg" alt="stupore e tremori.jpeg" width="175" /><em>Stupore e tremori</em> (<em>Stupeur et tremblements</em>) è un romanzo della scrittrice belga Amélie Nothomb definito da lei stessa autobiografico. Ha ricevuto il Grand Prix du roman dell&#8217;Académie française.</p>
<p>La Nothomb, scrittrice lontana da qualsiasi stereotipo e ormai personaggio cult della letteratura francese, vanta la pubblicazione di un romanzo all&#8217;anno a partire dal 1992, anno in cui ha esordito in maniera dirompente con &#8220;Hygiène de l&#8217;assassin&#8221;: un best-seller da 100.000 copie (e 125.000 nelle edizioni tascabili), da cui sono stati tratti un film e due riduzioni teatrali. </p>
<p>Figlia di un ambasciatore belga, nata a Kobe, in Giappone, Amélie ha trascorso la sua infanzia e l&#8217;adolescenza tra Cina, Stati Uniti, Laos, Birmania e Bangladesh. Questo l&#8217;ha portata a sentirsi poi &#8220;fuori luogo&#8221;, in qualche modo diversa dai suoi coetanei, al rientro in Occidente. </p>
<p>Questo isolamento un po&#8217; forzato ha sviluppato in lei il desiderio di scrivere, grazie al quale ha prodotto un&#8217;impressionante mole di testi in gran parte pubblicati, e con successo: Stupore e tremore, edito da Albin Michel, ha venduto in Francia 400.000 copie.</p>
<p>La storia è divertente, ricca di humour e incentrata in parte proprio sul senso di non appartenenza ad alcuna cultura &#8220;certa&#8221;, di riferimento. E&#8217; il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese: la giovane neoassunta<span id="more-2743"></span> Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata,  viene assunta alla Yumimoto, vero e proprio impero dell&#8217;import-export tra il Giappone e il resto del mondo. </p>
<p>Il suo impatto con la struttura gerarchica dell&#8217;ufficio è immediatamente traumatico. Eppure Amélie conosce bene la lingua giapponese, gli usi e costumi di quel paese, le regole di un lavoro impiegatizio. Ma tutto ciò non è sufficiente. Il complesso meccanismo della Yumimoto non può essere compreso sino in fondo da una mente occidentale e Amélie si ritrova in breve tempo a subire non solo gli aspri rimproveri dei suoi dirigenti ma anche una lenta, graduale e inarrestabile retrocessione, sino ai ruoli più infimi.  </p>
<p>E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki&#8230; il suo capo diretto che punisce la giovane occidentale affidandole compiti modesti, quasi insignificanti. Amélie si ritrova nell&#8217;assurda condizione di sapere di poter svolgere compiti interessanti, per la sua preparazione e la conoscenza della lingua francese, ma di non essere mai messa in condizione di dimostrarlo a causa delle ferree regole interpersonali che vigono all&#8217;interno della Yumimoto. </p>
<p>Costretta a cambiare la data ai calendari, a servire il caffè, a occuparsi delle toilette&#8230; Amélie raggiunge il limite della sopportazione, ma malgrado queste umiliazioni non rassegna le dimissioni, fermamente decisa a rimanere sino allo scadere annuale del contratto. Amélie non è però il tipo che s&#8217;arrende, poiché dotata di un umorismo graffiante e di una fervida immaginazione. </p>
<p><em>&#8220;Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare in tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì&#8221;</em>, si consola così la nostra (anti)eroina.</p>
<p>Impossibile svelare la fine che ci dice molto della protagonista e di quanto autobiografismo si nasconda in queste ironiche pagine. La scrittrice analizza uno per uno i codici della società giapponese: la negazione dell&#8217;individualità, il rispetto della gerarchia, la sottomissione delle donne. Le umiliazioni diventano delle sfide, le angherie  un modo di fare lavorare i suoi neuroni. </p>
<p>Tutto il romanzo è interessante, pieno di assurdo e di surrealismo con un vocabolario ricercato. Il libro ci regala un&#8217;analisi incisiva ma non priva di umorismo sulle condizioni di lavoro nipponiche.<br />
Il titolo del libro viene dall&#8217;antico protocollo imperiale che prevedeva che si si rivolgeva all&#8217;imperatore lo facesse con &#8220;stupore e tremori&#8221;.</p>


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